Pool (magistratura italiana)

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Un pool, nell'ambito della magistratura italiana, è un gruppo di magistrati che si occupa collegialmente di una medesima indagine.

Il termine è divenuto di uso comune soprattutto per identificare quei magistrati impegnati al contrasto della mafia in Italia: in questo senso si parla di pool antimafia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di un gruppo di magistrati che si occupasse di una medesima indagine, diluendo i rischi e le responsabilità personali e distribuendo il carico di lavoro, nacque dall'idea di Rocco Chinnici, che si avvalse inizialmente della collaborazione di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e di Giuseppe Di Lello, ma successivamente sarebbe stato sviluppato da Antonino Caponnetto (subentrato a Chinnici, ucciso il 29 luglio 1983) che, nel marzo 1984, avrebbe poi costituito un gruppo di lavoro composto da quattro magistrati, cui si aggiunse in seguito Leonardo Guarnotta, affinché coordinasse le indagini sfruttando l'esperienza maturata e quello sguardo d'insieme e sul fenomeno mafioso come rilevato da Giovanni Falcone.

Dopo l'abbandono dell'incarico di Caponnetto per ragioni di età e di salute, alla sua sostituzione vennero candidati Falcone, e Antonino Meli. Nel settembre 1987, dopo una discussa votazione, il Consiglio Superiore della Magistratura nominò Meli.[1] A favore di Falcone, votò anche il futuro Procuratore della Repubblica di Palermo, Gian Carlo Caselli, in dissenso con la corrente di Magistratura Democratica cui apparteneva.

Meli si insediò nel gennaio 1988, di fatto smantellò il metodo di lavoro intrapreso, motivazione per la quale fu criticato da Giovanni Falcone e dallo stesso Caponnetto (che in proposito affermò: "Meli ha contribuito ad anticipare la chiusura dell'Ufficio istruzione, non coordinando più le indagini, esautorando Falcone, emarginandolo, smembrando i processi di mafia e vanificando tutto il lavoro fatto")[2], anche se a votare per lo stesso Meli erano stati diversi colleghi del magistrato palermitano, appartenenti alla corrente Magistratura Democratica del CSM.[3] Negli anni novanta in seguito alla nascita delle nuove infrastrutture investigative, come la Direzione Investigativa Antimafia l'eredità sostanziale è stata raccolta dalle varie procure antimafia.

Genesi e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'idea alla base del pool nasce in seguito all'assassinio di magistrati che si occupavano di indagini per mafia. Infatti, la gestione di un'indagine da parte di un unico magistrato lo esponeva al rischio di omicidio perpetrato con lo scopo di occultare con la morte gli scomodi segreti dell'inchiesta.

In un pool, invece, i magistrati che ne fanno parte condividono tra loro tutte le informazioni, mentre mantengono la segretezza delle informazioni verso l'esterno. Quindi, per diminuire il rischio di omicidio di uno dei magistrati, le informazioni da lui possedute sono condivise con gli altri che possono quindi continuare a lavorare. Ciò costituisce un efficace strumento di indagine, e uno degli elementi fondamentali che hanno portato all'istaurazione di diversi processi, ad esempio contro le Brigate Rosse e Prima Linea, durante gli anni di piombo, al maxiprocesso di Palermo in Italia contro Cosa Nostra e all'inchiesta di Mani Pulite.

Pool celebri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]