Poggio Berni

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Poggio Berni
frazione
Poggio Berni – Stemma
Poggio Berni – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Rimini-Stemma.png Rimini
Comune Poggio Torriana-Stemma.png Poggio Torriana
Territorio
Coordinate 44°02′N 12°25′E / 44.033333°N 12.416667°E44.033333; 12.416667 (Poggio Berni)Coordinate: 44°02′N 12°25′E / 44.033333°N 12.416667°E44.033333; 12.416667 (Poggio Berni)
Altitudine 155 m s.l.m.
Abitanti 1 158[1]
Altre informazioni
Cod. postale 47824
Prefisso 0541
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 099012
Cod. catastale G755
Targa RN
Nome abitanti bernesi
Patrono San Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggio Berni
Poggio Berni
Poggio Berni – Mappa
Posizione dell'ex comune di Poggio Berni nella provincia di Rimini
Sito istituzionale

Poggio Berni (e Pùz in romagnolo[2]) è la frazione capoluogo del comune italiano di Poggio Torriana, in provincia di Rimini.

Già comune autonomo con frazioni Camerano, Sant'Andrea, Santo Marino e Trebbio, il 1º gennaio 2014 è confluito nel nuovo ente assieme al comune di Torriana; nei territori dei due ex comuni lo Statuto ha istituito i municipi quali organismi di decentramento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome è latina: Podium Hibernorum significa letteralmente "Podio degli accampamenti invernali", infatti sul poggio vi era un accampamento militare romano invernale.

Durante il Medioevo fu feudo dei Malatesta seguendone le sorti e vicende. E dalla nobile famiglia fu fortificato a dovere. Nel 1600 passò di mano: a reggere le sorti del verde borgo fu la famiglia toscana dei principi Montemaggi, passati alla storia per la loro umanità. Fu tale don Sebastiano ad adoperarsi con i gran duchi per fornire alle ragazze povere da marito un'adeguata dote. A don Giacomo, invece, l'altruistico interessamento per rendere meno disumana la prigionia ai carcerati rinchiusi nelle grotte piene d'acqua.

Nel 1763 fu acquistato da papa Clemente XIII ed entrò a far parte dello Stato Pontificio (Legazione di Romagna). Nel 1816, con la suddivisione del territorio romagnolo in due Legazioni, fu assegnata alla Legazione di Forlì. Con il plebiscito del marzo 1860 Poggio Berni entrò a far parte del Regno di Sardegna, che l'anno dopo divenne Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Poco è rimasto del castello medievale fortificato nel 1335 dai Malatesta. Svetta, invece, sapientemente restaurato il quattrocentesco Palazzo Marcosanti, un tempo fattoria fortificata, oggi sede di una lussuosa attività agrituristica. Con la "tomba" Palazzo Tosi offre agli occhi dei turisti due splendidi esempi, seppure di epoche diverse, di architettura del passato.

Sono ancora da valorizzare, con l'auspicata nascita di un museo, le tracce più remote della sua storia depositate nel corso dei millenni lungo il fiume Marecchia, un eccezionale contenitore di fossili, méta ambita per studiosi.

Sempre lungo il Marecchia, i tre mulini, esemplari ben conservati di un'arte, quella molitoria con le pale ad acqua, in via di estinzione. Per gli amanti della pesca è sede di un centro Pesca affiliato al CONI che ha recentemente ospitato i campionati nazionali nei laghetti FIPSAS.
La storia di Poggio Berni, dove si svolge ogni anno un riuscitissimo Palio dei somari, bene si coniuga con l'arte culinaria che ha portato la fama del verde borgo oltre i confini provinciali.

Palazzo Marcosanti[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Palazzo Marcosanti risalgono alla fine del XIII secolo, e parlano di una storia suggestiva ed a tratti misteriosa di quello che, in epoca maltestiana, era considerato il "Castello dei Matrimoni", proprio perché qui vi si celebravano le nozze tra le più illustri e potenti famiglie dell'epoca.

I Malatesta, i Della Rovere, i Doria, i Montefeltro, i Gonzaga, i Medici e gli Albani dimorarono a Palazzo Marcosanti, il cui nome risale ai proprietari che lo acquistarono nel XIX secolo. Oggi è uno dei complessi fortilizi più antichi e meglio fortificati dell'entroterra riminese. Tra le particolarità più importanti, i due portali ogivali risalenti all'inizio del XIV secolo: uno in pietra d'Istria e l'altro in cotto. Quest'ultimo presenta un archinvolto ornato dal motivo araldico della scacchiera.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In assenza di dati ufficiali precisi si è fatto riferimento alla popolazione della parrocchia (comprendente però anche l'abitato di Santa Maria), reperibile nel sito della CEI.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 592.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN153757198 · GND: (DE4313312-5