'Ndrina Piromalli

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Famiglia Piromalli ,Fossari
Famiglia Piromalli ,Fossari
Don Mommo Piromalli
Area di origine Gioia Tauro, Calabria
Aree di influenza Piana di Gioia Tauro, Centro e Nord Italia, Estero
Periodo anni '50 - in attività
Boss Girolamo Piromalli (1918-1979), Giuseppe Piromalli (1921-2005), Giuseppe Piromalli (figlio), Gioacchino Piromalli, Antonio Piromalli (1972), Gennaro Piromalli , Alberto Piromalli , Carmelo Piromalli , Luigi Piromalli
Alleati Pesce di Rosarno
Bellocco di Rosarno
Mancuso di Limbadi
Alvaro di Sinopoli
Mammoliti di Castellace
Mafia Capitale di Roma
Clan dei Casamonica di Roma
'Ndrine dell'alto Ionio
Attività traffico di droga (fonte non attendibile)
riciclaggio di denaro (fonte non attendibile)
estorsione
traffico di armi (fonte non attendibile)
usura (fonte non attendibile)
appalto pubblico
racket
gioco d'azzardo (fonte non attendibile)
contraffazione (fonte non attendibile)
infiltrazioni nella Pubblica Amministrazione
omicidio
corruzione
gestione dei rifiuti (fonte non attendibile)
frode
prostituzione, sindacati, contrabbando (fonte non attendibile)

I Piromalli sono una 'ndrina calabrese di Gioia Tauro. Secondo la DIA sono la più grande cosca dell'Europa occidentale, con 400 membri e diverse migliaia di affiliati, meglio conosciuti come contrasti onorati[1].

Attività criminali[modifica | modifica wikitesto]

Sono attivi nel traffico internazionale di droga (fonte non attendibile), di armi soprattutto grazie alla presenza nel loro territorio del Porto di Gioia Tauro. Sono attivi anche nel settore agricolo, dei trasporti, truffe alla comunità europea, infiltrazioni nel mondo imprenditoriale della zona.

Anni '50[modifica | modifica wikitesto]

A Gioia Tauro si dividevano il territorio i Carlino e i Piromalli. Dopo l'uccisione di Antonio Piromalli, fratello di Don Mommo Piromalli, nacque una faida che vide un tentativo di sterminio da parte dei Piromalli nel paese di Rizziconi. I Carlino furono portati via dal paese dai militari per potersi salvare.[2][3].

Anni '70 - Il Porto di Gioia Tauro e il V centro siderurgico e la prima guerra di 'ndrangheta[modifica | modifica wikitesto]

Con la costruzione nella zona del V centro siderurgico, dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e di altre strutture industriali, i Piromalli fecero un patto con le ndrine dei Pesce, Mancuso, De Stefano, Mammoliti e Avignone, per gestire le enormi ricchezze che sarebbero arrivate e per evitare una futura guerra.

Nel 1974 le imprese coinvolte nell'espansione del porto e nelle acciaierie a Gioia Tauro offrirono il 3% per essere lasciate in pace. I capi di allora, che erano Antonio Macrì, i fratelli Piromalli e i fratelli De Stefano rifiutarono e pretesero dei subappalti delle opere per controllarne i progetti.[4] I Piromalli così si aggiudicarono più della metà della cifra astronomica di ben 3,8 miliardi di dollari dei subappalti.

I Piromalli nel 1973 furono coinvolti anche nel sequestro di Paul Getty III e del tentato sequestro di Francesca Merloni.[2] La consorteria criminale partecipò anche alla prima guerra di 'ndrangheta che si svolse tra il 1974 e il 1977 e che vide prevalere la nuova 'ndrangheta (che era favorevole al traffico di droga, ai sequestri di persona, ai contatti con il mondo politico-istituzionale) a discapito della vecchia tradizionalista 'ndrangheta; I Piromalli capeggiati allora da don mommo piromalli si fecero fautori della nuova linea e appoggiati dai De Stefano di Reggio Calabria e da altre nuove ndrine della provincia vinsero la prima guerra che lasciò sul campo oltre 200 morti e sconfiggendo due pezzi da novanta della 'ndrangheta agro-pastorale don Antonio Macri di Locri e don Mico Tripodo di Reggio Calabria.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Il pentito Gaetano Costa raccontò che dopo la seconda guerra di 'Ndrangheta vollero una sovrastruttura alle ndrine e le locali: la commissione interprovinciale.

Anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni '90 il Porto di Gioia Tauro diventa il più grande porto commerciale del Mediterraneo. Nel 1994 la Contship Containerlines affida l'area del porto per iniziare la sua attività di trasporto e viene realizzato il Terminal Medcenter Container grazie a 128 miliardi di lire del finanziamento statale. I Piromalli obbligano così la società Medcenter, attraverso il vicepresidente Walter Lugli e la società Contship, tramite il presidente Enrico Ravano, a pagare 1,5 $ per ogni container passato dal porto, cifra che corrisponde alla metà del profitto guadagnato dalle 2 compagnie[5][6]. Inoltre pretesero contratti, subcontratti e lavori vari nelle due imprese come del resto pretesero dalle altre imprese della zona. Malgrado la sottoscrizione di un patto anticorruzione col governo i dirigenti delle due società cedono alle richieste della 'Ndrina. Sono inoltre i responsabili dell'omicidio del sindaco di Gioia Tauro Vincenzo Gentile.[senza fonte]

Il 18 gennaio 1993 viene sciolto per infiltrazioni mafiose il consiglio comunale di Gioia Tauro, la relazione del Ministro dell'interno evidenzia che l'ente è stato sottoposto a tale misura per condizionamenti del clan Piromalli (specie per ottenere appalti pubblici e licenze) e inoltre sono stati accertati collegamenti tra il clan suddetto e vari amministratori locali e anche dipendenti comunali[7].

Nel 1993 Giuseppe Piromalli si dà alla latitanza e viene catturato nel marzo del 1999. Nonostante il carcere e il regime del 41bis continuò direttamente a dirigere la 'ndrina e i suoi affari.

Nel 1994 vengono sequestrati dalla distretto antimafia di Torino 5 tonnellate di droga alla cosca dei Piromalli e dei Belfiore, la droga proveniva dal Brasile, passò dal porto di Genova e giunse a Borgaro Torinese[8].

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 12 gennaio 2008, dalla squadra mobile di Reggio Calabria sono stati sequestrati un arsenale d'armi nella zona di Gioia Tauro e arrestate 33 persone in tutta Italia, di cui 26 in Calabria per traffico di cocaina e hascisc. L'organizzazione forse capeggiata da un certo Rocco Mardecheo sarebbe vicina alle ndrine dei Piromalli-Molè.[9][10]
  • L'11 aprile 2008 si viene a conoscenza che la cosca dei Piromalli stava contrattando con un politico siciliano la compravendita di 50.000 voti per 200.000€ degli italiani all'estero (in Sud America).[11][12]
  • Il 12 luglio 2008 a El Mas Trader in Spagna viene arrestato dal ROS di Genova Ippolito Magnoli, esponente di rilievo dei Piromalli-Molè che gestiva il traffico di cocaina tra Colombia e Spagna, e in passato anche di Francia. Il gip di Reggio Calabria emise ben 4 provvedimenti contro di lui in passato. Il 22 febbraio del 2008 furono arrestati i suoi fratelli Antonio e Luciano[13].
  • luglio 2008 nell'operazione Cent'anni di Storia vengono arrestate 18 persone degli Alvaro, Molè e Piromalli tra cui Antonio Piromalli, capobastone succeduto a Giuseppe Piromalli, suo padre.[14].
  • Il 28 aprile 2009 nell'operazione cupola vengono arrestate 2 persone affiliate alla cosca Piromalli, altre 9 affiliati alla ndrina Italiano di Delianuova, 2 rappresentavano gli Alvaro di Sinopoli, 3 per i De Stefano di Reggio Calabria, 1 per i Mammoliti di Castellace ed altre 4 per i Tegano di Reggio Calabria sorpresi in una riunione per discutere dei recenti accaduti [14].
  • Il 30 giugno 2009 vengono sequestrati a Giuseppe Piromalli e a suo figlio Antonio beni del valore di 10 milioni di euro tra Gioia Tauro e Milano[14].
  • Il 20 gennaio 2010 la guardia di Finanza nell'operazione "Alba Chiara" arresta 38 persone, affiliati ai Piromalli nella piana di Gioia Tauro per traffico di droga[15].
  • Il 25 marzo 2010 viene scoperto un sodalizio tra Pietro D'Ardes, Rocco Casamonica del clan dei Casamonica e affiliati alla 'Ndrangheta dei Piromalli-Molè e Alvaro per il riciclaggio dei proventi illeciti e costituzione di società (15 sequestrate) per la partecipazione ad appalti pubblici[16].
  • L'11 settembre 2013, durante l'operazione Ammitt condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Pistoia e del Gico e del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze e dalla Guardia di Finanza vengono arrestate 5 persone riconducibili ai Piromalli-Molè e sequestrati immobili dal valore di 44,5 milioni di euro: tra Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, Gioia Tauro e Lamezia Terme[17][18].

Fatti recenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 7 marzo 2012, a Loano, arrestato Antonio Fameli, faccendiere calabrese operante in Liguria[19], legato al clan dei Piromalli, specialmente a Peppino Piromalli. Antonio Fameli, che aveva già avuto una denuncia[20], è accusato con il figlio Serafino Fameli, residente a Fortaleza Brasile e al suo commercialista Carlo Ciccione residente a Cisano sul Neva, di associazione per delinquere, finalizzata al riciclaggio di denaro di provenienza illecita, falso, trasferimento fraudolento di valori e : reinvestiva i proventi in attività immobiliari in Sud America, specialmente in Brasile e Perù, anche in Costa Azzurra e alle Canarie, eludendo, grazie al commercialista, tutte le leggi tributarie[21] e di un notatio[22]. Già condannato per essere il mandante dell'omicidio di Rosario Sabatino, ma la Cassazione, presieduta dal giudice ammazzasentenze[23] Corrado Carnevale, annullò la condanna all'ergastolo. Ha avuto rapporti anche con la 'ndrina dei Raso[24], Gullace[25], e Albanese, di Cittanova e operanti in Liguria e ha riciclato il denaro in attività immobiliari delle cosche reggine dei De Stefano, Martino, Tegano, operanti in Liguria e dei clan camorristici Zaza, Galasso, Ammaturo[26].
  • Il 23 luglio 2012 il faccendiere Aldo Miccichè è stato arrestato a Caracas, in Venezuela, nell'ambito dell'inchiesta “Cento anni di storia” contro la cosca Piromalli. Latitante da almeno 4 anni, era stato condannato in precedenza a 11 anni di carcere. Miccichè aveva contatti con Marcello Dell'Utri tramite Gioacchino Arcidiaco[27].
  • Tra il 2011 e il 2013 scoppia una faida tra le famiglie Brandimarte-Perri ed i Priolo, entrambe vicine ai Piromalli. L'8 luglio 2011 viene ucciso Vincenzo Priolo, mentre il 18 marzo 2013 viene arrestato Vincenzo Perri presunto assassino del Priolo[28].Sul finire del 2014 si insedia Jhonny Di Girolamo (figlio di Joseph classe 1951);che rafforza il legame di sangue,sposando Maddalena Piromalli,figlia di Giuseppe Piromalli Junior.
  • Il 14 agosto 2014 Antonio e Alfonso Brandimarte vengono arrestati nell'operazione della Guardia di Finanza Puerto Liberado[29]
  • Il 14 dicembre 2014 a Vittoria, in Provincia di Ragusa, in pieno centro viene ucciso Michele Brandimarte[30] Dal 2016 in poi a venire;dopo la morte di Joseph Di Girolamo,(19.07.1951-29.05.2016) al vertice della "piramide" della "famiglia" Piromalli,ci sarebbero Maddalena Piromalli ed il marito di quest'ultima: Jhonny Di Girolamo (classe 79) figlio di Joseph,l'ex "consigliori di don Peppino Piromalli.Secondo gli ultimi collaboratori di Giustizia,tra cui Cosimo Li Causi l'allevatore di maiali a cui consegnavano i rivali per darli in pasto ai suini; Il vertice della "cupola" della potentissima famiglia calabrese,sarebbe formata solo da stretti consanguinei,tra i quali,per l'appunto la coppia con Maddalena Piromalli e Jhonny Di Girolamo(marito e moglie);Da Roberto Piromalli e Cristina Lo jodice (anch'essi marito e moglie) ,così pure la coppia Denny e Jasmine Piromalli (fratello e sorella) e tra i nuovi affiliati ,molte donne arruolate nell'Esercito Italiano ,in grado di pilotare aerei da guerra e maneggiare armi pesanti.Tra queste ultime,8 donne sono dei Piromalli,tutte laureate in economìa e commercio.
  • Il 25 ottobre 2016 si conclude l'operazione Rent che scopre la presunta contiguità di 32 persone tra cui 12 imprenditori con esponenti degli Aquino-Coluccio e dei Piromalli e dei Bellocco, i quali sarebbero riusciti ad ottenere i lavori per la costruzione del padiglione della Cina e dell'Ecuador di Expo 2015 a Milano, per la costruzione della rete fognaria della stessa esposizione, della costruzione del centro commerciale di Arese (MI) il Centro. Sono stati inoltre sequestrati beni immobili del valore di 15 milioni di euro in Italia: a Reggio Calabria, Catanzaro, Catania, Bergamo, Bologna, Brescia e Mantova mentre all'estero un immobile in Marocco ed il complesso turistico-sportivo Moliviu ad Pitesti, in Romania, ancora in costruzione del valore di 80 milioni di euro di cui 27 messi in campo dall'Unione Europea. I dominus al centro dell'operazione sarebbe Antonio Stefano. vicino al presunto boss Giuseppe Coluccio, accusato di gestire traffico di droga ed il reinvestimento del denaro illecito gudagnato insieme a Graziano Macrì e Salvatore Piccoli[31].L'operazione è un seguito di Underground.

Personaggi di spicco[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Piromalli (1972), capobastone in carcere dal 2008 al 41bis, figlio di Giuseppe Piromalli junior.
  • Maddalena Piromalli e Jhonny Di Girolamo (2016) al vertice della "piramide" dopo la morte di Joseph Di Girolamo (19.07.1951)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gangsters Incorporated - Ndrangheta Short Profiles.
  2. ^ a b Presenza mafiosa e riutilizzo dei beni confiscati nella Piana di Gioia Tau ro: una proposta di analisi.
  3. ^ Presenza mafiosa e riutilizzo dei beni confiscati nella Piana di Gioia Tauro: una proposta di analisi (PDF), avvisopubblico.it. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  4. ^ Arlacchi, mafia Business, p106-107.
  5. ^ Paoli, Mafia Brotherhoods, p218.
  6. ^ Il caso Gioia Tauro.
  7. ^ http://www.autonomiecalabria.it/lac/wp-content/uploads/2011/06/gioia-tauro1.pdf.
  8. ^ Documentario Blu Notte - La mafia al nord.
  9. ^ Reggio Calabria, blitz antidroga contro la cosca Piromalli-Molé - cronaca - Repubblica.it.
  10. ^ http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-01-12_112177225.html.
  11. ^ La 'ndrangheta traffica in voti Dell'Utri: 'Non ho avvisi di garanzia' - cronaca - Repubblica.it.
  12. ^ Nuova Cosenza Quotidiano Digitale -Brogli sul voto all'estero la DDA indaga.
  13. ^ Latitante della ndrangheta catturato in Spagna, in Nuova Cosenza.
  14. ^ a b c Dieci milioni di beni sequestrati ai Piromalli, in Nuova Cosenza.
  15. ^ Operazione "Alba chiara", in Nuova Cosenza.
  16. ^ Patto criminale tra Casamonica e 'ndrangheta le mani su appalti pubblici, miravano ai rifiuti, in Repubblica.it.
  17. ^ 'Ndrangheta: 'affari' in Toscana, arresti e sequestri per 44 milioni, in Repubblica.it, 11 settembre 2013. URL consultato l'11 settembre 2013.
  18. ^ 'Ndrangheta, così la "famiglia" nascondeva i patrimoni in Toscana, in Repubblica.it, 11 settembre 2013. URL consultato l'11 settembre 2013.
  19. ^ Un impero fatto di ville e terreni, il ritratto di un intoccabile. Repubblica. Cronaca. 8 marzo 2012.
  20. ^ Il boss Antonio Fameli, aggredisce e si becca una denuncia. Casa della Legalità. Ufficio di Presidenza. 2 luglio 2010.
  21. ^ Operazione antiriciclaggio: arrestato l'imprenditore Fameli. Repubblica. Cronaca. 7 marzo 2012.
  22. ^ Nomi eccellenti nell'inchiesta antiriciclaggio. IVG. Cronaca. 7 marzo 2012.
  23. ^ Processate Carnevale, era amico dei boss. Repubblica. Fatti. 8 aprile 1998.
  24. ^ Preso l'uomo dei Piromalli nel savonese. Casa delle Legalità. Archivio. 7 marzo 2012.
  25. ^ Carmelo Gullace e i Fazzari. Storie di ndrangheta in Liguria. Casa delle Legalità- Cultura. 16 settembre 2009.
  26. ^ Preso Ammaturo, il re della coca dal Perù. Corriere della Sera. Archivio Storico. 3 maggio 1993.
  27. ^ Caracas, arrestato Aldo Miccichè, mise i Piromalli in contatto con Dell'Utri – Il Fatto Quotidiano.
  28. ^ 'Ndrangheta, catturato latitante Vincenzo Perri coinvolto in faida a Gioia Tauro, in Antimafia duemila.
  29. ^ 'Ndrangheta: arrestato a Roma Vincenzo Crisafi, latitante di San Luca, in Repubblica.it, 14-08-2014. URL consultato il 15-12-2014.
  30. ^ Vittoria, ucciso in pieno centro un boss della 'ndrangheta, in Repubblica.it, 14-12-2014. URL consultato il 15-12-2014.
  31. ^ 'Ndrangheta, "padiglioni Expo e mall di Arese negli affari milanesi gestiti dalla cosca" (foto), in repubblica.it, 25-10-2016. URL consultato il 25-10-2016.
  32. ^ I legami di Coppola con il consulente dei Piromalli - IlSole24Ore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]