Pittura infamante

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Andrea del Sarto, disegno preparatorio per condannati in contumacia da appendere al palazzo pubblico di Firenze

La pittura infamante è una tipologia di pittura usata in passato in Italia, in particolare nel nord e nel centro della penisola. Rappresentava una forma di giustizia municipale, un tipo di pena che veniva inflitta dai governi locali dei comuni.

Si trattava della rappresentazione, di solito dipinta, di una persona condannata in contumacia per qualcosa: la pittura veniva esposta in un luogo pubblico della città e, di solito, vi era aggiunta una didascalia con il nome della persona sottoposta alla pena.

Tra i soggetti della pittura infamante vi sono traditori, ladri, colpevoli di bancarotta o frode nel settore pubblico e casi dove non esiste un rimedio legale possibile. Il potere della pittura infamante derivava da un codice d'onore feudale dove la vergogna era la più significativa forma di punizione sociale.

Secondo Samuel Edgerton, la diffusione della pratica iniziò a cadere in disuso quando cominciò a diventare più una forma d'arte che un'effigie.

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