Porta San Giorgio (Verona)

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Coordinate: 45°26′56″N 10°59′43″E / 45.448889°N 10.995278°E45.448889; 10.995278

Porta San Giorgio

Porta San Giorgio è una porta della città di Verona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima porta venne fatta costruire da Cangrande I della Scala, tra il 1321 ed il 1324 lungo la cinta muraria medioevale. Con la dedizione di Verona a Venezia iniziarono i lavori per la ristrutturazione ed ampliamento delle mura, e quindi ci fu la ricostruzione della porta, su progetto di Giovanni Maria Falconetto, tra il 1525 ed il 1526. La porta rimase però incompiuta, e venne conclusa sotto la dominazione austriaca (1840).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una foto di inizio '900

La porta è inserita presso la riva dell'Adige. La posizione era stata stabilita dalla preesistente porta medievale, che presidiava la via del Tirolo.

Della porta rinascimentale venne compiuta solo la facciata verso campagna, rivestita di pietra bianca levigata, configurata secondo lo schema classico dell'arco trionfale, con l'arco maggiore centrale, ma con l'inconsueto accostamento binato dei portali laterali, architravati. La composizione è di stile dorico, ornata di scudi e targhe commemorative dei provveditori veneti. Il corpo di fabbrica ottocentesco, eretto sul fronte interno, corrisponde alle dimensioni, in pianta e in alzato, stabilite dalla facciata esterna.

La planimetria è rettangolare, asimmetrica, articolata dal passaggio carraio centrale, dal vano laterale per il passaggio pedonale, e da altri vani per il corpo di guardia militare e per il corpo di guardia daziario. Le pareti che delimitano i passaggi, carraio e pedonali, sono munite di feritoie. La copertura era a prova di bomba, sulla terrazza era disposta una postazione per fucileria. Nel prospetto verso città, con paramento di tufo rustico, è mantenuta la partitura a tre campate, come nel prospetto verso campagna, ma il disegno dei tre grandi fornici, di uguali dimensioni, è in accordo con l'architettura delle nuove fortificazioni. La porta era dotata di ponti levatoi lignei, i quali calavano sul ponte di muratura che attraversava parte del fossato magistrale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.