Pompia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pompìa
Frutto pompia.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioneSardegna
Zona di produzioneSiniscola, baronia
Dettagli
Categoriaortofrutticolo
RiconoscimentoP.A.T.
Settoreprodotti vegetali
 

La pompìa (Citrus limon var. pompia Camarda, 2015)[1], in lingua sarda sa pompìa, è una varietà di limone endemica della Sardegna, diffusa in particolare nel comune di Siniscola e in alcune zone della Baronia .

Fino al luglio del 2015 veniva definita col nomen nudum di Citrus × monstruosa, il quale non era riconosciuto a livello accademico.

Le origini della pompia non sono ancora chiare; la teoria più accreditata è quella che si tratti di un ibrido tra cedro e limone, anche se alcuni studiosi parlano di un ibrido tra cedro e pompelmo. Ciò che è certo è che la pompìa è tra gli agrumi più rari di tutto il mondo: fino a venti anni fa non esisteva che qualche centinaio di alberi. La rinascita e riscoperta di questo frutto si è avuta alla fine degli anni 90 del secolo scorso, quando a Siniscola si è deciso di impiantare una coltivazione estensiva di pompìa, per un progetto di agricoltura sociale che coinvolge il Comune di Siniscola e il CIM[2]

Nel 2004 è nato a Siniscola il Presidio Slow Food de "sa pompìa" per salvaguardare questo raro esempio di biodiversità siniscolese, grazie all'unione di cinque produttori che han deciso di far partire e portare avanti questo progetto. Da quell'anno la pompìa partecipa a tutte le manifestazioni slow food come il Salone del gusto, ha partecipato a entrambe le edizioni di Eurogusto a Tours (2009-2011) e nelle maggiori fiere italiane dedicate al cibo e ai prodotti enogastronomici di qualità.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Usato nella preparazione di dolci quali sa pompìa intrea (divenuto nel 2004 anche presidio slow food, progetti nati per tutelare i piccoli produttori e per salvare i prodotti artigianali di qualità) e s'aranzata thiniscolesa, fatta di scorza (solo la buccia) di pompìa caramellata e arricchita da mandorle. Dolce tipico dei matrimoni, si serve rigorosamente su una foglia d'arancio. Si usa anche per preparare liquori e creme liquorose. Uno dei prodotti largamente apprezzato è il liquore di pompìa, che viene servito freddo come digestivo.

Sa pompìa intrea[modifica | modifica wikitesto]

La ricetta della pompìa intrea è tramandata oralmente da secoli e costituisce il bagaglio culturale di molte donne siniscolesi, cioè del territorio sardo in cui la pompìa è maggiormente coltivata. La ricetta può essere preparata a partire da miele millefiori o sciroppo di acqua e zucchero al quale va poi aggiunto il miele.

Il sapore de sa pompìa intrea è tipicamente dolce con un retrogusto amaro.

Particolare del frutto aperto
Il frutto candito, dolce tipico della Barbagia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Camarda I., Mazzola P., Brunu A., Fenu G., Lombardo G. & Palla F., Un agrume nella storia della Sardegna: Citrus limon var. pompia Camarda var. nova (PDF), in Quad. Bot. Amb. Appl., vol. 24, 2013, pp. 109-118.
  2. ^ Comune di Siniscola - Cultura e turismo

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]