Poggio (Marciana)

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Poggio
frazione
Poggio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Livorno-Stemma.png Livorno
Comune Marciana (Italia)-Stemma.png Marciana
Territorio
Coordinate 42°47′15.58″N 10°10′59.84″E / 42.78766°N 10.18329°E42.78766; 10.18329 (Poggio)Coordinate: 42°47′15.58″N 10°10′59.84″E / 42.78766°N 10.18329°E42.78766; 10.18329 (Poggio)
Altitudine 330 m s.l.m.
Abitanti 241 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 57030
Prefisso 0565
Fuso orario UTC+1
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti poggese, poggesi;[1] pogginco, pogginchi (locale)[1]
Patrono San Nicolò
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggio
Poggio

Poggio è una frazione del comune di Marciana sull'isola d'Elba, nella provincia di Livorno in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione è situata a 330 m di altitudine su un contrafforte del monte Capanne e affacciata sul mar Tirreno.

Orografia
Idrografia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un oppidum di età etrusca sorgeva probabilmente sullo stesso sito del paese attuale, come si evince dal ritrovamento (1899) di una tomba con vasellame del IV secolo a.C..

Durante il Medioevo Poggio assunse la caratteristica struttura coclidea, con stretti vicoli trasversali (calanchioni), due porte di accesso con casetorri e piccoli recinti per rifiuti organici (caragini). Nei documenti medievali, Poggio è riportato come Podium Marciane, ma spesso vi compare contestualmente la forma Jove e Comune Jovis (da iugum, «giogo montano»).[2] I suoi abitanti si definiscono pogginchi (nella parlata locale pucinchi), derivazione di Podii incola (dal latino incola, «abitante»).[3]

Nel corso del XVIII secolo si ebbero le maggiori trasformazioni nel tessuto urbanistico del paese, soprattutto con l'ampliamento delle due chiese di San Niccolò e San Defendente. Nel 1814 Poggio venne spesso frequentato da Napoleone Bonaparte durante il proprio esilio all'Elba.[4] Il paese fu visitato, nel 1898, dal pittore Telemaco Signorini che lo immortalò in numerose tele. In seguito, dal pittore Giuseppe Mazzei che ritrasse alcuni scorci del paese e del Monte Capanne.

Poggio in un dipinto di Giuseppe Mazzei

Nel 1899, su progetto dell'architetto Adolfo Coppedè, fu realizzata una grande villa per l'onorevole Pilade Del Buono.[5]

A partire dal 1946 Poggio divenne luogo di villeggiatura internazionale; tra gli ospiti vi furono Winston Churchill, Greta Garbo e Giorgio De Chirico.[6] Quest'ultimo, in vacanza a Poggio nell'agosto 1950, decise di costruirsi un vasto alloggio in un rudere del paese e di chiamarlo simbolicamente Forte Pelio, in riferimento al mito degli Argonauti.[7]

Nell'ottobre 1963 ebbe inizio la demolizione di una consistente porzione di edifici risalenti al XVIII secolo in località Cataste, motivata dall'allargamento della strada provinciale. Nel 1964 fu realizzato un viadotto per permettere alla stessa strada provinciale di evitare una disagevole curva a gomito. Al 1967 è datata l'ultimazione delle case popolari edificate nel settore sud-orientale del paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi napoleonici[modifica | modifica wikitesto]

A breve distanza dal paese si trovano due luoghi legati alla presenza dell'imperatore Napoleone Bonaparte nel 1814. La Fonte di Napoleone, anticamente chiamata Fonte dell'Acquaviva, e la vicina Piazzetta di Napoleone, così denominata almeno dal 1840 e caratterizzata dalla presenza di un grossolano sedile in granodiorite sul quale tradizionalmente sedeva Bonaparte. Nel 1909 fu rimossa dal viaggiatore Rodman Wanamaker per essere trasportata, insieme ad altri cimeli napoleonici, negli Stati Uniti. Una lapide, oggi scomparsa, ricordava l'evento: «Questa pietra fu qui posta dal sig. Rodman Wanamaker. Essa ha sostituito quella in granito sulla quale sedeva Napoleone I quando veniva in Piazzetta che ora porta il suo nome e che fu tolta da qui il 4 ottobre 1909 e trasportata negli Stati Uniti d'America dalla spedizione scientifica incaricata dal predetto signor Wanamaker.»

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 agosto 1923 venne inaugurato il monumento ai caduti della Grande Guerra, realizzato in granodiorite locale e marmo lunense.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antico vernacolo di Poggio si osserva la presenza del dd cacuminale (es.: gaddina per gallina) tipico dei dialetti di Corsica, Sardegna e Sicilia, insieme ad un frequente uso della o chiusa (ó). Alcuni proverbi: «'Un c'è nimo 'n dógo» («Non c'è nessuno in giro», latino nemo in loco), «Gaddina ch'un ha fatto óve è sempre poddasta» («Gallina che non ha fatto uova è sempre pollastra»).[8]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Interno del Museo etnografico

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il museo etnografico Casalino del Castagno, inaugurato il 6 agosto 2006, si compone di varie sezioni legate alle locali attività agricole, pastorali ed estrattive. Il settore archeologico ospita inoltre reperti dell'Età del Bronzo rinvenuti negli insediamenti protostorici del Monte Capanne. Una particolare sezione espone inoltre alcuni frammenti dell'aereo Città di Genova precipitato sul Monte Capanne il 14 ottobre 1960.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Dolci tipici sono la stiacciunta (ossia schiaccia unta, torta secca molto friabile con strutto, zucchero e pinoli che viene confezionata per il Natale) e il corollo (grossa e schiacciata ciambella, preparata per la Pasqua).

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Non più esistente è la Festa di Poggio (ultima edizione nel 1994), rappresentazione teatrale popolare istituita nel 1960 dalla regista Anna Maria Rimoaldi e dall'architetto Paolo Ferruzzi.

Persone legate a Poggio[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo è suddiviso in quattro rioni:

  • Cataste (settore sud-ovest)
  • Fontanella (settore sud-est)
  • Pente (settore ovest)
  • Pini (settore sud)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 418.
  2. ^ Archivio di Stato di Pisa, Comune di Pisa, Divisione A, XIV secolo.
  3. ^ Paolo Ferruzzi, Jovis Giove Podium Poggio, Asti 1990.
  4. ^ Sandro Foresi, Itinerari elbani, Portoferraio 1941.
  5. ^ Silvestre Ferruzzi, Synoptika, Portoferraio 2008.
  6. ^ Paolo Ferruzzi, Jovis Giove Podium Poggio, Asti 1990.
  7. ^ Ilario Fiore in Settimana Incom, agosto 1950.
  8. ^ Domenico Segnini, Dizionario vernacolare elbano, Portoferraio 1994.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio di Stato di Pisa, Comune di Pisa, A, 1377.
  • Fortunato Pintor, Il dominio pisano nell'isola d'Elba durante il secolo XIV, Pisa 1898.
  • Paolo Ferruzzi, Jovis Giove Podium Poggio, Asti 1990.
  • Domenico Segnini, Dizionario vernacolare elbano, Pisa 1994.
  • Silvestre Ferruzzi, Synoptika, Portoferraio 2008.

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