Pittura analitica

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La Pittura analitica (o Pittura-pittura) fu un movimento pittorico sviluppato in Italia negli anni settanta.

Contesto culturale e genesi[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della pittura analitica risale alle istanze della fine del decennio precedente, volte alla salvaguardia della pittura come mezzo espressivo, da più parti considerata sulla via dell'estinzione, partendo tuttavia da una sua ridefinizione, se non addirittura da una strutturale rifondazione. Analoghi programmi erano da tempo attivi negli ambienti artistici francesi (Daniel Buren, Olivier Mosset, Michel Parmentier, Niele Toroni e il gruppo Support/Surface), statunitensi (Robert Mangold, Brice Marden e Robert Ryman) e di altri Paesi europei. In Italia gli artisti sensibili a queste tematiche di rinnovamento si trovavano spaccati fra le spinte concettualistiche, con i cui esponenti condividevano gli intenti, e il retaggio della Pop art, alla quale erano accomunati dall'uso dei medesimi materiali e mezzi espressivi. La pittura analitica nacque il quel contesto, avendo come riferimento culturale la figura di Filiberto Menna[1].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Gianfranco Zappettini mentre dipinge un quadro integralmente bianco (Genova, 1973)

La pittura analitica si propose di condurre un'analisi delle componenti materiali della pittura (tela, cornice, materia, colore e segno) e del rapporto materiale che intercorre fra l'opera come oggetto fisico e il suo autore. La pittura diventò quindi oggetto di indagine di se stessa e perse la referenzialità che la legava alla realtà (nella pittura figurativa), all'espressività (nella pittura astratta) e al significato sotteso (nell'arte concettuale)[2]. La riflessione sulla pittura da parte dell'artista divenne di conseguenza contestuale alla sua creazione, e l'espressione «Pittura-pittura» fu funzionale a sottolinearne l'assolutezza e l'essenza allo stato puro[1].

Principali esponenti[modifica | modifica wikitesto]

Tra i principali esponenti della corrente vi furono Claudio Olivieri, Elio Marchegiani, Carmengloria Morales, Pino Pinelli, Riccardo Guarneri, Marco Gastini, Claudio Verna, Giorgio Griffa, Enzo Cacciola, Gianfranco Zappettini, Carlo Battaglia e Rodolfo Aricò[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Alberto Mugnaini, Pittura analitica, in Flash Art, nº 273, dicembre 2007 - gennaio 2008. URL consultato il 25 febbraio 2015.
  2. ^ Katia Caloi e Sandro Orlandi, Pittura analitica, su http://www.artantide.com/. URL consultato il 25 febbraio 2015.
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