Pino Grimaldi

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Pino Grimaldi, all'anagrafe Giuseppe Grimaldi (Salerno, 16 aprile 1948Maddaloni, 22 marzo 2020), è stato un designer e accademico italiano che si è occupato in particolare del rapporto tra il design e il marketing[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò all'Università degli Studi di Salerno, ma svolse la sua attività prevalentemente a Napoli. Componente del direttivo nazionale e socio onorario AIAP - Associazione Italiana design della comunicazione visiva[2]. Grimaldi fu anche membro dell'albo BEDA, Bureau of European Designers Associations, dei designers europei.

Si occupò di design della comunicazione e di grafica politica frequentando un corso alla Scuola del PCI di Frattocchie, su invito di Michele Santoro. Nel 1973 fondò lo "Studio Segno" (che nel 1984 diventerà "Segno Associati") con il designer e artista Gelsomino D'Ambrosio.

Alcuni dei suoi lavori furono pubblicati sui seguenti volumi: Prima Biennale della Grafica. Propaganda e cultura: indagine sul manifesto di pubblica utilità dagli anni '70 ad oggi, a cura di Giovanni Anceschi, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1984; Fioravanti G., Passarelli L., Sfligiotti S., La grafica in Italia, Leonardo, Milano, 1997; Grafica utile, il manifesto di pubblica utilità dal 1975 al 2000, a cura di Luciano Cheles, Mediateca, Poitiers 2000.

Panoramica con le uscite della rivista "Grafica. Teoria Storia e metodologia"

Protagonista del dibattito sulla fondazione disciplinare del graphic design italiano, insieme allo stesso D'Ambrosio, nel 1984 concepisce e progetta la rivista "Grafica. Teoria Storia e metodologia" (1985-1995, patrocinata dall'AIAP dal 1985 al 1993), cercando di fornire un solido corpus disciplinare al design grafico[3]. Nel 1989 è tra gli ideatori e promotori della "Carta del Progetto Grafico" ad Aosta.[4].

Dal 1993 insegnò Progettazione sperimentale di Ricerca all'ISIA Istituto Superiore per le Industrie artistiche di Urbino. Consulente per l'Istituto Superiore di Design di Napoli, progettò il corso di Design della comunicazione. Nel 1993 ottenne la cattedra di Disegno industriale all'Università di Salerno e, nel 1995, quella di Progetto per la comunicazione d'impresa alla Facoltà di Architettura della Seconda Università degli Studi di Napoli, oggi Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Tra il 2005 e il 2007 diresse il corso di Industrial Design alla Scuola d'Impresa SDOA di Vietri sul mare.

Nel 2007 elaborò il concetto di Blur design, nel libro Dalla grafica al blur design, presentato per la prima volta al convegno '"Estetica e marketing" nel 2008[5]. Nell’ottobre 2009 continuò a ribadire i concetti del Blur Design in una Master Lecture all’interno dell’evento “Campania Blurdesign” svoltosi a Napoli.

Interrotta la pubblicazione della rivista Grafica dopo la scompasa di Gelsomino D'Ambrosio, avvenuta nel 2006, Pino Grimaldi decise, nel 2009, di lasciare Segno Associati per fondare una nuova impresa di comunicazione chiamata appunto “Blur Design”.

Nel 2018 ha pubblicato il suo ultimo testo Blur design. Il branding invisibile (Fausto Lupetti Editore), si è dedicato successivamente all'allestimento di una mostra fotografica personale che ha lasciato incompiuta.

Grimaldi è scomparso il 22 marzo 2020 a Maddaloni, a causa di complicanze dovute all'infezione da SARS-CoV-2.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Prove di Stampa. Riflessioni e materiali di progettazione grafica (con G. D'Ambrosio), Kappa Editore, Roma 1983
  • Lo Studio grafico. Da Gutenberg al Piano d'Identità visiva (con G. D'Ambrosio), Edizioni 10/17, Salerno 1995
  • Il Piano di Comunicazione nella piccola e media impresa. Di tutto quello che non cambia nell'era digitale, FrancoAngeli, Milano, 2004
  • Segni e disegni 2. Manuale di disegno grafico, (con M. Privitera), Clitt, Roma, 2005
  • Segni e disegni 3. Manuale di disegno grafico, (con M. Privitera), Clitt, Roma, 2006
  • Blur design. Per Mino (dedicato a Gelsomino D'Ambrosio), Edizioni 10/17, Salerno, 2009
  • Il Piano di Comunicazione nella piccola e media impresa, FrancoAngeli, Milano, 2004
  • Dalla grafica al blur design. La comunicazione visiva in Campania, Mondadori Electa, Napoli, 2007
  • Blur design. Il branding invisibile, Fausto Lupetti Editore, Bologna, 2018

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.abana.it/it/docenti/giuseppe-grimaldi/.
  2. ^ La nomina a socio onorario AIAP avviene nella seduta del 28 giugno 2014, con la seguente motivazione: Per essere stato protagonista di quella stagione italiana impegnata, sul piano teorico, ad ascrivere le pratiche del progetto grafico a disciplina strutturata e per aver sostanziato le prime definizioni di grafica come area annessa al design. Insieme a Pino Grimaldi, in quella seduta l'AIAP nominò anche Pierluigi Cerri, Italo Lupi, Armando Milani, Enzo Regazzini, Lora Lamm, Bruno Monguzzi, Heinz Waibl e, in memoriam, Massimo Vignelli.
  3. ^ La rivista appare anche nel catalogo della mostra tenutasi al Triennale Design Museum nel 2012: Giorgio Camuffo, Mario Piazza, Carlo Vinti (a cura di), TDM Grafica italiana. Triennale Design Museum, Corraini Edizioni, Milano 2012, p.144.
  4. ^ http://www.aiap.it/documenti/8046/71
  5. ^ Pellegrino Paolo (a cura di), Estetica e marketing, Congedo Editore Galatina 2010, in Atti del convegno su “Estetica e Marketing”, Lecce 6-7 giugno 2008, pp. 69-97.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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