Porcelain

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Porcelain
Porcelain.png
Screenshot del video
Artista Moby
Tipo album Singolo
Pubblicazione 12 giugno 2000
Durata 3 min : 32 s
Album di provenienza Play
Genere Musica elettronica
Ambient
Etichetta Mute Records
Produttore Moby
Registrazione 1999
Formati CD
Moby - cronologia
Singolo precedente
(2000)

"Porcelain" è una canzone del musicista statunitense di musica elettronica Moby, estratta come sesto singolo dall'album del 1999 Play e pubblicata il 12 giugno 2000 in Inghilterra[1], dove raggiunse la quinta posizione nelle classifiche, e il 22 agosto in America. Divenne con il tempo uno dei brani più famosi e apprezzati del musicista per varie sue caratteristiche peculiari nella composizione della musica e del testo. Quest'ultimo, molto malinconico e triste, venne scritto dallo stesso Richard Hall, che si ispirò ad una relazione avuta tempo addietro con una donna non ben identificata, mentre l'ossatura del pezzo venne creata riversando una parte di una composizione per orchestra di Ernest Gold chiamata Fight for Survival e registrata per il film "Exodus" del 1960.

La critica musicale mondiale la elogiò per la sua ricchezza di poesia e sensibilità e, proprio per la posizione che occupa nel disco (alla terza traccia), la considerò come uno dei punti più alti di quest'ultimo, subito dopo Honey.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Porcelain venne composta e registrata da Moby nel suo appartamento a Little Italy (Manhattan).[2] Trovò, come già accennato, l'ispirazione in una disastrosa relazione avuta molti anni prima con una donna sconosciuta. Parlando di questo argomento in un'intervista con Billboard, affermò che: «Sono stato molto coinvolto in questo affare con una donna davvero meravigliosa che io ho amato molto. Ma sapevo nel profondo del mio cuore che non avremmo mai avuto una relazione veramente romantica. Quindi era come essere innamorato di qualcuno, con cui non dovevi stare.»[3] Per quanto riguarda invece il brano in sé per sé, egli confessò che all'inizio non gli piacque per niente perché il suono era "rozzo" e la sua voce "troppo debole".[4] Perciò lo etichettò come "discreto" ritenendo che «nessuno l'avrebbe ascoltato» - tuttavia, alla fine decise di inserirlo su Play[4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cantata da Hall[5] Porcelain si discosta molto dal sound synthpop/dance che pervade la prima parte dell'album, dove è situata. Di fatto ha un tempo abbastanza lento (96 bpm), caratteristico della musica ambient. È in tonalità di mi bemolle maggiore e segue un costante ciclo di accordi in progressione (Sol maggiore, Si bemolle, Fa maggiore, La bemolle) tranne che nel bridge che parte a 2:12 e che finisce a 2:32.[6][7] Anche la lirica si presenta abbastanza introspettiva e malinconica in quanto tratta del fatto di «amare qualcuno, ma di dover rompere con lui comunque.»[8]

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli strumenti che eseguono la melodia principale sono un pianoforte ritmico e i violini riversati del campionamento, accompagnati da sintetizzatori e vocalizzi (fatti da Pilar Basso).[9][2]Il ritmo invece è dettato da una drum machine.[10]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Porcelain venne generalmente accolto favorevolmente dalla critica musicale. Alexandra Marshall di MTV lo soprannominò «un piccolo frammento lussureggiante che suona come un nastro da un EP dei Magnetic Fields[11] Un giornalista del Birmingham Evening Mail scrisse che «la melodia pulita e l'atmosferica voce» creano un «paesaggio ben distinto»[12]e Brent DiCrescenzo di Pitchfork Media ha osservato come il pezzo «scivola lentamente giù nelle gole come il litio.»[13] Anche David Browne dell'Entertainment Weekly, che aveva precedentemente detto che Play necessitasse di una "potata", lo esaltò come un'eccezione dell'intero lavoro in studio.[5] Nella loro funzione di "Chartslot", il Daily Record ha detto che esso è «l'ideale per rilassarsi a in una sera d'estate.»[14] Jim DeRogatis del Chicago Sun-Times ha caratterizzato le canzoni Honey e Porcelain, come «emozionali e coinvolgenti» aggiungendo che se «non vi trasportano (in tutti i sensi), allora probabilmente non avete alcuna sensibilità.»[15] Playlouder nominò la composizione il ventiseiesimo miglior singolo del 2000, definendola «la più schiacciante e celeste» dell'album e lodandola per la sua combinazione di melodie di pianoforte con la voce di Moby «ossessivamente stregata».[16] La branca di The Village Voice Pazz & Jop d'altro cantò la posizionò al cinquantaseiesimo posto della sua lista di migliori brani di quel periodo[17]e Q magazine al numero 253 di quella delle 1001 canzoni più belle di sempre.[18]

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

La canzone venne pubblicata come il sesto singolo di Play il 12 giugno 2000 e[19], come tutte le altre canzoni dell'album, fu licenziata per essere usata in pubblicità, programmi televisivi e film.[20] Il primo ad usufruirne fu il regista inglese che la inserì nella colonna sonora di "The Beach" di quello stesso anno.[4] A seguire ci furono poi Volkswagen Polo, Bosch, France Télécom.[21] e Carlo Verdone che la inserì nel finale de C'era un cinese in coma. Così facendo Porcelain diventò uno dei pezzi più famosi dell'album (basti pensare che lo stesso Moby la considerò la composizione di riferimento di quest'ultimo).[4]

Il video[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre differenti versioni del video di "Porcelain".

Un video vede Moby seduto sul sedile di una automobile in movimento, ma senza autista; l'auto viaggia per una città, lungo una strada, in una foresta ed alla fine in un campo, dove stanno pascolando delle mucche. L'automobile in più di una occasione evita in extremis delle collisioni.

L'altro video vede un primissimo piano dell'occhio di una persona e delle immagini riflesse in esso. Nell'occhio si vede riflesso Moby che esegue il brano, oltre che visi di altre persone, e delle mani che suonano il pianoforte, nella parte musicale del brano.

Il terzo video è stato prodotto da Robert Stoetzel. Il filmato è girato vicino al mare e vengono inquadrate sempre delle persone diverse, l'inquadratura cambia quando un personaggio ne incontra un altro e per pochi secondi segue questo nuovo che poi incontrerà un terzo e il video seguirà questo nuovo e così via fino alla fine della canzone.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

CD Single[modifica | modifica wikitesto]

  1. Porcelain
  2. Porcelain (Rob Dougan Remix)

CD Mute 252[modifica | modifica wikitesto]

  1. Porcelain (Single Version) (3:32)
  2. Flying Over The Dateline (4:48)
  3. Summer (5:55)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Moby - Porcelain
  2. ^ a b Jonas, Liana, Porcelain – Moby, Allmusic. Rovi Corporation. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato il 15 maggio 2013).
  3. ^ Pesselnick, Jill, The Modern Age in Billboard, vol. 112, nº 30, New York, 22 luglio 2000. URL consultato il 28 giugno 2013.
  4. ^ a b c d Weingarten, Christopher R., 'Play' 10 Years Later: Moby's Track by Track Guide to 1999's Global Smash in Rolling Stone, New York, 2 luglio 2009. URL consultato il 10 maggio 2013 (archiviato il 10 maggio 2013).
  5. ^ a b Browne, David, Music Review: Moby – Play in Entertainment Weekly, New York, 11 giugno 1999. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato il 15 maggio 2013).
  6. ^ Hall, Richard, Moby – Porcelain Sheet Music, Kobalt Music Publishing America. (archiviato il 15 maggio 2013).
  7. ^ Flick, Larry, V2 Album Reveals Moby at 'Play' in Billboard, New York, 26 febbraio 2000, p. 18. URL consultato il 15 maggio 2013.
  8. ^ Moby The Very Best Of Interview, Shakenstir. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato il 15 maggio 2013).
  9. ^ Bush, John, Moby – Play, Allmusic. Rovi Corporation. URL consultato il 12 maggio 2013 (archiviato il 12 maggio 2013).
  10. ^ (EN) Play. Note di copertina di Moby [liner notes], V2 Records 63881-27049-2, 1999.
  11. ^ Marshall, Alexandra, Play, MTV. Viacom Media Networks, 23 febbraio 2001. URL consultato il 13 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2002).
  12. ^ Music Power: Singles: Pick Of The Week in Birmingham Evening Mail, 13 giugno 2000. URL consultato il 18 maggio 2013.
  13. ^ DiCrescenzo, Brent, Moby: Play, Pitchfork Media, 1º giugno 1999. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato il 15 maggio 2013).
  14. ^ Chartslot in Daily Record (Scotland), 23 giugno 2000. URL consultato il 18 maggio 2013.
  15. ^ DeRogatis, Jim, Best music off the beaten path; It was a bad year for pop-rock music in Chicago Sun-Times, 26 dicembre 1999. URL consultato il 18 maggio 2013.
  16. ^ Top 50 Singles, Playlouder. URL consultato il 16 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2001).
  17. ^ The 2000 Pazz & Jop Critics Poll in The Village Voice, New York, 22 febbraio 2000. URL consultato il 18 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2004).
  18. ^ 1,001 Best Songs Ever in Q, London, novembre 2003.
  19. ^ Why Does My Heart Feel So Bad? Elton John Sings in NME, London, 7 aprile 2000. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato il 20 maggio 2013).
  20. ^ Grundy, Gareth, Moby licenses every track on Play. Ker-ching! in The Guardian (London), 15 giugno 2011. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato il 15 maggio 2013).
  21. ^ Simpson, Dave, Plug and play in The Guardian (London), 5 maggio 2000. URL consultato il 15 maggio 2013 (archiviato il 15 maggio 2013).
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