Planet Hollywood

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Planet Hollywood
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Forma societaria Public company
Fondazione 22 ottobre 1991 a New York
Sede principale Orlando (Florida)
Persone chiave Robert Earl Fondatore
Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, Bruce Willis, Demi Moore e Michael Montague, sostenitori finanziari
Settore Ristoranti a tema
Sito web

La Planet Hollywood, è una catena di ristoranti a tema ispirata al famoso mondo di Hollywood, lanciata a New York il 22 ottobre 1991 con il sostegno delle stelle di Hollywood Sylvester Stallone, Bruce Willis, Demi Moore e in passato Arnold Schwarzenegger, che poi ha venduto la sua parte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Planet Hollywood

Fu un'idea di Robert Earl, ex presidente dell'Hard Rock Cafe. I Planet Hollywood sono modellati sullo stile dell'Hard Rock, talmente simili che hanno dovuto versare milioni di dollari di danni dopo una causa intentatagli dall'Hard Rock. Earl ha inoltre reclutato molti ex veterani Hard Rock per aprire nuovi PH stores. Le movie star "proprietarie" hanno ricevuto un'opzione finanziaria ad un prezzo molto più basso in cambio della loro adesione, in modo che possano essere addebitate come legittimi proprietari.

Nel 1994 Planet Hollywood fondò la Official All Star Café una catena di ristoranti a tema sullo sport.

Nel mese di aprile 1996, Planet Hollywood diventa pubblica.

Nel 1997 Planet Hollywood conclude una joint partnership con la AMC Theaters dalla quale nascono i Planet Movies by AMC.

Nel 1998 Planet Hollywood entra nel business del gelato, lanciando Cool Planet, che verrà comunque chiuso lo stesso anno.

Schwarzenegger ha troncato i suoi legami finanziari con l'impresa agli inizi del 1998,[1] dichiarando che la società non aveva avuto il successo sperato, sostenendo inoltre che voleva concentrare la sua attenzione su "nuove iniziative imprenditoriali statunitensi globali" e sulla sua carriera di attore.[2]

Le azioni della compagnia raggiunsero il prezzo più alto di tutti i tempi il primo giorno di trattazioni, con 32 dollari ad azione, per finire a meno di un dollaro nel 1999. Quando il Planet Hollywood divenne internazionale, furono aperti ristoranti nelle maggiori città, come Roma, Parigi, Atene, Sydney, Auckland, Amsterdam, Tokyo, Kuala Lumpur, Londra, Dublino, Belfast, Città del Capo, Hong Kong, Melbourne, Montréal, Seattle, Toronto, Giacarta, Bali e altre città in tutto il mondo.

Adesso, invece, solo Tokyo e Londra hanno un Planet Hollywood. Inizialmente chiusero bruscamente solo nove località americane nel mese di agosto 1999, Houston, Chicago, Gurnee Mills, Miami, Ft. Lauderdale, Costa Mesa, Phoenix, Baltimore, e Aspen, successivamente quasi 100 negozi hanno chiuso in tutto il mondo lasciandone solo 20 attualmente aperti. C'è stato un nuovo locale previsto a Boston, che è stato in parte realizzato nel 1999 ma non ancora aperto.

Nella sua storia la società ha dichiarato bancarotta due volte.

Casinò[modifica | modifica wikitesto]

Il Planet Hollywood Resort and Casino ha avuto la sua grande apertura nella seconda settimana del novembre 2007: più precisamente venerdì 16. È stato firmato un contratto che ha dato in gestione l'hotel alla Starwood Hotel and Resorts Worldwide.[3]

In aggiunta, Planet Hollywood ha collaborato con la Westgate Resorts per la costruzione del nuovo The Planet Hollywood Towers della Westgate, il primo resort al mondo con appartamenti di proprietà privata direttamente connesso con uno dei maggiori complessi alberghieri e casinò. Il complesso sorgerà all'angolo tra Harmon Avenue e Audrie Lane e includerà più di 1.200 unità che variano da una a quattro camere letto. I lavori iniziati il 19 gennaio 2006, dovrebbero essere completati ad inizio 2009.

Planet Hollywood in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ed unico Planet Hollywood in Italia aprì a Roma il 6 dicembre 1997, giorno in cui in Via del Tritone, sede del ristorante, avvenne l'inaugurazione del locale presieduta dall'allora sindaco Francesco Rutelli. Presenti sia Arnold Schwarzenegger che Sylvester Stallone (mentre Bruce Willis fu ospite del locale qualche mese più tardi), oltre a numerose altre star del cinema internazionale, come Jamie Lee Curtis, Wesley Snipes, William Baldwin, Gérard Depardieu e per quel che riguarda l'Italia, il nostro Gigi Proietti (che aveva dato la sua voce proprio a Stallone nel primo Rocky). Diverse televisioni locali e nazionali assistettero all'evento, tra cui ricordiamo le trasmissioni Fuego! (condotta da Alessia Marcuzzi, che ebbe modo di intervistare tutti i divi) e Le Iene (dove il conduttore sfidò a braccio di ferro Stallone, il quale si prestò simpaticamente allo scherzo). Migliaia i fan e i semplici curiosi accorsi per godere dell'evento, le forze dell'ordine furono costrette a chiudere il traffico per ben 24 ore in tutta la zona Barberini. Il locale, dalle dimensioni di 1.100 m², si sviluppava su tre piani ed era composto da un bar, un ristorante e uno store in cui si vendevano ogni tipo di gadget possibile targato Planet Hollywood (felpe, magliette, portachiavi) e ovviamente alcuni tra gli oggetti più preziosi provenienti dal mondo del cinema.

Tra i vari cimeli cinematografici presenti nel locale, si ricordano:

-L'Harley Davidson usata nel film Rocky III di proprietà dello stesso Stallone e fiore all'occhiello del Planet Hollywood romano. Venne però rimossa dal locale circa un anno dopo l'inaugurazione;

- La divisa da sceriffo indossata da Stallone in Cop Land; (anche questa tolta dal locale tempo dopo);

- Una replica a grandezza naturale del corpo di Stallone ibernato in un blocco di ghiaccio, tratta da Demolition Man, pendeva dal soffitto, all'ingresso della sala;

- Una statua a grandezza naturale di Arnold Schwarzenegger nei panni del Terminator, dal film Terminator 2 - Il giorno del giudizio accoglieva i clienti all'ingresso della sala;

- La pistola laser presente nel film Guerre stellari - L'Impero colpisce ancora;

- La scatola di cioccolatini posseduta da Tom Hanks nel film Forrest Gump;

- Un abito storico usato in un film con protagonista Marilyn Monroe;

...Inoltre l'intero arredamento del locale era tutto a tema cinematografico. Persino i bagni sfoggiavano degli specchi a forma di pescecane, un chiaro riferimento al famoso film di Steven Spielberg Lo squalo.

A partire dall'autunno 2002 si parlava di crisi e i dipendenti di Planet Hollywood erano persino scesi in sciopero dopo un anno di stipendi a singhiozzo: in quel momento però la chiusura non durò nemmeno un giorno intero e tutto lo staff credette alle promesse di rilancio dell'azienda. Purtroppo le promesse non vennero mantenute e quasi un anno dopo, precisamente il 3 novembre 2003, il locale ufficialmente chiuse i battenti lasciando 26 dipendenti senza lavoro. Inizialmente si parlò di progetti di riapertura che però non avrebbero portato a situazioni migliori di quelle che la Planet Hollywood aveva a quei tempi. In seguito si parlò invece dell'apertura di un ristorante sulla falsariga del precedente che però non vide mai la luce.

Dopo quattro anni in cui locali non vennero ceduti a nessuna società, il locale fu diviso in due parti: in una vi è stato un negozio di abbigliamento, mentre dall'altra una yogurteria. Oggi entrambi i locali sono chiusi ed occupati da "White", un moderno ristorante e lounge bar.

Ristoranti[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Sedi chiuse[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Negozi di merchandise[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Nate Rawlings, Planet Hollywood, in TIME. URL consultato il 20-02-2012.
  2. ^ Arnold leaves planet, schwarenegger.com, 25 gennaio 2000. URL consultato il 20 aprile 2007.
  3. ^ Savor Those Curly Fries: Planet Hollywood Is Back (Again) - New York Times
  4. ^ FBI joins Planet Hollywood inquiry, BBC News, 26 agosto 1998. URL consultato il 12 dicembre 2007.

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