Pittore di Eretria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lekythos, amazzonomachia sul fregio inferiore. New York, Metropolitan Museum of Art 31.11.13.
Paride indossa la sua armatura, vegliato da Apollo. Gravina in Puglia, Museo Pomarici Santomasi.

Pittore di Eretria è il nome convenzionale assegnato ad un ceramografo attico attivo in Atene tra il 440 e il 410 a.C.. Fu così denominato dopo che gli fu attribuita la decorazione di un epinetron rinvenuto ad Eretria e conservato al Museo nazionale di Atene. Gli vengono attribuiti circa centocinquanta vasi, che ebbero una vasta esportazione a giudicare dalle zone dei ritrovamenti; dipinse principalmente vasi di piccole dimensioni, decorati a figure rosse o a fondo bianco. Si presume sia stato un contemporaneo del pittore di Shuvalov.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Benché circa la metà della sua produzione sia relativa a kylikes, sulle quali dipinge temi convenzionali relativi ad atleti, satiri e menadi, molte delle sue opere migliori sono dipinte su oinochoai e lekythoi. Presenta uno stile minuto e virtuosistico, affollato di figure, che adatta a composizioni di tipo polignoteo; si veda ad esempio la lekythos ariballica conservata a Boston, la cui amazzonomachia sembra risalire a tradizioni megalografiche.[1] Il manierismo post-fidiaco si evidenzia nel trattamento dei panneggi e dei volti. Sia i soggetti mitologici sia quelli tratti dal quotidiano sono frequentemente collegabili al mondo femminile. L'epinetron eponimo è decorato sulla parte superiore da un busto di donna (forse Afrodite), mentre sul corpo riporta le nozze di Alcesti, quelle di Peleo e Teti e quelle di Armonia;[2] i fregi del Pittore di Eretria si adattano alla particolarità della forma e ai rilievi plastici. L'epinetron è chiaramente un dono nuziale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Museum of Fine Arts (Boston), 95.48, su mfa.org. URL consultato il 28 dicembre 2012.
  2. ^ The Beazley Archive, Athens, National Museum, CC1528 = 1629, su beazley.ox.ac.uk. URL consultato il 28 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Giuliano, Arte greca : Dall'età classica all'età ellenistica, Milano, Il saggiatore, 1987, pp. 775-776.
  • Paolo Enrico Arias, Attici, vasi, in Enciclopedia dell'arte antica classica e orientale : secondo supplemento, vol. 1, Roma, Istituto della enciclopedia italiana, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN44143365 · LCCN (ENnr89010844 · GND (DE118854615 · ULAN (EN500021015 · CERL cnp00540368