Porta dei Leoni (Gerusalemme)

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Porta dei Leoni
Sha'ar ha-Arayot, Bab al-Asbāt
Mura di Gerusalemme
Jerusalem Lions gate BW 1.JPG
La Porta dei leoni
StatoOttoman flag.svg Impero ottomano
Stato attualeIsraele Israele Palestina Palestina[1]
RegioneDistretto di Gerusalemme
CittàGerusalemme
Coordinate31°46′51″N 35°14′13″E / 31.780833°N 35.236944°E31.780833; 35.236944Coordinate: 31°46′51″N 35°14′13″E / 31.780833°N 35.236944°E31.780833; 35.236944
Informazioni generali
Costruzione1538 d.C.-1538 d.C.
CostruttoreSolimano il Magnifico
Materialepietra
Condizione attualeconservato e restaurato
Informazioni militari
Funzione strategicaPorta cittadina
[senza fonte]
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La Porta dei leoni (in ebraico: שער האריות? Sha'ar ha-Arayot, in arabo: باب الأسباط‎ "Bab al-Asbāt") si trova nella parte est delle mura della Città Vecchia di Gerusalemme ed è una delle sette porte ancora accessibili. Conduce dalla città vecchia alla valle di Giosafat ed al Monte degli Ulivi. Nella tradizione cristiana, la porta dei leoni segna l'inizio della Via Dolorosa, il percorso che Gesù fece dalla prigione al luogo della crocifissione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli intagli sopra la porta

La porta fu fatta costruire dal sultano ottomano Solimano il Magnifico nel 1538[2] nell'ambito della costruzione della cinta muraria della città vecchia.

Sopra la porta sono intagliate immagini di quattro pantere, spesso scambiati per leoni, due a destra e due a sinistra. Furono fatti intagliare dal sultano Solimano il Magnifico per celebrare la vittoria ottomana sui mamelucchi nel 1517, i quali cacciarono definitivamente i crociati dalla terra santa nel XIII secolo sotto il comando del sultano Baybars, il cui simbolo rappresenta proprio una pantera[3].

La leggenda invece, narra che il predecessore di Solimano, Selim I, sognò dei leoni che si sarebbero cibati delle sue carni poiché aveva espresso il desiderio di distruggere la città e he sarebbe stato risparmiato solo nel caso in cui avesse rinunciato ai suoi piani e costruito delle mura a protezione di Gerusalemme[4].

Il 7 giugno 1967 le truppe israeliane della 55ª brigata entrarono nella città vecchia attraverso la porta dei leoni durante la guerra dei sei giorni per conquistarla.

Altri nomi[modifica | modifica wikitesto]

La porta nel corso della storia ha posseduto molteplici nomi. Solimano usava chiamarla Bab al-Ghor ("porta della valle del Giordano") ma questo nome non ha mai acquisito popolarità. Divenne famosa col nome di porta di Santo Stefano, poiché si trova vicino al luogo in cui avvenne in martirio di Santo Stefano, oppure Bab Sittna Maryam ("porta di nostra signora Maria"), poiché la vergine Maria nacque poco distante[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gerusalemme Est è amministrata de facto da Israele nonostante la maggioranza degli stati dell'ONU non la riconosca come appartenente a tale stato.
  2. ^ DK, p . 71
  3. ^ Rough
  4. ^ (EN) Second Station of the Cross - Jesus Takes the Cross, su jerusalem.com. URL consultato il 2 luglio 2017.
  5. ^ Rough

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) AA. VV., DK Eyewitness Travel Guide Jerusalem, Israel, Petra & Sinai.
  • (EN) Daniel Jacobs, The Rough Guide to Jerusalem. URL consultato il 2 luglio 2017.

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