Polso paradosso

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Si definisce polso paradosso un'importante diminuzione dell'ampiezza del polso e della pressione sistolica più di 10 mmHg durante la fase di inspirazione. La lieve riduzione fisiologica della pressione sistolica è secondaria all'aumento relativo di sangue nei vasi polmonari durante l'inspirazione.[1]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

Una diminuzione del polso eccessiva può essere causata da tamponamento cardiaco; meccanismi diversi contribuiscono alla patogenesi del polso paradosso in pazienti con ostruzione della vena cava superiore[1][2], enfisema, asma bronchiale, shock ipovolemico, shock ostruttivo e insufficienza cardiaca. [3] In tutte queste condizioni è presente un'aumentata pressione negativa intratoracica, che in fase inspiratoria si accentua ulteriormente. Ciò causa un aumento del ritorno venoso alle sezioni destre del cuore: ne consegue una maggiore pressione di riempimento telediastolica del ventricolo destro, con conseguente spostamento del setto interventricolare verso sinistra; tale spostamento determina un ostacolo all'efflusso di sangue dal ventricolo sinistro in aorta, determinando così una "decapitazione" della pressione sistolica.

Esami[modifica | modifica wikitesto]

L'entità del polso paradosso può essere quantificata con lo sfigmomanometro: questa è uguale alla differenza di pressione auscultabile in espirazione al I tono di Korotkoff e il livello di pressione in cui i toni sono udibili in tutte le fasi del ciclo respiratorio.[1].

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

La forma invertita, ovverosia una diminuzione della pressione sistolica e diastolica durante esercizio fisico, è indice di cardiomiopatia ipertrofica, ed è probabilmente ascrivibile ad una disfunzione autonomica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 8838629994.
  • Willis Hurst, Il Cuore, 12ª ed., New York-Milano, McGraw-Hill, 2009, ISBN 9788838639432.
  • Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione), Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 9788821429873.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Hurst, pp.242-243
  2. ^ Curtiss EI, Reddy PS, Uretsky BF, Cecchetti AA. Pulsus paradoxus: definition and relation to the severity of cardiac tamponade. Am Heart J. 1988 Feb;115(2):391-8. PMID 3341174.
  3. ^ Khasnis A, Lokhandwala Y. Clinical signs in medicine: pulsus paradoxus. J Postgrad Med. 2002 Jan-Mar;48(1):46-9. PMID 12082330.Free Full Text.
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