Pignoletto

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Pignoletto
Dettagli
Paese di origineItalia Italia
Colorebianco
Italia Italia
Regioni di coltivazioneEmilia Romagna
DOCColli Bolognesi Classico Pignoletto
Colli d'Imola Pignoletto

Il Pignoletto è il vino più tipico e caratteristico della provincia di Bologna, prodotto storicamente nei colli bolognesi[1], in particolare nelle fasce collinari dei comuni di Valsamoggia (località Monteveglio, Bazzano, Castello di Serravalle, Savigno, Crespellano), Monte S.Pietro, Zola Predosa, Sasso Marconi, Marzabotto, Casalecchio di Reno, Bologna, San Lazzaro di Savena, Pianoro e Monterenzio e nelle zone contigue della fascia collinare. Più recentemente, la produzione ha avuto una certa espansione nelle fasce pedemontane o di pianura e in altre zone dell'Emilia.

Ad oggi, il riconoscimento più prestigioso conferito a vini bianchi di questo tipo è il marchio DOCG del Pignoletto classico dei colli bolognesi. Altro riconoscimento importante è stato il marchio DOC a vini Pignoletto prodotti nelle zone "Colli d'Imola", "Modena" e "Reno". [2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Molti attribuiscono il nome ad un vino chiamato "Pino Lieto", che sarebbe stato descritto, da Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) nella sua Naturalis Historia, come "non dolce abbastanza per essere buono" e quindi non particolarmente apprezzato dagli antichi romani che amavano il vino molto dolce, tuttavia non sembra esserci alcun riscontro di tale dizione nell'opera del poeta latino[3]. Per altri deriva dalla tipica forma dell'acino, simile ad una piccola pigna.

Vincenzo Tanara, nel suo trattato "Economia del Cittadino in Villa" del 1674, fa cenno ad "Uve Pignole", coltivate nelle colline della provincia bolognese, ritenendole poco adatte alla produzione di vino.

Il vitigno[modifica | modifica wikitesto]

Fino a pochi anni or sono il Pignoletto era comunemente considerato vitigno autoctono ma recenti analisi del DNA hanno rivelato caratteri genetici sostanzialmente identici al Grechetto Gentile: in precedenza veniva erroneamente ritenuto una variante del Pinot Bianco o del Riesling Italico. (senza fonte)

Il grappolo, di medie dimensioni, ha acini medio-grandi, di forma ovale, ricchi di pruina, con buccia spessa, di colore giallastro tendente al verde che vira all'oro avanzando con la maturazione la quale può protrarsi anche a lungo pur mantenendo straordinarie doti di equilibrio. La produttività non è elevata ma costante, la vendemmia comincia a metà agosto per la realizzazione di vini frizzanti e spumanti ma può agevolmente raggiungere la fine di settembre, inizi di ottobre, per le altre tipologie.

Il vino[modifica | modifica wikitesto]

Pignoletto annata 2016

L'estrema versatilità del vitigno acquisita nella simbiosi con il territorio collinare di Bologna è dimostrato dalle diverse possibilità di vinificazione e dalle differenti caratteristiche che questa conferisce alle tipologie: Fermo nella versione Superiore e Classico Superiore quando il vino viene messo in commercio dopo il 4 ottobre dell'anno successivo alla vendemmia, Frizzante, Spumante e Passito.

Alla pressatura soffice delle uve intere segue la fermentazione del mosto fiore a temperatura controllata ottenendo un raffinato vino bianco dal bel colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; all'olfatto rivela odore delicato, fresco, leggermente aromatico che evolve verso la frutta matura (pera, pesca e frutti esotici) nelle versioni Superiore e Classico Superiore. Il sapore è pieno, asciutto, decisamente secco e tipico, piacevolmente fresco nella versione Frizzante e caldo ed armonico in quella Superiore o Classico Superiore. Mai stucchevole poiché sempre supportato da una buona e duratura spalla acida nella rara versione Passito.

Nel territorio che insiste nei Colli Bolognesi, già citato in precedenza, il Pignoletto può fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e Garantita mentre al di fuori di tale area, seppure rimanendo all'interno di ben delimitate zone di produzione che raggiungono le colline di Modena, Faenza e Ravenna è possibile produrre Pignoletto DOC (Consorzio Pignoletto Emilia Romagna).

Abbinamenti[modifica | modifica wikitesto]

Vista la pregevole versatilità delle uve da cui si ottiene, il Pignoletto è sempre un ottimo vino a tutto pasto, caratterizzato da alcune predilezioni a seconda delle varie tipologie: particolarmente consigliata la versione Frizzante come aperitivo, con antipasti in genere ed in particolare con le tipiche crescentine accompagnate da salumi misti mentre la versione Ferma, sia Superiore che Classica può accompagnare con grande entusiasmo anche portate di pesce, carni bianche e formaggi freschi. Ideale con creme e biscotteria fine la preziosa versione Passito.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Al Pignoletto e ai vini dei Colli Bolognesi vengono dedicati diversi momenti di incontro: la "Mostra Assaggio dei Vini DOC dei Colli Bolognesi" che si tiene ogni anno nel fine settimana prossimo alla celebrazione del Santo Patrono della città di Bologna (San Petronio - 4 ottobre) all'interno della medioevale Corte Isolani, e la storica "Sagra del Vino dei Colli Bolognesi" che si svolge ogni anno, nel primo fine settimana di settembre, a Calderino di Monte San Pietro (Bologna).

Dal 2010, prima vendemmia DOCG per il Pignoletto Classico dei Colli Bolognesi, a metà luglio, presso la sede storica del Consorzio Vini dei Colli Bolognesi l'Associazione culturale ApneAlcolicA organizza, in collaborazione con il Consorzio stesso, la celebrazione della "Incoronazione del Re dei Colli", così come viene comunemente indicato il Pignoletto nella sua terra di origine.

Altro evento enogastronomico e motoristico che mira alla promozione del vino è il "Raid del Pignoletto" che si tiene sul territorio collinare di Zola Predosa, Monte San Pietro, Castello di Serravalle e Monteveglio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consorzio Vini Colli Bolognesi, su www.collibolognesi.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  2. ^ I vini Docg, Doc e Igt della Regione Emilia-Romagna — Produzioni agroalimentari — E-R Agricoltura e pesca, su agricoltura.regione.emilia-romagna.it. URL consultato l'8 marzo 2016.
  3. ^ Ricerca su perseus.tufts.edu e testo integrale di Naturalis Historia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]