Pilaf (personaggio)

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Pilaf
Banda di Pilaf.png
Pilaf (a sinistra) insieme ai suoi scagnozzi Mai e Shu in Dragon Ball Super
UniversoDragon Ball
Nome orig.ピラフ (Pirafu)
Lingua orig.Giapponese
AutoreAkira Toriyama
StudioToei Animation
EditoreShūeisha
1ª app.20 marzo 1985
1ª app. inFurto delle sfere!!
app. it.1989
app. it. inGoku conosce Bulma
Voce orig.Shigeru Chiba
Voci italiane
SessoMaschio
Etniaterrestre
Luogo di nascitaTerra

Pilaf (ピラフ Pirafu?) è un personaggio dei manga e degli anime dell'universo fantastico di Dragon Ball, ideato dal mangaka Akira Toriyama.

Insieme ai suoi fidati subordinati, Mai e Shu, Pilaf è uno dei primissimi antagonisti affrontati da Son Goku. Il suo sogno è quello di trovare le sfere del drago e chiedere a Shenron di diventare il padrone del mondo. I suoi sogni di conquista, tuttavia, vengono saltuariamente ostacolati da Goku e dai suoi amici.

Oltre al manga, Pilaf compare in quasi tutte le serie animate (tutte tranne Dragon Ball Z), e in alcuni film tratti dalla serie, ma anche in altri media derivati.

Creazione e nome[modifica | modifica wikitesto]

Come per molti altri personaggi di Dragon Ball il nome di Pilaf è un gioco di parole, infatti deriva dal giapponese pilaf (ピラフ pirafu?) che è un sistema di cottura del riso, attraverso il quale si ottiene un composto con chicchi sgranati. Il design dell'imperatore Pilaf è parzialmente basato sul cantante Elton John come apparso nel film Tommy. Pilaf indossa un cappello simile a Elton John e inoltre sa suonare il piano. Spesso nel fandom viene indicato come imperatore Pilaf (originato nell'edizione americana dell'anime, emperor Pilaf), anche se pur essendo ricco non ha nessun impero o regno [1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dragon Ball[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del manga Pilaf sfrutta la sua ricchezza e i suoi scagnozzi, la donna Mai ed il cane Shu, per trovare le sfere del drago e chiedere a Shenron di diventare il padrone del mondo. Il suo obiettivo, tuttavia, è ostacolato da Son Goku che, con i suoi amici (Bulma, Olong, Yamcha e Puar), è anche lui alla ricerca delle sfere magiche. Pilaf riesce comunque ad imprigionare Goku e compagni e ad impadronirsi di tutte le sfere del drago. Evoca così Shenron, ma non fa in tempo ad esprimere il suo desiderio poiché Olong lo anticipa, chiedendo al drago delle mutandine da donna[1]. Senza desiderio e sconfitto, Pilaf perde anche il suo castello, distrutto da Goku trasformato in Oozaru[2].

In seguito lui e i suoi subordinati compaiono sporadicamente nella storia, sempre a caccia delle sfere del drago. Nell'episodio 32 dell'anime Pilaf si imbatte nei soldati del Red Ribbon che gli sottraggono la sfera del drago in suo possesso[3]

Successivamente Pilaf scopre il punto debole di Goku (la coda) e decide di vendicarsi del bambino affrontandolo con dei robot[4]. Anche questa volta il piano di Pilaf fallisce. Goku, privo di coda (strappatagli in un combattimento precedente) e quindi privo anche di un punto debole, sconfigge facilmente Pilaf e seguaci, i quali vengono costretti anche a cedere al bambino l'unica sfera del drago in loro possesso[5].

Dopo questa sconfitta, Pilaf decide di liberare il Grande Mago Piccolo, un'entità malvagia rinchiusa anni prima in un thermos elettrico. Pilaf aiuta Piccolo a trovare le sfere del drago mettendo a sua disposizione la sua base mobile volante con la speranza che il mostro, una volta conquistata la Terra, gli offra 1/3 del pianeta[6]. Tuttavia, dopo aver ottenuto da Shenron la giovinezza, Piccolo tradisce Pilaf, sbarazzandosi di lui e dei suoi due compagni buttandoli fuori dal loro stesso mezzo di trasporto prendendone possesso[7].

Qualche anno dopo, ma solo nell'anime, negli episodi 150 e 151, Pilaf e compagni sono alla ricerca del mangiafuoco, un ventaglio magico in grado di controllare le fiamme[8]. Anche in questa occasione, tuttavia, viene ostacolato da Goku che si impadronisce del ventaglio prima di lui[9].

Dragon Ball Super[modifica | modifica wikitesto]

Pilaf ricompare nei primi episodi di Dragon Ball Super. Durante questo periodo di assenza si è scoperto che lui e i suoi seguaci, nel corso dei tre anni precedenti alla comparsa dei cyborg, trovarono le sfere del drago e chiesero a Shenron di ritornare giovani. Il drago, tuttavia, interpretò male il desiderio e trasformò i tre in neonati[10].

All'inizio della serie, cioè tempo dopo la sconfitta di Majin Bu, i tre sono dunque dei bambini (precisamente coetanei di Trunks e Goten) e continuano la ricerca delle sfere del drago per realizzare, stavolta, non più un desiderio di potere bensì uno di ricchezza infinita. Sfruttando il loro aspetto giovanile, il trio non viene riconosciuto dai comprimari della serie e si imbuca senza problemi alla festa di Bulma, la quale ha riunito le sfere come primo premio della lotteria del bingo organizzata da lei[11].

Tempo dopo, Pilaf riesce a recuperare tutte le sette sfere del drago. Tuttavia, Sorbet e Tagoma giungono sulla Terra e lo costringono a esaudire il loro desiderio, ovvero, far resuscitare Freezer[12].

Insieme a Mai, Shu e a tutti gli amici di Goku, Pilaf partecipa da spettatore al torneo di arti marziali tra il sesto e il settimo universo[13].

Con il passare degli episodi, Pilaf diventa amico di Trunks e, insieme a Mai e Shu, si trasferisce stabilmente alla Capsule Corporation[14], dove aiuta Bulma a riparare la macchina del tempo di Future Trunks[15].

Dragon Ball GT[modifica | modifica wikitesto]

Pilaf, insieme a Mai e Shu, compare fin dalla prima puntata di Dragon Ball GT, presentandosi molto invecchiato. Una volta scoperta l'esistenza delle sfere del drago dalla stella nera, il trio le ruba dal palazzo del Dio della Terra ed evoca il drago Red Shenron. Sul posto, tuttavia, giunge anche Goku e Pilaf chiede erroneamente al drago di far tornare bambino l'acerrimo nemico[16].

L'ultima apparizione di Pilaf e dei suoi scagnozzi è dopo la sconfitta di Baby: nei pressi del loro palazzo in rovina (lo stesso visto in Dragon Ball), il trio viene trovato da Goku che li teletrasporta sul pianeta Plant, salvandoli così dall'imminente esplosione della Terra[17].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Pilaf è un mostro[18] dalla pelle azzurra e molto basso. Indossa sempre lo stesso vestito su cui è inciso l'ideogramma 炒饭 (chǎofàn), cioè "riso fritto" in giapponese (chiaro riferimento al nome del personaggio che significa appunto riso). Come già detto, il suo obiettivo è quello di trovare le sfere del drago per poter dominare il mondo[19]. È spietato e senza scrupoli, ma nonostante questo riveste principalmente più un ruolo comico che pericoloso nella serie.

Pilaf non ha nessun potere, ma in compenso è molto ricco e ciò gli permette di avere a disposizione dei robot da combattimento (che in ogni occasione si rivelano inefficaci contro Goku).

Apparizioni in altri media[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Pilaf appare in molti media. Compare, oltre che nel manga Dragon Ball, anche in Cross Epoch, crossover fra Dragon Ball e One Piece, realizzato in collaborazione tra Toriyama ed Eiichirō Oda, nel quale si allea con Bagy per sconfiggere Son Goku e Monkey D. Rufy e conquistare il mondo[20].

Fa alcune apparizioni nei film di Dragon Ball. In Il torneo di Miifan è al servizio dell'Eremita della Gru e Tao Bai Bai e costruisce loro un Dragon Radar per trovare le sfere del drago. In La battaglia degli dei (le cui vicende sono riprese in Dragon Ball Super) tenta di infiltrarsi alla festa di compleanno di Bulma per rubare le sfere. In La resurrezione di 'F' (le cui vicende sono riprese anche questa volta in Super) è costretto da Sorbet e Tagoma a trovare le sfere e chiedere al drago Shenron di riportare in vita Freezer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dragon Ball, volume 2, capitolo 20.
  2. ^ Dragon Ball, volume 2, capitolo 22.
  3. ^ Dragon Ball, episodio 32.
  4. ^ Dragon Ball, volume 10, capitolo 109.
  5. ^ Dragon Ball, volume 10, capitolo 110.
  6. ^ Dragon Ball, volume 12, capitolo 135.
  7. ^ Dragon Ball, volume 13, capitolo 148.
  8. ^ Dragon Ball, episodio 150.
  9. ^ Dragon Ball, episodio 151.
  10. ^ (EN) Dragon Ball Super Extra Chapter 1, kanzenshuu.com. URL consultato il 1º ottobre 2016.
  11. ^ Dragon Ball Super, episodio 4.
  12. ^ Dragon Ball Super, episodio 19.
  13. ^ Dragon Ball Super, episodio 32.
  14. ^ Dragon Ball Super, episodio 48.
  15. ^ Dragon Ball Super, episodio 54.
  16. ^ Dragon Ball GT, episodio 1.
  17. ^ Dragon Ball GT, episodio 40.
  18. ^ Daizenshuu 7: Daijiten, pagina 69.
  19. ^ Dragon Ball, volume 2, capitolo 18.
  20. ^ (JA) Akira Akira Toriyama, Oda, Eiichirō, Cross Epoch, in Shōnen Jump (〒101-8050 Tokyo-to, Chiyoda-ku Hitotsubashi 2-5-10, Shūeisha), Dragon Ball e One Piece, 4/5, 25 dicembre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Akira Toriyama, Dragon Ball, Tokyo, Shūeisha, 1984-1995, ISBN non esistente.
  • (JA) Akira Toriyama, Dragon Ball Daizenshū 7 - Daijiten (Dragon Ball 大事典 7 - Daijiten?), Shūeisha, 5 febbraio 1996, ISBN 4-08-782757-7.
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