Polpi volanti

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Nell'universo immaginario creato dallo scrittore H. P. Lovecraft, i polpi volanti sono esseri orribili che scesero da Nettuno fin sulla Terra per conquistarla circa 750 milioni di anni fa.

Queste entità aliene compaiono per la prima volta nel racconto L'ombra calata dal tempo (1935).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Lovecraft, ne L'ombra calata dal tempo, così descrive queste creature:

[I polpi volanti erano] un'orribile razza antica dalle sembianze di polpi, entità totalmente aliene...Erano fatti solo in parte di materia e potevano fluttuare nell'aria, sebbene privi di ali...[Esibivano] una mostruosa plasticità...alle volte diventavano invisibili (H.P. Lovecraft, H.P. Lovecraft, tutti i racconti 1931-1936, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1991)

Informazioni generali[modifica | modifica sorgente]

I loro sensi non includono la vista e sono solo parzialmente composti di materia, anche se non possono passare attraverso i corpi solidi. Sono creature molto resistenti e solo delle forti scariche di energia elettrica possono ferirli o distruggerli. Le loro menti sono così strane che la Grande Razza di Yith non può effettuare trasferimenti psichici con loro.

Possono galleggiare nell'aria anche se sono sprovvisti di ali o altri visibili strumenti per il volo, e lasciano enormi impronte quando si muovono sul terreno. I loro corpi amorfi possono diventare invisibili. In battaglia, utilizzano la loro capacità di controllare e indirizzare il vento come arma di offesa e difesa.

S. T. Joshi suggerisce che questi esseri, oltre a Nettuno, popolavano anche i pianeti di Yuggoth (Plutone), Yaksh e Tond. Giunti sulla Terra, edificarono delle città di basalto con alte torri prive di finestre. Quando tentarono di conquistare gli oceani, i polpi vennero respinti dai Grandi Antichi; di conseguenza, si limitarono a colonizzare la superficie del pianeta.

Quando la Grande Razza di Yith giunse sulla Terra, combatté contro i polpi e li obbligò a rifugarsi nel sottosuolo. La grande razza di Yith sigillò gli ingressi delle dimore sotterranee dei polpi con trappole di vario tipo. Le loro grandiose città di basalto non vennero però demolite, forse per non dimenticare mai l'orrore che si celava sotto la crosta terrestre.

Alla fine del Cretaceo (approssimativamente 50 milioni di anni fa), i polpi riuscirono a liberarsi e sterminarono la Grande Razza, tornando subito a vivere nel sottosuolo, in cui avevano trovato un habitat ideale.

Altre apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]