Ponte Caffaro
| Ponte Caffaro frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°49′16″N 10°31′37″E |
| Altitudine | 368 m s.l.m. |
| Abitanti | 2 136 (2010) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 25070 |
| Prefisso | 0365 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Nome abitanti | caffaresi |
| Patrono | san Giuseppe |
| Giorno festivo | 11 febbraio |
| Cartografia | |
Ponte Caffaro (Càfer in dialetto bresciano) è una frazione del comune di Bagolino ed è posta a nord del Lago d'Idro nella piccola piana chiamata Pian d'Oneda, dove i fiumi Chiese e Caffaro si immettono nel lago. È il luogo dove si combatté il 25 giugno 1866 la battaglia di Ponte Caffaro tra le forze garibaldine e austriache.
Il fiume Caffaro che dà nome alla frazione fa da confine con la frazione di Lodrone di Storo (TN) in Trentino-Alto Adige.
Dal 1861 al 1918 qui vi passava il confine tra Regno d'Italia e Austria Ungheria, dopo che per secoli era stato il punto di confine tra Repubblica di Venezia, a cui fu sempre fedele e Contea principesca del Tirolo, dopo la parentesi napoleonica fu confine tra il Lombardo Veneto e l'Impero d'Austria.
A Ponte Caffaro, a nord del paese si erge l'abitato di San Giacomo, poche case in cui degna di nota è la presenza della storica Chiesa di San Giacomo di cui si hanno notizie dal IX secolo.
Il cimitero del paese, voluto da don Buccio nel 1836, si trova tra le località di San Giacomo e Ponte Caffaro, su una piccola altura conosciuta come Dosso dei Balbani, o anche Dosso delle Guardie. Quest'ultimo toponimo fa riferimento alla presenza, in epoca romana imperiale, di un castello, successivamente distrutto fino alle fondamenta.[1]
Ponte Caffaro è una delle due località, insieme al capoluogo comunale Bagolino, in cui si celebra annualmente il Carnevale Bagosso, manifestazione tradizionale documentata da almeno cinque secoli. L’evento, noto per la complessità dei suoi costumi, danze e musiche, è stato oggetto di numerosi studi etnologici e antropologici.

È, inoltre, una località di villegiatura estiva, data la sua posizione affacciata sul lago d'Idro.

Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il primo insediamento stabile documentato nella zona è quello del monastero benedettino di San Giacomo, risalente approssimativamente al IX secolo. I monaci benedettini che vi risiedevano esercitavano il controllo sull’intero Pian d'Oneda, allora in gran parte paludoso e insalubre. A partire dal XIV secolo, i monaci avviarono le prime opere di bonifica dell’area.
Il 15 aprile 1355, l’abate di Serle, da cui il monastero di San Giacomo dipendeva, concesse in affitto il Pian d’Oneda al comune di Bagolino per un periodo di sette anni, al canone di 12 libbre d’argento. Questa decisione fu contestata da Alberghino Lodron, conte della famiglia Lodron, che rivendicava diritti di proprietà sulla zona. In risposta, il conte fece deviare il corso del fiume Caffaro — che delimita a nord il Pian d’Oneda — facendolo scorrere ai piedi del Monte Suello anziché nella località Campini. Tale deviazione comportò una riduzione della superficie del Pian d’Oneda di circa 800 iugeri, equivalenti a circa 2 km². [2]

La bonifica definitiva della Piana d'Oneda avvenne tra il 1862 e il 1864, quando il comune di Bagolino decise di destinare l’area, ormai parte integrante del territorio comunale, a scopi agricoli. I terreni furono suddivisi in lotti e assegnati alle famiglie più misere del paese. La località oggi nota come Quadri deve il proprio nome a questo intervento: la zona fu infatti ripartita in lotti regolari, denominati appunto "quadri", e successivamente redistribuita.
In questa località sono tuttora visibili i piccoli canali scavati per il drenaggio delle acque palustri, realizzati allo scopo di convogliare l’acqua verso il Lago d’Idro.
Monumenti e luoghi d'interesse
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- Nei pressi si trova il sacrario militare di Monte Suello che ricorda il luogo della battaglia fra garibaldini e austriaci.
- La chiesa parrocchiale di Ponte Caffaro, dedicata a San Giuseppe, fu costruita nel 1877 e consacrata nel 1908. L'altare maggiore, realizzato nel 1909, è costituito da un'ossatura di marmo bianco di Carrara con specchi nella base e nei gradini dei marmi colorati. Il coro, il presbiterio, il soffitto e la pala d'altare vennero, invece, decorati nel 1941 dal pittore bresciano Vittorio Trainini.[3]

San Giacomo
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Sulla sponda destra del Lago d'Idro, a sud-ovest del Pian d'Oneda, si trova l'abitato di San Giacomo (conosciuto in passato anche come San Giacomo di Casale). Le prime testimonianze storiche della località risalgono al IX secolo, periodo in cui era sotto la giurisdizione dei monaci benedettini del monastero di San Pietro in Monte di Serle. In origine, San Giacomo era un complesso monastico, comprendente anche un ostello destinato all’accoglienza di pellegrini e viandanti. Su una delle porte dell’antico ostello è ancora visibile - anche se molto consumato - lo stemma di Bagolino, a testimonianza dei legami storici con quel territorio. Sebbene il luogo non sia più sede monastica, l’impianto urbanistico e alcuni edifici mantengono ancora le caratteristiche originarie dell’insediamento benedettino.

La chiesa dell’abitato, dedicata a San Giacomo il Maggiore, custodisce una copia dell’immagine della Madonna di San Luca, venerata a Bagolino. L’edificio ha subito numerosi interventi nel corso dei secoli: venne dotato di un pronao affrescato e, nel XVIII secolo, furono rinnovati l’abside e le aperture. La struttura conserva una navata unica con capriate lignee, sostenute da due archi a sesto acuto. La facciata principale, a capanna, è caratterizzata da tre archi a tutto sesto: quello centrale funge da ingresso, mentre i due laterali, murati, sono sormontati da finestre rettangolari. I pilastri e parte della facciata conservano residui di affreschi.
La chiesa, insieme a quella di Sant'Antonio di Anfo, ha inoltre ospitato i corpi dei caduti nella battaglia di Monte Suello, prima che questi venissero traslati all'omonimo sacrario nel 1885. In ricordo di quel tragico evento, sul campanile della chiesa è stata posta una dedica ai caduti con la data della battaglia (3 luglio 1866). Oggi la scritta risulta molto consumata e, eccezion fatta per "1866", pressoché illeggibile.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Bortolo Scalvini, Storia della valorosa e spaziosa terra di Bagolino, a cura di Luca Ferremi, Comune di Bagolino, [1873], cap. Dai tempi degli imperatori sino alla decadenza dell'Impero, p. 25.
- ↑ Bortolo Scalvini, Storia della valorosa e spaziosa terra di Bagolino, a cura di Luca Ferremi, Comune di Bagolino, [1873], cap. Dal secolo decimoquarto al decimoquinto, p. 41.
- ↑ Vittorio Trainini., su vittoriotrainini.it.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]- Refino, la località lacustre della frazione.
Altri progetti
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