Pisoraca

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Pisoraca
Herrera de Pisuerga Archaeological site of Pisoraca 001.jpg
Periodo di attività I-V secolo
Località moderna Herrera de Pisuerga
Unità presenti Legio IIII Macedonica;
Ala Pathorum;
cohors I Galica Equitata
Provincia romana Spagna Tarraconense

Pisoraca era il nome di una città romana, corrispondente all'attuale comune spagnolo Herrera de Pisuerga (Palencia), appartenuta in epoca preromana al popolo dei Turmodigi e, in seguito alla conquista della Spagna da parte dell'Impero romano, divenne un castrum, sotto Augusto, per le legioni che intrapresero le guerre contro Cantabria e gli Asturi meridionali. Dal 1993, il sito archeologico è stato riconosciuto di interesse culturale.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Pisoraca è, secondo alcuni studi, una parola di origine celtica, giustificata dal suo suffisso "aca", simile a "briga", anch'esso molto comune in questa lingua[1]. Si ritiene inoltre che questo insediamento primitivo dia il suo nome al fiume Pisuerga, e non viceversa[2]. In questo modo anche il nome di Herrera de Pisuerga viene etimologicamente da Pisoraca.

Secondo il libro Toponymy Palentina (1993) la sua origine sarebbe bis-ur-aga, con il significato di "due paludi", forse in allusione ai due fiumi vicini, il Pisuerga e il Burejo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I resti pre-romani trovati durante gli scavi archeologici (ceramiche, monete e resti umani) attestano l'esistenza di un insediamento indigeno prima dell'arrivo dei romani. La cosa più complicata è accertare a quale tribù appartenesse il suddetto insediamento, poiché si trova alla confluenza dei Cantabrici, dei Vaccei e dei Turmodigi[3]. Tuttavia, Tolomeo cita Sisaraca come città turmoga, a cui Floro allude anche come murboga[4]. Tuttavia, nessuna fonte si riferisce a Pisoraca con i Vaccei, nemmeno Enrique Flórez nel suo studio sui limiti dell'antica Cantabria[4].

Approssimativamente verso la metà del II secolo a.C., la conquista della Spagna dall'imponente impero romano raggiunse l'area, risalente alla caduta di Pisoraca nel 28-29 a.C.[5], e nel 25 i romani decisero di usarlo, a causa della sua situazione strategica, come fortezza legionaria durante le guerre contro la Cantabria (29 a.C.).

Augusto stesso si recò in Spagna (26 a.C.) per prendere il comando dell'esercito e fondò la Legio IIII Macedonica a Segisama (l'odierna Sasamón), essendo Pisoraca un punto di passaggio indispensabile per attaccare le vicine fortezze della Cantabria di Monte Cildá e Monte Bernorio. Secondo gli studi condotti dall'IE University, i 6000 legionari della Legio IIII si insediarono a Pisoraca nel 19 a.C., rimanendovi fino al 40 d.C., anno nel quale partirono per Mogontiacum[6].

Successivamente, l'insediamento fu occupato dall'Ala Parthorum, durante la seconda metà del XIX secolo, fino a quando non fu trasferita in Mauretania Caesariensis, e più tardi dalla cohors I Galica Equitata, che nel II secolo era stata inviata in Mauretania[7].

In seguito, il sito divenne un importante nodo di comunicazioni con i porti della Cantabria e per il trasporto di schiavi e cereali da Tierra de Campos a Flaviobriga, Portus Blendium e Portus Victoriae[6]. Pisoraca fu l'inizio della strada romana della valle di Besaya, che la collegava con la città costiera di Portus Blendium (Suances).

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, i popoli nativi si stabilirono di nuovo nei loro vecchi insediamenti e nel VI secolo Pisoraca venne conquistata dai Visigoti[8].

Scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce dell'antica città trovate a Herrera de Pisuerga furono una lapide dedicata da Terenzia Nigella a suo marito e suo figlio, risalenti al XVI secolo e due colonne militari erette da Tiberio e Nerone[9].

García e Bellido furono i primi ad intuire la posizione dell'insediamento legionario di Pisoraca, sebbene optassero sempre per l'area di Aguilar de Campoo. Come risultato di studi di fotografie aeree, José Antonio Abásolo e Alberto Balil hanno localizzato questo insediamento a Herrera[10].

I primi scavi archeologici furono effettuate nel 1982, guidata dalla SEK University (dal 2007, IE University), con la collaborazione del governo di Castiglia e León e del Comune di Herrera de Pisuerga, durante i quali sono stati rinvenuti numerosi reperti epigrafici su terra sigillata con il sigillo di Lucio Terenzio, il vasaio della Legio IIII Macedonica, che lavorò ceramiche aretine per rifornire i suoi legionari, e oggetti in vetro, principalmente tazze e fiaschi[7].

Una delle ultime scoperte è stata, nel luglio 2007, durante alcuni lavori nella piazza centrale della città, di strutture ritenute resti delle mura di demarcazione del campo della Legio IIII Macedonica[11].

I reperti più antichi trovati a Herrera risalgono al 20 a.C., dove ci sono molti oggetti appartenuti al corpo di fanteria e cavalleria[12].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ García e Bellido, ITTM (Palencia), nº 22, 1962, p. 26.
  2. ^ Cesáreo Pérez González, Marina Arana Montes e María Luisa Pérez González, Pisoraca: desde sus orígenes a los visigodos (Institución Tello Téllez de Meneses), nº 45, 1981, p. 133-165, ISSN 0210-7317, (WC · ACNP).
  3. ^ Pérez González, p. 8
  4. ^ a b Pérez González, p. 9
  5. ^ Pérez González, p. 13
  6. ^ a b Castill y León, su elmundo.es.
  7. ^ a b Musealizacion eh Herrera de pi, su actividades.universidad.ie.edu.
  8. ^ Pérez González, p. 30
  9. ^ Emilio Illarregui, Aula Arqueológica de Herrera de Pisuerga, p. 2.
  10. ^ Illarregui, p. 3
  11. ^ Palencia, su diariopalentino.es.
  12. ^ Illarregui, pag. 5

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adolf Schulten, Geografía y etnografía antiguas de la Península Ibérica, Madrid, Instituto "Rodrigo Caro" de Arqueología, 1963.
  • Julio Caro Baroja, Organización social de los pueblos del norte de la Península Ibérica. Legio VII Gemina, León, 1971.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pisoraca, su herreradepisuerga.dip-palencia.es.