Porta di tutte le Nazioni

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Porta di tutte le Nazioni
Nations Gate palace (kakh-e-darvaz-e-keshvarha) in Persepolis.tif
Porta di tutte le Nazioni a Persepoli
CiviltàImpero persiano
EpocaVI secolo a.C.
Localizzazione
StatoIran Iran
CircoscrizionePersepoli
Scavi
Data scoperta1930
Amministrazione
Visitabile
Mappa di localizzazione

Coordinate: 29°56′04″N 52°53′29″E / 29.934444°N 52.891389°E29.934444; 52.891389

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Porta di tutte le Nazioni
(EN) Gate of All Nations
201312 iran Shiraz 63 (12476610534).jpg
TipoArchitettonico
CriterioC (i) (ii) (iii)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal1979
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

La Porta di tutte le Nazioni o Porta di Serse si trova tra le rovine dell'antica città di Persepoli, in Iran.

La costruzione della Scalinata delle nazioni e della Porta di tutte le Nazioni venne ordinata dal re Achemenide Serse I (486 a.C. - 465 a.C.), successore del fondatore di Persepoli, Dario il Grande.[1]

Edificio[modifica | modifica wikitesto]

La struttura consisteva in una sala di grandi dimensioni il cui tetto era sostenuto da quattro colonne in pietra con basi a forma di campana. Parallelamente alle pareti interne di questa sala correva una panchina di pietra, interrotta dalle porte. Le pareti esterne, realizzate in blocchi di fango, erano adornati con frequenti nicchie. Ognuna delle tre pareti, a est, ovest e sud, aveva un grande portale in pietra. Un paio di tori massicci assicuravano l'ingresso occidentale; due Lamassu in stile assiro, anche se, di proporzioni colossali, introducevano alla porta orientale. Incisa sopra ciascuno dei quattro colossi vi era un'iscrizione trilingue che attesta fosse stato Serse ad aver costruito e compiuto la porta:

«Ahuramazda è un grande dio per aver creato la terra, il cielo, l'uomo e per lui la felicità, colui che creò Serse e lo fece diventare re, re dei re, re dei differenti popoli, re di questo mondo vasto e immenso, sono figlio di Dario il re, dicendo dagli Achemenidi.
Serse, il grande re, dichiara:
io ho costruito questa "Porta di Tutti i Popoli" E molti altri edifici eretti da me dal mio padre. Quello che abbiamo costruito di bello è stato per ispirazione divina. Serse il grande re dichiara: Ahuramazda protegga me il mio regno, protegga quello che ho costruito io e che ha costruito mio padre.»

([2])

La porta a sud, l'apertura verso l'Apadana, era la più ampia delle tre. Pioli trovati sugli angoli interni di tutte le porte indicano che dovevano aver avuto porte a due battenti, che erano probabilmente realizzate in legno e ricoperte con fogli di metallo ornato.

I graffiti[modifica | modifica wikitesto]

Nei secoli passati si sono alternati molti visitatori che hanno ammirato la maestosità dei monumenti. In particolare nella Porta di Tutte le Nazioni hanno lasciato nella parte interna dei piedritti diversi nomi e autografi, alcuni dei quali persino famosi:

  • Carsten Niebuhr (1765, viaggiatore dallo studioso di cose antiche);
  • Capitano John Malcolm (1800 al 1810, inviato britannico alla corte di Persia e autore della storia della Persia);
  • Sir Harford Jones Brydges (1809, ambasciatore britannico a Teheran);
  • James Morier (1810, incaricato degli affari britannici a Teheran, autore di Hagi Baba Isfahani);
  • Conte J. de Gobineau (ministro francese e autore di vari libri sull'Iran);
  • H. M. Stanley (1870, esploratore dell'Africa, corrispondente di New York Herald Tribune in Persia);
  • Charles Texier (storico francese e autore di uno straordinario rapporto sull'arte persiana).[3]
  • Graffiti at Gate of all Nations.jpg
  • Graffiti at Gate of all Nations 3.jpg
  • Persepolis graffiti.jpg
  • Graffiti at Gate of all Nations 2.jpg

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gate of All Nations Archiviato il 7 marzo 2014 in Internet Archive.
  2. ^ A. Shapur Shahbazi p.42
  3. ^ A. Shapur Shahbazi p.43

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]