Ponte (Italia)

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Ponte
comune
Ponte – Stemma
Ponte – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
SindacoMario Meola (lista civica Ponte la tua città) dal 26-05-2014
Territorio
Coordinate41°13′N 14°42′E / 41.216667°N 14.7°E41.216667; 14.7 (Ponte)Coordinate: 41°13′N 14°42′E / 41.216667°N 14.7°E41.216667; 14.7 (Ponte)
Altitudine147 m s.l.m.
Superficie17,92 km²
Abitanti2 580[1] (1/1/2016)
Densità143,97 ab./km²
FrazioniCanale, Colli, Ferrarisi, Monte, Piana, Puglia, Staglio
Comuni confinantiCasalduni, Fragneto Monforte, Paupisi, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, Torrecuso
Altre informazioni
Cod. postale82030
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062053
Cod. catastaleG827
TargaBN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona C, 1 338 GG[2]
Nome abitantipontesi
PatronoSan Giovanni Nepomuceno
Giorno festivo16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponte
Ponte
Ponte – Mappa
Posizione del comune di Ponte nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Ponte è un comune italiano di 2 596[1] abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ponte ha una superficie agricola utilizzata aggiornata all'anno 2000 di 894,37 ha (Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre maggio 2007).

Dista dal capoluogo di provincia circa 10 km.

Fa parte della Regione Agraria n. 4 - Colline del Calore Irpino Inferiore.

La sua estensione media in altitudine è di 431 m con una minima di 69 m s.l.m. ed una massima di 500 m s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ponte è situato in una zona che in epoca romana era sede di diversi traffici commerciali essendo sita lungo la via Latina che metteva in comunicazione Benevento con Telesia sino ad arrivare a Roma.

Con molta probabilità il nome della cittadina deriverebbe da un ponte in pietra costruito dai romani sul corso del torrente Alenta, i cui resti sono ancora oggi visibili.

Il territorio comunale di Ponte è stato oggetto di numerosi ritrovamenti archeologici, in prevalenza delle monete di età romana. In località San Barbato è stata rinvenuta una fibula sannitica oggi conservata al Museo del Sannio. La fibula, in bronzo, presenta l'ardiglione mobile e deriva da prototipi dell'ultima età micenea rinvenuti a Creta e a Cipro.

Non si hanno notizie scritte sino al 980 d.C. quando il lucus di Ponte Sancte Anastasie compare in una concessione del Principe longobardo Pandolfo Testadiferro all'abate dei Santi Lupolo e Zosimo di Benevento[3].

Intorno all'anno 1.000 venne edificato l'attuale centro abitato, stretto intorno ad un castello che nel 1087 divenne proprietà di Baldovino il Normanno, vassallo del conte Rainulfo.

Il feudo di Ponte divenne poi proprietà dei Fenucchio, dei Sanframondo, dei Caracciolo ed infine, dal 1585, dei Sarriano che lo tennero sino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1806.

Nel 1266 fu occupato dalle truppe di Carlo I d'Angiò prima di dirigersi a Benevento dove si scontrò con Manfredi di Svevia.

Nel 1829 perse la propria autonomia venendo unito a Casalduni.

Nel 1892 fu distaccato da Casalduni per essere unito a Paupisi.

Nella seconda metà del 1800 i pontesi iniziarono una lunga battaglia per l'autonomia. Il relativo progetto di legge (atto C.1429 del 7 giugno 1913), presentato e sostenuto in Parlamento dai deputati Antonio Venditti e Leonardo Bianchi, ottenne parere favorevole e Ponte poté diventare comune autonomo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia di Sant'Anastasia
  • Castello: dell'antico castello, citato per la prima volta nel 1087, restano solo le torri cilindriche angolari che nel corso dei secoli hanno subito numerosi rifacimenti.
  • Abbazia di Santa Anastasia: risalente all'VIII secolo d.C. venne edificata su di una struttura di epoca romana lungo la via Latina, nei pressi del fiume Calore. Donata nel 980 al monastero dei Santi Lupolo e Zosimo di Benevento[senza fonte], venne successivamente donata dall'imperatore Lotario III del Sacro Romano Impero all'abbazia di Montecassino con diploma del 1137. Sede parrocchiale sino al 1569, è stata vittima di un periodo di decadenza per poi essere stata restaurata nel 1980 a cura della Sovrintendenza che l'ha dichiarata monumento nazionale. Al suo interno è stata scoperta una tomba di un guerriero dotata di un corredo funebre.[4]
  • Chiesa del Santissimo Rosario: venne edificata nel 1596 dall'omonima confraternita, a poca distanza dal castello. Al suo interno sono conservate diverse opere artistiche come un piatto cesellato in ottone, una statua lignea raffigurante il Cristo (XVIII secolo) e alcune tracce di affreschi.
  • Cappella di San Dionisio: di proprietà privata, è una antica architettura religiosa che dipendeva dall'abbazia di Santa Anastasia. La chiesetta è stata costruita con l'uso di materiale lapideo di epoca romana ed è dotata di un dipinto raffigurante San Dionigi Martire, vescovo di Parigi.
  • Chiesa di San Generosa Martire: costruita in stile moderno, è stata inaugurata il 20 febbraio 1966.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il patrono è San Giovanni Nepomuceno dall'8 aprile 1740. La festa patronale si tiene nel mese di maggio nella chiesa del Santissimo Rosario.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalla stazione di Ponte-Casalduni ed è collegato a Benevento da alcune linee di autobus.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Popolazione Residente per età, sesso e stato civile al 1º gennaio 2015, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 20 agosto 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Carmelo Lepore, Fondazioni monastiche beneventane del IX-X secolo: il monastero di S. Lupo, in I Longobardi dei ducati di Spoleto e Benevento. Atti del XVI Congresso internazionale di studi sull'alto medioevo. Spoleto, 20-23 ottobre 2002, Benevento 24-27 ottobre 2002, Atti dei congressi 16, Spoleto, Centro italiano di studi sull'Alto Medioevo (CISAM), 2003, pp. 1513-1526.
  4. ^ Ministero per i Beni e le Attività Culturali, su beniculturali.it. URL consultato il 12 luglio 2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Nel territorio del Titerno c'è..., Cerreto Sannita, Comunità Montana del Titerno, 1997.
  • AA.VV., Ponte 2000: guida utile, Ponte, Kat Edizioni, 2000.

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