Vai al contenuto

Ponte di Yavuz Sultan Selim

Coordinate: 41°12′11″N 29°06′42″E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ponte di Yavuz Sultan Selim
Localizzazione
StatoTurchia (bandiera) Turchia
CittàIstanbul
AttraversaBosforo
Coordinate41°12′11″N 29°06′42″E
Dati tecnici
TipoIbrida ponte sospeso, strallato
Materialeacciaio
Lunghezza2 164 m
Luce max.1 408 m
Larghezza59 m
Altezza322 (torri) m
Carreggiate2
Corsie8 autostradali e 2 binari
Realizzazione
ProgettistiMichel Virlogeux
Ing. strutturaleMichel Virlogeux
Costruzione29 maggio 2013-agosto 2016
Inaugurazione26 agosto 2016
Costruttoreİçtaş, Astaldi
Intitolato aSelim I
Mappa di localizzazione
Map

Il Ponte di Yavuz Sultan Selim (in turco: Yavuz Sultan Selim Köprüsü), noto anche come Terzo Ponte sul Bosforo, è un ponte ibrido (sospeso e strallato) di Istanbul, Turchia, che attraversa lo stretto del Bosforo.

Inaugurato nel 2016, fa parte del progetto dell'Autostrada del Marmara Settentrionale (Kuzey Marmara Otoyolu) ed è progettato per il traffico stradale (otto corsie) e ferroviario (due binari).

La necessità di un terzo ponte sul Bosforo fu inclusa nei piani di sviluppo del trasporto di Istanbul per decongestionare il traffico dei due ponti esistenti e deviare il traffico pesante fuori dal centro urbano.[1]

La gara d'appalto per il progetto, gestita con un modello Costruisci-Gestisci-Trasferisci (Build-Operate-Transfer, BOT), è stata vinta nel maggio 2012 dalla joint venture tra la società turca IC İçtaş e l'italiana Astaldi.[1] Il costo totale del progetto, inclusa l'autostrada di collegamento, è stato stimato in circa 4,5 miliardi di lire turche (circa 3,5 miliardi di dollari al momento della gara).[1]

La cerimonia di posa della prima pietra si è tenuta il 29 maggio 2013. Il ponte è stato completato tecnicamente con la posa dell'ultimo segmento il 6 marzo 2016 e ufficialmente inaugurato il 26 agosto 2016, alla presenza del presidente Recep Tayyip Erdoğan e di altre autorità.[2]

Caratteristiche Tecniche

[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte è una struttura ibrida che combina elementi di un ponte sospeso e di un ponte strallato. È stato progettato dall'ingegnere francese Michel Virlogeux (noto per il Viadotto di Millau) e da Jean-François Klein.[3]

Alla sua inaugurazione, il ponte ha stabilito diversi record:

  • Ponte sospeso più largo del mondo: con una larghezza di 59 metri.[2]
  • Ponte con le torri più alte del mondo: le sue torri a forma di "A" raggiungono un'altezza di 322 metri.[2]
  • Uno dei ponti sospesi più lunghi al mondo (1.408 metri di campata principale) a ospitare un sistema ferroviario.

L'impalcato ospita 8 corsie autostradali (quattro per direzione) ed è predisposto per 2 binari ferroviari al centro;[3] sebbene la struttura sia stata completata, la linea ferroviaria e i relativi binari non sono ancora stati posati (al 2025).

Integrazione nella rete di trasporto

[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte è il componente centrale dell'Autostrada del Marmara Settentrionale (Kuzey Marmara Otoyolu), un'arteria di 260 km che circonda Istanbul da nord, collegando l'Anatolia e la Tracia. L'obiettivo principale del progetto è deviare il traffico di transito e i mezzi pesanti al di fuori del congestionato centro urbano di Istanbul, fornendo un collegamento rapido tra l'Aeroporto di Istanbul (IST) sul lato europeo e l'Aeroporto Sabiha Gökçen (SAW) sul lato asiatico.

Il progetto del ponte è stato oggetto di significative controversie, sia prima che durante la sua costruzione.

L'intitolazione

[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del ponte, dedicato al sultano ottomano Selim I (detto "Yavuz", il Risoluto), ha suscitato forti proteste, in particolare da parte della comunità Alevi. Selim I è infatti una figura storica controversa, associato alle persecuzioni e ai massacri di migliaia di Alevi all'inizio del XVI secolo (v. Battaglia di Cialdiran). Gli Alevi hanno percepito la scelta del nome come una provocazione e un'offesa alla loro memoria storica.[4]

Impatto ambientale

[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte e l'autostrada associata hanno ricevuto aspre critiche da parte di gruppi ambientalisti e associazioni civiche. Il tracciato attraversa le Foreste Settentrionali di Istanbul, considerate i "polmoni verdi" della città e un'area cruciale per la biodiversità e le risorse idriche locali. La costruzione ha comportato una significativa deforestazione, e i critici sostengono che il progetto abbia aperto al consumo di suolo aree naturali precedentemente protette, incentivando un'ulteriore urbanizzazione incontrollata.[5]

Sicurezza sul lavoro

[modifica | modifica wikitesto]

Durante le fasi di costruzione del ponte e dell'autostrada si sono verificati diversi incidenti, alcuni dei quali mortali. Queste tragedie hanno sollevato preoccupazioni riguardo alle condizioni di lavoro e agli standard di sicurezza nei grandi progetti infrastrutturali in Turchia.[6]

  1. ^ a b c Astaldi si aggiudica il terzo ponte sul Bosforo: commessa da 3,5 miliardi di dollari, su repubblica.it, la Repubblica, 30 maggio 2013. URL consultato il 9 novembre 2025.
  2. ^ a b c Turkey opens 'world's widest' bridge in Istanbul, su bbc.com, BBC News, 26 agosto 2016. URL consultato il 9 novembre 2025.
  3. ^ a b È stato inaugurato il terzo ponte sul Bosforo, su ilpost.it, Il Post, 26 agosto 2016. URL consultato il 9 novembre 2025.
  4. ^ Perché il terzo ponte sul Bosforo fa infuriare gli aleviti, su huffingtonpost.it, HuffPost Italia, 7 agosto 2013. URL consultato il 9 novembre 2025.
  5. ^ Turkey's third bridge triggers environmental fears, su aljazeera.com, Al Jazeera, 27 giugno 2013. URL consultato il 9 novembre 2025.
  6. ^ Three workers killed in accident at Istanbul's third bridge construction site, su hurriyetdailynews.com, Hürriyet Daily News, 6 aprile 2014. URL consultato il 9 novembre 2025.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Turchia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Turchia
  Portale Ingegneria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Ingegneria
  Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Trasporti
Controllo di autoritàVIAF (EN1875153289929632770007