Pittsburgh Pirates

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Pittsburgh Pirates
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa

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Trasferta

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Terza

Colori sociali               
Nero, oro, bianco
Dati societari
Città Pittsburgh
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Lega National League
Division Central
Fondazione 1882
Denominazione Allegheny (1882–1886)

Pittsburgh Alleghenys (1887–1889)
Pittsburgh Infants (1890)
Pittsburgh Pirates (1891–presente)

Proprietario Robert Nutting
General manager Neal Huntington
Allenatore Clint Hurdle (2011-presente)
Sito web pittsburgh.pirates.mlb.com
Palmarès
World Series 5 (1909, 1925, 1960, 1971, 1979)
Titoli di League 9
Titoli di Division 9
Wild card 3
Impianto di gioco
Pedro goes to Pittsburgh.jpg
PNC Park (2001-presente)
38362 posti

I Pittsburgh Pirates sono una delle 30 squadre di baseball professionistiche che prendono parte alla Major League Baseball (MLB), con sede a Pittsburgh, in Pennsylvania. Giocano nella Central Division della National League e hanno vinto per cinque volte le World Series. I giocatori sono soprannominati Bucs (dal termine buccaneer, "bucaniere").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nome[modifica | modifica wikitesto]

I Pirates divennero membri dell'American Association nel 1882. Prima del 1900 ebbero diversi campi da gioco ad Allegheny City, centro allora separato, e situato, rispetto a Pittsburgh, oltre il fiume Allegheny. La squadra è riportata nelle classifiche dell'epoca come "Allegheny" o, talvolta, come "Alleghenys" (non "Alleghenies"), secondo l'usanza del giornalismo sportivo di quel periodo di scrivere i nomi delle squadre di, per esempio, Boston, New York o Chicago, come "Bostons", "New Yorks" o "Chicagos".

La società si spostò nella National League nel 1887. Già nel 1890 la squadra aveva mutato il proprio nome in "Pittsburgh" ("Pittsburgh Innocents"), anche se la città di Allegheny si unì a quella di Pittsburgh solo nel 1907.

Dopo che la ribellione dei giocatori, durata un anno e nota come Players League, fu terminata (dopo la stagione 1890), la maggior parte dei giocatori venne assegnata alle squadre delle due leghe (National League e American Association), per lo più ai loro precedenti club, a patto che i giocatori fossero stati "riservati" dai proprietari delle loro precedenti squadre. Il noto interbase Lou Bierbauer, che aveva giocato nei Philadelphia Athletics dell'American Association, venne assegnato alla squadra di Pittsburgh, anche se gli Athletics non avevano "riservato" Bierbauer a loro. Questo incidente causò diverse lamentele da parte degli Athletics, che affermarono che i pittsburghesi erano "pirati" (Pirates). L'incidente, tra l'altro, di fatto accelerò lo scisma tra le due leghe, una divisione che avrebbe portato all'estinzione dell'American Association. Il colorito epiteto di "pirati" si legò presto alla squadra di Pittsburgh, che, alla fine, decise di assumere ufficialmente quel nome. Lo ritroviamo sulle divise per la prima volta nel 1912, nonostante già nelle World Series del 1903, il termine Pirates per designare la squadra fosse già largamente usato.

Fino al 1900[modifica | modifica wikitesto]

Il baseball professionistico arrivò a Pittsburgh nel 1876. Le società di quell'epoca erano "indipendenti", itineranti e non affiliate ad alcuna lega, pur essendo organizzate dal punto di vista economico, tanto da retribuire degli stipendi ai propri giocatori. Nel 1882 la squadra di baseball della città si iscrisse, tra i membri fondatori, all'American Association. Dopo cinque stagioni piuttosto mediocri il team di Pittsburgh divenne il primo della A.A. ad "emigrare" nella National League (1887).

In quei primi anni la società trasse beneficio da tre diverse fusioni con altrettante squadre. Nel 1885 arrivò un buon numero di giocatori dai Buckeyes di Columbus, in Ohio. Nel 1890 si fusero con la corrispettiva franchigia di Players League (i Pittsburgh Burghers), dopo che tale lega era fallita. In quella stessa stagione fu registrato il peggiore record nelle storia della franchigia, con 23-113. Nel 1900 i Pirates presero diversi giocatori dai Louisville Colonels, squadra che si era appena sciolta, dal momento che la National League aveva deciso di ridurre il numero delle proprie squadre da 12 a 8 per la stagione 1899.

1901-1945[modifica | modifica wikitesto]

Guidati in campo da due ex colonnelli, Honus Wagner, originario della zona, e Fred Clarke (anche allenatore), i Pirates dominarono la National League tra il 1901 e il 1903, aiutati anche dal fatto che pochi giocatori della loro squadra si erano trasferiti in American League. Comunque, a causa di numerosi infortuni occorsi ai lanciatori titolari, i Pirates persero la prima World Series moderna di sempre, nel 1903, a favore dei Boston Red Sox. Deacon Phillippe fu il lanciatore per cinque interi match, di cui tre vinti, ma non fu sufficiente. Con quasi tutti gli stessi giocatori del 1901-02-03, i Pirates continuarono ad essere una delle squadre più forti, per diversi anni: nel 1909 arrivò così la prima vittoria nelle World Series, dopo aver battuto i Detroit Tigers in sette gare. Nello stesso anno venne aperto a Pittsburgh il Forbes Field.

Inizialmente i Pirates avevano giocato nel Recreation Park, nell'Union Park e nell'Exposition Park, tutti situati nell'allora Allegheny City. Allegheny City venne inglobata da Pittsburgh nel dicembre 1907. I Pirates giocarono però la loro prima gara di MLB a Pittsburgh soltanto nel 1908 – ben 25 anni dopo la fondazione.

Con il declino di Honus Wagner, considerato da molti il più grande interbase di sempre, i Pirates vissero molte stagioni negative, culminate nel 1917 con un record di 51 vittorie e 103 sconfitte. Ciononostante, il veterano esterno Max Carey e i giovani Pie Traynor e Kiki Cuyler, insieme ad un folto gruppo di lanciatori, riportò la squadra alla ribalta. Nelle World Series del 1925 i Pirates, sotto per 3-1 dopo 4 match, rimontarono e andarono a vincere in gara-7 contro i Washington Senators. Due anni dopo, nel 1927, raggiunsero nuovamente le World Series, perdendo però contro i New York Yankees, all'epoca la squadra che dominava in MLB. La stagione 1927 fu la prima con i due fratelli Lloyd e Paul Waner: insieme all'interbase Arky Vaughan furono tra i più importanti giocatori di quella squadra, molti dei quali vennero inclusi nella Hall of Fame. La sconfitta del 1927 fu assai bruciante, così come quella del 1938, in gara-7 contro i Chicago Cubs.

1946-1969[modifica | modifica wikitesto]

Il logo utilizzato dal 1997 al 2013.

Gli anni immediatamente successivi la Seconda guerra mondiale non furono molto positivi per i Pirates, nonostante la presenza di un asso come Ralph Kiner, primo nella National League per home run realizzati, in sette anni consecutivi (dal 1946 al 1952). La squadra costruita intorno a Kiner si qualificò per i playoff una sola volta — nel 1948 — realizzando nel 1952 uno dei suoi peggiori record nella lega, vincendo 42 partite, perdendone 112 (.273) e chiudendo a 54 partite dal primo posto. Nel 1946 si chiuse il lungo periodo di presidenza della famiglia di Barney Dreyfuss: in quell'anno un consorzio che includeva anche Bing Crosby comprò la squadra. Già prima del 1950 il magnate di Columbus John W. Galbreath era diventato il principale proprietario: la sua famiglia avrebbe tenuto la presidenza per altri 35 anni, portando la squadra ai vertici dell'MLB.

La prima mossa di Galbreath, la scelta di Branch Rickey come general manager, venne inizialmente fortemente disapprovata dai tifosi di Pittsburgh. Rickey aveva dato il via a delle dinastie di campioni sia con i St. Louis Cardinals che con i Los Angeles Dodgers. Una volta a Pittsburgh, però, "alleggerì" il roster da molti veterani con ingaggi elevati (incluso Ralph Kiner, ceduto nel 1953) preferendo affidarsi a giovani giocatori. Molti di questi non ebbero fortuna; nonostante ciò, quelli che ripagarono la fiducia di Rickey — i lanciatori Vern Law e Bob Friend, l'interbase Dick Groat, il seconda base Bill Mazeroski e soprattutto l'esterno Roberto Clemente, preso da Brooklyn dopo una sola stagione in Minor League (1954) — avrebbero formato il nucleo della squadra campione nel 1960. Rickey, insomma, pose le basi per una squadra che sarebbe diventata competitiva sul finire degli anni sessanta. Non si era ancora potuto apprezzare questo lungimirante programma quando lo stesso Rickey si ritirò per problemi di salute nel 1955, con i Pirates ancora impegnati nelle ultime posizioni della National League.

Roster attuale[modifica | modifica wikitesto]

Pittsburgh Pirates roster
Roster Giocatori inattivi Staff tecnico
Lanciatori
Rotazione dei partenti
45 Gerrit Cole
24 Tyler Glasnow
39 Chad Kuhl
46 Ivan Nova
50 Jamison Taillon
Bullpen
53 Johnny Barbato
41 Daniel Hudson
38 Wade LeBlanc
12 Juan Nicasio
73 Felipe Rivero
57 Trevor Williams
Closer
44 Tony Watson
Ricevitori
29 Francisco Cervelli
32 Elias Diaz
19 Chris Stewart
Interni
55 Josh Bell
17 Phil Gosselin
37 Alen Hanson
5 Josh Harrison
28 John Jaso
10 Jordy Mercer
61 Gift Ngoepe
Esterni
22 Andrew McCutchen
36 Jose Osuna
25 Gregory Polanco
Lanciatori
59 Antonio BastardoInjury icon 2.svg
43 Steven Brault
68 Clay Holmes
34 Drew Hutchison
49 Nick Kingham
35 Pat Light
66 Dovydas Noverauskas
31 A.J. Schugel
Interni
63 Chris Bostick
26 Adam FrazierInjury icon 2.svg
23 David FreeseInjury icon 2.svg
62 Max Moroff
Esterni
69 Danny Ortiz
Manager
Coach
Legenda

Injury icon 2.svg Lista degli infortunati per 7 o 10 giorni
Lista delle sospensioni
# Congedo personale

25 attivi, 13 inattivi, 0 sulla lista infortunati (60 giorni)

Roster aggiornato al 5 maggio 2017
TransazioniGrafico di profondità


Affilitate nelle Minor league[modifica | modifica wikitesto]

Livello Team League Città
AAA Indianapolis Indians International League Indianapolis, Indiana
AA Altoona Curve Eastern League Altoona, Pennsylvania
A+ Bradenton Marauders Florida State League Bradenton, Florida
A West Virginia Power South Atlantic League Charleston, West Virginia
A- West Virginia Black Bears New York-Penn League Granville, West Virginia
Rookie Bristol Pirates Appalachian League Bristol, Virginia
GCL Pirates Gulf Coast League Bradenton, Florida

Record di franchigia[modifica | modifica wikitesto]

N. vittorie-sconfitte[modifica | modifica wikitesto]

  • +100 vittorie stagionali
1902 (103-36), allenatore Fred Clarke
1909 (110-42), allenatore Fred Clarke
  • +100 sconfitte stagionali
1890 (23-113), allenatore Guy Hecker
1917 (51-103), allenatori Jim Callahan e Honus Wagner
1952 (42-112), allenatore Billy Meyer
1953 (50-104), allenatore Fred Haney
1954 (53-101), allenatore Fred Haney
1985 (57-104), allenatore Chuck Tanner
2001 (62-100), allenatore Lloyd McClendon

Record MLB[modifica | modifica wikitesto]

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Membri della Baseball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Fra parentesi l'anno in cui il numero è stato ritirato.

Altri giocatori celebri[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vincitori delle World Series Successore
Chicago Cubs 1909 Philadelphia Athletics I
Washington Senators 1925 St. Louis Cardinals II
Los Angeles Dodgers 1960 New York Yankees III
Baltimore Orioles 1971 Oakland Athletics IV
New York Yankees 1979 Philadelphia Phillies V
Controllo di autorità VIAF: (EN152443732 · LCCN: (ENn80102229