Platino nativo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Platino nativo
Platinum-crystals.jpg
Classificazione Strunz (ed. 10)1.AF.10
Formula chimicaPt[1][2][3]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinomonometrico
Sistema cristallinoisometrico[1][2][3]
Classe di simmetriaesottaedrica[1][2]
Parametri di cellaa=3,9231, Z=4[4]
Gruppo puntuale4/m 3 2/m[1][2]
Gruppo spazialeF m3m[4]
Proprietà fisiche
Densità14-19 (misurata), 21,472 (calcolata)[4] g/cm³
Durezza (Mohs)4 - 4½[1][2][3]
Sfaldaturaassente[1]
Fratturascabra[1][2], spigolosa
Colorebianco grigiastro acciaio[1], grigio acciaio[1][2], grigio scuro[1][2]
Lucentezzametallica[1][2]
Opacitàopaco[1][2]
Strisciobianco grigiastro[1]
Diffusionemolto raro[3]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

Il platino nativo è un minerale composto da platino, può contenere anche ferro e minori quantità di osmio, iridio, renio, palladio, oro e rame.[4]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il platino nativo si rinviene generalmente in granuli[1] dispersi in una matrice o in pepite irregolari[1][3], in masserelle in compattezza variabile a seconda del campione[3] o in squamette[3].

I cristalli sono rari, di piccola dimensione di forma cubica e malformati.[1]

Il minerale presenta geminatura secondo {111}.[2]

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del platino nella crosta terrestre avviene all'interno di rocce ignee mafiche ed ultramafiche[2] in associazione con cromite ed olivina; si rinviene però più facilmente in depositi di tipo alluvionale[1][3] (placers) dopo che la corrente ha spazzato via i corpi meno densi.

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w Scheda tecnica del minerale su webmineral.org
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m Scheda tecnica del minerale su mindat.org
  3. ^ a b c d e f g h i j k Autori Vari, Platino in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z, vol. I", pag. 32-33, Peruzzo Editore (1988), Milano
  4. ^ a b c d John W. Anthony, Richard A. Bideaux, Kenneth W. Bladh, Monte C. Nichols, Handbook of Mineralogy (PDF), Chantilly, VA 20151-1110, Mineralogical Society of America.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Webmin, su webmineral.com.
Mineralogia Portale Mineralogia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mineralogia