Porta dell'inferno

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Cratere Darvaza
Darvasa gas crater panorama.jpg
Panorama del cratere gassoso in fiamme nel 2011.
Area geograficaDarvaza, Provincia di Ahal
StatoTurkmenistan Turkmenistan
Anno costruzione1971
Stato attualesmantellata
Anno decommissioning1971
Coordinate40°15′09″N 58°26′22.56″E / 40.2525°N 58.4396°E40.2525; 58.4396Coordinate: 40°15′09″N 58°26′22.56″E / 40.2525°N 58.4396°E40.2525; 58.4396
Mappa di localizzazione: Turkmenistan
Porta dell'inferno

Il cratere gassoso Darvaza (in turkmeno «Garagum ýalkymy»),[1][2][3] noto anche come Porta dell'Inferno o Cancelli degli Inferi (il turkmeno «derweze» deriva dal persiano «دروازه» [darvaza] ovvero «cancello»),[4] è un cratere di gas naturale collassato in una caverna situata a Darvaza, in Turkmenistan.[5] I geologi lo hanno intenzionalmente dato alle fiamme per impedire la diffusione di gas metano, e si presume che stia bruciando senza sosta dal 1971.

Il cratere è una popolare attrazione turistica. Dal 2009, 50.000 turisti hanno visitato il sito.[6] Il cratere del gas ha una superficie totale di 5.350 m². La zona circostante è anche famosa per il campeggio nel deserto selvaggio.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il cratere è situato vicino al piccolo villaggio di Derweze, trova nel Deserto del Karakum, 260 km a nord della capitale Aşgabat. Il villaggio di Derweze Conta circa 350 abitanti, per la maggior parte della tribù Tekke che mantengono uno stile di vita seminomade[7]. Il nome "porta dell'inferno" è stato dato al sito dalla popolazione locale, per via del fuoco, del fango bollente e delle fiamme arancioni presenti nel grande cratere, che ha un diametro di 70 metri.[8][7][9].

Storia dell'incidente[modifica | modifica wikitesto]

La zona circostante la porta dell'inferno, comprendente la zona usata a campeggio, circa duecento metri a sud del cratere

Adesso è noto che sotto Derweze si trova un grande giacimento naturale di gas, ma nel 1971 alcuni geologi sovietici vi ubicarono una piattaforma di perforazione nella zona in cerca di petrolio[10]. Il terreno sotto la piattaforma crollò precipitando in una caverna piena di gas naturale[7][9] ed inghiottendo tutte le attrezzature degli scienziati[11].

L'incidente non causò vittime fra i ricercatori, sebbene non sia stato escluso che la grande quantità di gas sprigionatasi nei primi tempi possa aver determinato la morte di alcuni abitanti dei villaggi vicini[12]. Il timore che si potesse diffondere gas velenoso condusse i geologi ad innescare l'incendio nella speranza che il fuoco consumasse tutto il gas combustibile presente all'interno della caverna nel giro di qualche giorno. Tuttavia ancora oggi le fiamme continuano a bruciare inestinte[7][13].

Il cratere attuale[modifica | modifica wikitesto]

Alcune persone si affacciano sul cratere di notte

Allo stato attuale, il cratere presenta un diametro di 60–70 m e una profondità di circa 20 m[9][14] e tra gli autoctoni è diffusa la credenza che si tratti di un fenomeno soprannaturale[12].

L'esploratore e cacciatore di tempeste George Kourounis nel novembre 2013, in una spedizione finanziata in parte dal National Geographic, è stata la prima persona a scendere nel cratere[15]. Una volta giuntovi, ha raccolto campioni di terreno nei quali sono stati ritrovati batteri che sopravvivevano nonostante le condizioni estreme di temperatura[16]. Tali batteri sono stati trovati solo all'interno del cratere e non sui terreni circostanti[17].

In ragione del continuo bruciare di gas, il bagliore che nasce dal foro è visibile, di notte, da chilometri di distanza. Ciò ha fatto sì che, nonostante l'isolamento e il forte odore sulfureo esalato dalle fiamme che pervade tutta la zona, la "porta dell'inferno" diventasse una fra le mete turistiche più visitate del Turkmenistan[7][14]. I turisti hanno pubblicato su internet molti video del cratere in fiamme[7].

Effetti della perdita di gas[modifica | modifica wikitesto]

La scelta di dare fuoco al deposito nel tentativo di frenare la perdita di gas naturale è stata dettata sia dalla sua tossicità, e dunque dalla pericolosità che avrebbe potuto costituire per le popolazioni e per l'ecosistema locale, sia dal fatto che il metano agisce come un gas serra con un'azione più marcata rispetto ai prodotti della sua combustione. Va tuttavia precisato che i danni locali avrebbero avuto un impatto limitato, dal momento che la zona dove si colloca la "porta dell'inferno" è desertica e praticamente disabitata[12].

Nonostante non si sappia quanto gas sia stato bruciato nella "porta dell'inferno", né quanto ancora ne possa bruciare, il Turkmenistan ha programmato lo sfruttamento del deposito di gas naturale. Nell'aprile del 2010, in occasione di una visita al sito, il presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdimuhammedow ha ordinato, infatti, di chiudere il cratere o comunque di adottare misure che limitino l'influenza della perdita di gas rispetto allo sviluppo di altri giacimenti di gas naturale nell'area[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bianca Soldani, Turkmenistan’s 'door to hell' has been burning for 45 years, in Topics, 24 giugno 2016. URL consultato il 12 aprile 2020.
  2. ^ (EN) Natasha Geiling, This Hellish Desert Pit Has Been On Fire for More Than 40 Years, in Smithsonian, 20 maggio 2014. URL consultato il 12 aprile 2020.
  3. ^ (EN) Elliott Davies, I traveled to the middle of the desert to see 'The Door To Hell', in Business Insider, 26 gennaio 2017. URL consultato il 12 aprile 2020.
  4. ^ (RU) Darvaza (Porta dell'inferno), su wikimapia.org. URL consultato il 12 aprile 2020.
  5. ^ (EN) Stephen Bland, Turkmenistan Has Its Very Own 'Gate to Hell', su vice.com, 8 aprile 2014. URL consultato il 12 aprile 2020.
  6. ^ Attrazione popolare turistico Darvaza, su ctvnews.ca.
  7. ^ a b c d e f Le “Porte dell’Inferno” in Turkmenistan, in Il Post, 16 febbraio 2013. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  8. ^ (EN) Marat Gurt, Turkmen president wants to close "Hell's Gate", su Reuters, 20 aprile 2010. URL consultato il 13 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2011).
  9. ^ a b c (EN) Rob Preece, The Door to Hell: Take a look inside a giant hole in the desert which has been on fire for more than 40 YEARS, in Daily mail, 27 luglio 2012. URL consultato il 16 febbraio 2013.
    Le stesse informazioni sono presenti anche nel seguente articolo:
    (EN) What a ‘hell hole’!, in Daily Times, 14 settembre 2012. URL consultato il 15 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2013).
  10. ^ (EN) Turkmenistan's fiery door to hell, in Earth, vol. 55, American Geological Institute, 2010, p. 22. URL consultato il 18 dicembre 2013.
  11. ^ (EN) Darvaz: the door to hell, su englishrussia.com. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  12. ^ a b c (EN) “The Door to Hell”, Amazing Phenomenon in Turkmenistan, su theworldroamer.com, 20 novembre 2012. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  13. ^ Claudio Riccardi, Derweze, la porta dell’inferno: il fuoco che brucia da 40 anni in Turkmenistan, su tuttogreen.it, 30 agosto 2012. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  14. ^ a b c (EN) Olzhas Auyezov, Paul Casciato, Turkmen president wants to close "Hell's Gate", in Reuters, 20 aprile 2010.
  15. ^ (EN) Corey Charlton, See you in Hell: Explorer becomes the first person to descend into Turkmenistan's 1,000C pit of fire which has not stopped burning since 1971, MailOnline, 6 maggio 2015. URL consultato il 20 aprile 2018.
  16. ^ Charlton2015.
  17. ^ (EN) Christina Nunez, Q&A: The First-Ever Expedition to Turkmenistan's "Door to Hell", National Geographic, 17 luglio 2014. URL consultato il 20 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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