Porcia (famiglia)

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Stemma della famiglia Porcia

I di Porcia o, più precisamente, di Porcia e Brugnera sono una nobile famiglia friulana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Porcia

I di Porcia traggono origine dalla famiglia feudataria di Prata, con sede in un castello che un tempo si ergeva nell'attuale Prata di Pordenone. Agli inizi del Duecento, Gabriele e Federico, figli di Guecello di Prata, definirono i confini dei propri beni. La casata in questione discende dal primo, il quale andò ad acquisire i castelli di Porcia e Brugnera, appartenenti ai di Prata almeno dal 1077. Per quanto riguarda la stirpe del secondo, essa continuò a chiamarsi di Prata. Dopo essersi scontrata con i Veneziani, finì in esilio e si estinse nel Cinquecento.[1]

Altri feudi appartenenti a questo casato si trovavano nel Trevigiano. I membri della famiglia ricoprirono in effetti la carica di avogari (cioè di amministratori dei beni) sia del vescovo di Ceneda, sia del vescovo di Concordia[2].

A conferma del loro ruolo di primo piano nella storia del Friuli e della Marca Trevigiana, i di Porcia furono imparentati con altre importanti famiglie quali i da Romano, i da Carrara, i da Camino, i della Torre, i Visconti, gli Scaligeri, i Savorgnan, i Polcenigo, i Colloredo, i Fugger e gli Starhemberg.

Con l'arrivo della Serenissima in Friuli, la famiglia si sottomise spontaneamente alla Repubblica (1418), mantenendo così il potere feudale su Brugnera e Porcia sino all'arrivo dei Francesi. Dal 1470 vennero investiti anche del feudo gravitante attorno al castello di Ragogna. Come abbiamo visto, altra sorte subì invece il ramo di Prata, che oppose resistenza a Venezia e ne subì le conseguenze.

Dei di Porcia vanno ricordati Silvio, distintosi nella Battaglia di Lepanto; Ferdinando, che ottenne incarichi politici in Austria e che fu nominato principe del Sacro Romano Impero nel 1662[3][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Boni De Nobili, Araldica in contrada di San Marco a Pordenone, Pordenone 2007. Vedi anche Francesco Boni De Nobili, La croce e la spada. Le armi araldiche nei luoghi di culto a Pordenone, Pordenone 2010.
  2. ^ I Porcia. Avogari del Vescovo di Ceneda, condottieri della Serenissima, Principi dell'Impero, Atti del convegno 9 aprile 1994, Castello Vescovile di Vittorio Veneto, De Bastiani ed. 1994
  3. ^ NOTIZIE STORICHE dal sito della Pro-loco di Porcia.
  4. ^ CASTELLO DI PORCIA - STORIA dal sito CASTELLIPORDENONE

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I Porcia. Avogari del Vescovo di Ceneda, condottieri della Serenissima, Principi dell'Impero, Atti del convegno 9 aprile 1994, Castello Vescovile di Vittorio Veneto, De Bastiani ed. 1994.
  • Francesco Schroeder, Repertorio Genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili delle province venete, Tipografia di Alvisopoli, 1830, pp. 160-162.
  • Enea Saverio di Porcia, Diatriba sopra tre sigilli appartenenti a tre diversi personaggi delli antichi conti di Prata, e stemma gentilizio di detti conti e de' conti di Porcia e Brugnera, G.B. Doretti, Udine 1902.
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