Ponte d'Asfeld

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Coordinate: 44°53′56″N 6°38′50″E / 44.898889°N 6.647222°E44.898889; 6.647222

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Fortificazioni di Vauban
(EN) Fortifications of Vauban
Briancon 18.JPG
TipoCulturale
CriterioC (i) (ii) (iv) (vi)
PericoloNessuna indicazione
Riconosciuto dal2008
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
Carte des sites majeurs de Vauban.svg
Il ponte nel suo ambiente

Il ponte d'Asfeld è un ponte tra le due pareti di una gola, al fondo della quale scorre la Durance, che consente così il collegamento diretto fra la città di Briançon con il forte Tre Teste. Deve la sua denominazione al Direttore generale delle Fortificazioni di Francia, maresciallo marchese Bidal d'Asfeld, che ne promosse la costruzione in muratura. Dal 2008 fa parte delle opere di fortificazione volute dal Vauban a difesa dei confini della regno di Francia, che hanno ottenuto dall'UNESCO la classificazione di Patrimonio dell'Umanità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vauban visitò due volte Briançon, la prima nel 1692 dopo l'attacco subito da parte del duca di Savoia Carlo Emanuele II, che faceva parte della Lega degli Asburgo, ed una seconda nel 1700, in tempo di pace. Fu in questa occasione che egli redasse un rapporto intitolato «Nouveau projet de fortification pour la ville de Briançon du 24 août 1700». Vauban giustifica questo nuovo progetto con un preambolo al rapporto:

(FR)

« Il en fut fait un [projet] le 21 novembre 1692, mais comme les considérations de cette place sont fort accrues depuis le rasement de Pignerol, j'ai cru qu'il en fallait faire un second par rapport au temps présent dans lequel on parlera peu des fortifications de la haute ville parce qu'elles sont fort avancées et qu'il suffit d'instruire de vive voix la correction de ce que j'ai fait, mais bien du vieux château et de ses dehors auxquels on a peu touché, d'un dessin de ville basse, d'un pont sur la Durance, d'un chemin à charois par aller et venir au Montgenèvre, de l'occupation de la montagne des Têtes qui est au-delà de l'eau par rapport à Briançon et d'une redoute sur la tête du mont de Salette, autre commandement pernicieux de cette place, et enfin d'une coupure de chemin et d'un pont levis au bas de ce mont »

(IT)

« Ne fu redatto uno il 21 novembre 1692, ma poiché l'importanza di questo luogo è fortemente accresciuta dopo lo spianamento di Pinerolo,[1] ho creduto di dover stendere un secondo rapporto aggiornato nel quale si parlerà poco delle fortificazioni della città alta poiché queste sono già in stato avanzato e basta impartire a viva voce le correzioni necessarie, ma del vecchio castello e dei suoi dintorni, che sono stati poco toccati, di un progetto per la città bassa, di un ponte sulla Durance, di una strada carreggiabile per andare e venire al Monginevro, dell'occupazione del monte delle Teste che sta oltre il fiume rispetto a Briançon e di una ridotta sulla cima del monte delle Salette, altro posto di comando negativo di questo luogo, ed infine della interruzione della strada e di un ponte levatoio alla base di questa montagna. »

(Preambolo al Nuovo progetto di fortificazione per la città di Briançon de 24 agosto 1700 di Sébastien Le Prestre de Vauban)

Durante la guerra di successione spagnola le opere di fortificazione previste dal Vauban vennero realizzate frettolosamente utilizzando come materiale fascine impastate con terra. Il ponte, costruito nel 1707, non era che un ponticello in legno al quale si accedeva da un sentiero solo pedonale. Nel 1720 si decise di occupare le alture. Il marchese d'Asfeld, succeduto a Vauban ed a Michel Le Peletier de Souzy come Direttore generale delle Fortificazioni di Francia, decise di far costruire un ponte in muratura. L'altezza della gola sul pelo d'acqua non permetteva l'erezione di un pilone per ridurre l'estensione della luce dell'arco. La costruzione ebbe inizio nel 1729. Si dovette innanzitutto preparare una strada di accesso, tagliandola nella roccia, per giungervi dalla città. Per montare l'arco di pietra si dovette realizzare una centina provvisoria in legno sulla quale poggiare le pietre fino alla chiave di volta dell'arco e per consentire i movimenti agli operai fu eretto un ponte provvisorio in legno. La preparazione delle basi di appoggio del ponte sulle sponde, poggianti sulle rocce, vennero utilizzate per spianare queste ultime, cariche di esplosivo. Dopo l'interruzione invernale dei lavori, questi ripresero il 20 aprile del 1730, con la posa della prima pietra, avvenuta con apposita cerimonia. Le pietre componenti il ponte furono prese dal corso della Durance e lavorate in loco prima della messa in opera e ne furono necessari più di 2000 blocchi. Il 24 agosto 1730, dopo 127 giorni di lavoro, venne posata la chiave di volta e il piano stradale fu terminato nel 1731, dopodiché si provvide all'erezione dei parapetti. Fu notato che allo smontaggio dell'impalcatura in legno l'abbassamento della volta fu di soli due pollici. L'opera venne inaugurata nel 1734 e venne chiamata dagli abitanti "Ponte della comunicazione" ma anche "Ponte del diavolo"; gli venne subito assegnato il nome di colui che ne aveva disposto la costruzione.

L'ingegner Heuriance, nella sua memoria del 25 giugno 1742 scrisse:

(FR)

« On ne peut refuser à ce pont une espèce d'admiration par sa grandeur, son élévation et par sa construction sur des cintres de bois dans un emplacement des plus difficiles, sans qu'il soit arrivé aucun accident. »

(IT)

« Non si può negare a questo ponte una specie di ammirazione per la sua grandezza, la sua altezza e la sua costruzione su centine di legno in un ambiente dei più difficili, senza che essa sia stata funestata da alcun incidente »

(Dalla Memoria dell'ingegner Heuriance)

Quasi tre secoli dopo è giunto il riconoscimento mondiale dell'UNESCO.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pinerolo fu riconquistata da Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1696, ma prima di andarsene il Re Sole fece saltare la cittadella e il castello.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Robert Bornecque, Le pont d'Asfeld à Briançon, p. 38-42, dans Congrès archéologique de France. 130ème session. Dauphiné. 1972, Société Française d'Archéologie, Paris, 1974
  • (FR) Marcel Prade, Les ponts monuments historiques, Librairie ancienne Brissaud, Poitiers, 1988 ISBN 2-902170-54-8, p. 58

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Francia Portale Francia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Francia