Pieve di Santa Maria Assunta (Neviano degli Arduini)

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Pieve di Santa Maria Assunta
PieveDiSassoFacciata.jpeg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
LocalitàNeviano degli Arduini-Stemma.png Sasso, frazione di Neviano degli Arduini
Religionecristiana cattolica di rito romano
Titolaresanta Maria Assunta
Diocesi Parma
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneX secolo
CompletamentoXI secolo

Coordinate: 44°31′34.27″N 10°17′19.11″E / 44.526186°N 10.288642°E44.526186; 10.288642

La pieve di Santa Maria Assunta, nota anche come pieve di Sasso, è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche situato sulla sommità di un colle nei pressi della piccola frazione di Sasso, appartenente al comune di Neviano degli Arduini, in provincia di Parma; appartiene al gruppo delle pievi parmensi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'originario luogo di culto fu edificato probabilmente più a valle dell'attuale collocazione[1] entro il X secolo, ma il primo documento[2] che attesti l'esistenza della chiesa di "Sanctae Marie de Saxo" risale soltanto al 1004.[3]

Nel 1082 l'edificio fu completamente ricostruito sulla sommità dell'altura,[1] secondo la tradizione per volontà della contessa Matilde di Canossa.[3]

L'importanza della pieve in epoca medievale è comprovata da documenti[4] risalenti al 1230, che testimoniano la coeva dipendenza da parte della pieve di ben 13 cappelle del circondario: Mozzano, Selvazzano, Ceretolo, Cedogno, Urzano, Lodrignano, Vezzano, Pietta, Moragnano, Madurera, Antignola, Campora e Inzolo.[3]

Fino al XIV secolo la chiesa costituì un frequentato luogo di sosta per i pellegrini diretti verso l'abbazia di Linari sul passo del Lagastrello, che rappresentava un'importante via di collegamento con la Toscana.[5]

Nel 1822 il tempio, ormai degradato, fu sottoposto a lavori di restauro e nel 1846 fu sostituita la pavimentazione interna.[6]

Nel 1905 fu rifatta la copertura della navata centrale in coppi, ma nel 1913 fu nuovamente sostituita insieme al resto del tetto con lastre di pietra.[6]

Nel 1920 l'edificio fu danneggiato da un terremoto e nel 1922 fu restaurato e consolidato strutturalmente nella facciata, nel lato sud e nelle coperture.[6]

Tra il 1947[5] e il 1948 fu innalzato accanto alla pieve il campanile neoromanico.[6]

Nel 1950 la chiesa fu sottoposta a nuovi lavori di ristrutturazione per riportarla integralmente alla sua veste romanica; furono costruiti il pulpito e l'altare maggiore,[3] fu risistemato il portale d'ingresso al centro della facciata e furono rimossi i capitelli e le epigrafi aggiunti nei secoli;[6] tra il 1951 e il 1953 fu inoltre realizzato un nuovo pavimento in pendenza, per eliminare in buona parte la scalinata di 12 gradini presente in precedenza davanti al presbiterio.[6]

Tra il 1990 e il 1994 il tempio fu restaurato e impermeabilizzato nelle coperture.[6]

Tra il 2006 e il 2008 il tetto fu nuovamente risistemato e il campanile fu sottoposto a interventi di restauro.[6]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Vista dalla scalinata
Zona absidale

La pieve si sviluppa in posizione collinare su un impianto basilicale a tre navate terminanti in altrettante absidi, con ingresso a ovest e presbiterio a est.[5]

La semplice facciata a salienti, interamente rivestita come il resto dell'edificio in conci di arenaria disposti irregolarmente, è scandita in tre parti da paraste in lieve aggetto; al centro è collocato il portale d'ingresso ad arco a tutto sesto, sovrastato da una bifora con colonnina centrale realizzata nel corso della ristrutturazione novecentesca; più in alto è posizionata una piccola apertura a forma di croce greca, mentre a coronamento corre un motivo ad archetti pensili, che prosegue anche lungo i prospetti laterali e le tre absidi.[3]

I fianchi sono caratterizzati dalle strette monofore poste lungo la navata centrale e le due più basse navate laterali; la fronte settentrionale presenta anche un piccolo ingresso secondario ad arco a tutto sesto, mentre dal prospetto opposto aggetta il corpo della sagrestia, aggiunto in epoca successiva.[3]

Torre campanaria

Sul retro si innalzano le tre absidi semicircolari, di cui quella centrale più alta e caratterizzata dalla presenza di due monofore ad arco a tutto sesto; l'abside della navata sinistra, priva di decorazioni, risale probabilmente a un'epoca precedente rispetto alle altre due, forse persino alla pieve originaria.[5]

A nord si eleva, staccato dalla chiesa, il semplice campanile eretto nel 1947, caratterizzato dalle aperture ad arco a tutto sesto della cella campanaria; il tetto di coronamento a quattro falde è rivestito, al pari di quello del luogo di culto, in lastre d'ardesia.[3]

All'interno le navate interamente rivestite in pietra, coperte da un soffitto a capriate lignee, sono suddivise da una serie di arcate a tutto sesto rette da cinque massicce colonne per parte, coronate da capitelli schiacciati a cubo scantonato;[3][7] l'aula è illuminata da piccole monofore profondamente strombate aperte in sommità e ai lati.[6]

La prima campata della navata di sinistra ospita il fonte battesimale, ricomposto nel 1960 da Galileo Scorticati unendo quattro lastre risalenti alla prima metà del XII secolo,[6] probabilmente provenienti da un antico ambone,[8] ad altre quattro da lui scolpite;[6] i quattro pannelli romanici in pietra sono decorati con altorilievi raffiguranti un Uomo alato, allegoria di san Matteo, un Leone alato, simbolo di san Marco, un Chierico benedicente e un Grifone con una colomba.[5]

Il presbiterio, leggermente sopraelevato, accoglie l'altare maggiore in pietra, realizzato nel 1950;[3] sul fondo l'abside è chiusa superiormente dal catino a semi-cupola in pietra.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Rabinovici, p. 53.
  2. ^ atto di donazione da parte del vescovo Sigifredo II
  3. ^ a b c d e f g h i Pieve di Santa Maria, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 6 giugno 2016.
  4. ^ Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma
  5. ^ a b c d e Sasso, Pieve di Santa Maria Assunta, su www.piazzaduomoparma.com. URL consultato il 6 giugno 2016.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine "Sasso, Neviano degli Arduini", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 20 gennaio 2018.
  7. ^ Dallasta, p. 40.
  8. ^ Dallasta, p. 64.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federica Dallasta, La Pieve di Sasso e le sue sculture, Lupazzano di Neviano degli Arduini, Centro studi delle Valli del Termina, 2003.
  • Clara Rabinovici, Le pievi del parmense, Parma, Battei, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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