Politeama Rossetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Politeama Rossetti
(Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia)
Politeama Rossetti Trieste.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTrieste
IndirizzoViale XX Settembre, 45 - 34126
Dati tecnici
TipoMista
FossaPresente
Capienza1.531 posti
Realizzazione
CostruzioneXIX secolo
ArchitettoNicolò Bruno
Sito ufficiale

Coordinate: 45°39′08.57″N 13°47′04.52″E / 45.65238°N 13.78459°E45.65238; 13.78459

Il Politeama Rossetti (attualmente noto anche con la denominazione di Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia) è un teatro di Trieste. Si tratta della più importante fondazione teatrale della città e di uno dei teatri più importanti e rinomati d'Italia sia in termini artistici che economici.

Come dice il nome stesso, si tratta di una sala ad uso misto, destinata ad ospitare ogni genere di spettacolo, sebbene sia attualmente considerato prevalentemente un teatro di prosa. Negli ultimi anni tuttavia il teatro ha acquisito notevole fama per l'allestimento di operette, musical, spettacoli di danza e altro (lasciando invece il repertorio operistico al Teatro Verdi).

Il teatro è dedicato alla memoria di Domenico Rossetti De Scander (1774-1842), mecenate, letterato, geografo e procuratore civico di Trieste.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, progettato dell'architetto Nicolò Bruno, è un'imponente struttura stilisticamente riconducibile all'Eclettismo, caratterizzato all'esterno da forme eleganti e leggere, quasi neorinascimentali (in aperto contrasto con il severo e monumentale neoclassicismo del più vecchio Teatro Verdi). La particolare collocazione, a ridosso della collina che costeggia Viale XX Settembre, ha costretto il progettista ad una azzardata e insolita soluzione, realizzando la facciata principale (collegata direttamente al Foyer) a ridosso di una ripida strada ascendente (con una particolarissima scalinata monumentale tagliata in diagonale) che collega il grande viale pianeggiante (ove è posto il vero ingresso del teatro) con la parallela Via Crispi posta diversi metri più in alto. In questo modo il livello del foyer e della platea corrisponde al primo piano della facciata nord (sul viale) e al pianterreno della facciata sud.

Il palcoscenico lungo 25 metri (ma profondo "solo" 15) si affaccia sulla grande sala dal diametro massimo di 31 metri (superando così il limite "canonico" dei 24 metri dal palco al punto più lontano) e con un volume di circa 15mila metri cubi, che è costituita da un'ampia platea a ventaglio e da due ordini di gallerie e palchi laterali, sovrastasti da una grande cupola emisferica originariamente decorata con i ritratti di celebri musicisti. L'architettura interna rispecchia l'esterna, con strutture eleganti e leggere in stile eclettico. Oltre alla grande sala il teatro è dotato, al piano superiore, di un ridotto (oggi Sala Bartoli) utilizzabile come sala conferenze o per particolari spettacoli. Fin dall'inaugurazione il Rossetti fu segnalato per la straordinaria capienza (che raggiungeva, nel suo assetto originario, i 5.000 posti a sedere). Particolarmente apprezzati furono l'elegante architettura della sala principale e del foyer e, soprattutto, la cupola che poteva essere aperta nelle sere estive, criticati invece i materiali poveri usati da Bruno, l'arredamento considerato troppo scarno, nonché le eccessive dimensioni del palcoscenico.

L'aspetto attuale del teatro è dovuto ai due grandi restauri del 1928 e del 1969, entrambi curati da Umberto Nordio, che hanno radicalmente ridotto il numero dei posti a sedere (attualmente limitato a 1.531), arricchito con gusto e sobrietà gli arredi e le decorazioni e modificato alcuni elementi architettonici (con l'eliminazione del celebre meccanismo di apertura della cupola). Un nuovo restauro è stato curato tra il 1999 e il 2001 da Luciano Celli e Marina Cons, con un miglioramento dei servizi e dell'agibilità del teatro, la riapertura della piccola Sala Bartoli e il restyling visivo del teatro, con il caratteristico arredo rosso e blu e la nuova suggestiva cupola stellata (che si illumina allo spegnimento delle luci).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1969 il Politeama è amministrato dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, che ha come soci principali il Comune di Trieste, la Regione autonoma, le province di Trieste, Gorizia e Pordenone, la Camera di Commercio di Trieste e l'Unicredit.

Dal 2014 l'incarico di direttore è affidato al regista teatrale Franco Però, mentre nel 2016 la presidenza è stata assegnata a Sergio Pacor.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]