Pietro degli Angeli

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Pietro degli Angeli

Pietro degli Angeli, nome umanistico Pier Angelio Bargeo, (Barga, 22 aprile 1517Pisa, 29 febbraio 1596), è stato un umanista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro degli Angeli nacque il 22 aprile 1517 a Barga (per questo latinizzò il suo nome in Petrus Angelius Bargaeus), da ser Iacopo di ser Niccolao Angeli. Nel 1529-1530 partecipò alla difesa di Firenze assediata dagli imperiali. Studiò giurisprudenza a Bologna sotto Ugo Buoncompagni, che fu poi eletto papa col nome di Gregorio XIII, e lettere con Romolo Quirino Amaseo. Fu a Venezia presso Guillaume Pellicier, ambasciatore del re di Francia, e a Costantinopoli con Antonio Polin, sempre al servizio della Francia. Più tardi passò al servizio di Alfonso d'Avalos marchese del Vasto, Nel 1546 fu chiamato ad insegnare latino e greco a Reggio Emilia, e nel 1549 si spostò a Pisa, dove fu professore di belle lettere per 17 anni.

Nel 1575 ebbe la cattedra di etica e politica di Aristotele a Roma, presso il cardinale Ferdinando de' Medici, che fu più tardi granduca. Fu onorato e pensionato dal re di Francia Enrico III. Nel marzo 1575 Torquato Tasso lo scelse con Sperone Speroni, Flaminio de' Nobili, Scipione Gonzaga e Silvio Antoniano fra i giudici della sua Gerusalemme liberata. Nel 1588 fu console dell'Accademia Fiorentina. Morì a Pisa il 29 febbraio 1596.

Il Bargeo fu poeta latino di squisita eleganza, facile e chiaro, che ricorda Catullo. Delle sue opere, raccolte una prima volta nel 1585 (Poemata Omnia diligenter ab ipso recognita), meritano una speciale menzione i sei libri Cynegeticon, sulla caccia coi cani, bellissimi, e la Syrias "hoc est expeditio illa celeberrima Christianorum principum, qua Hierosolyma ductu Goffredi Bulionis Lotharingiae Ducis a Turcorum tyrannide liberata est": dodici libri, di cui due erano stati fatti stampare da Enrico III di Francia (Parigi 1582) e che furono definitivamente pubblicati nel 1591; sicché possono dirsi una delle prime imitazioni del poema del Tasso. Nel 1589 pubblicò, insieme con la traduzione in volgare dell'Edipo re di Sofocle e del De elocutione di Demetrio Falereo, un volume di Poesie amorose scritte per Fiammetta Soderini. Scrisse molte altre opere, alcune delle quali ancora inedite.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Pascoli, Il Bargeo (1896), a cura di M. Tartari Chersoni CHERSONI, Bologna, Pàtron, 1994
  • Guido Manacorda, Petrus Angelius Bargaeus, in «Annali della R. Scuola Normale Superiore di Pisa», cl. di Filosofia e Filologia, XVIII 1905, pp. 1-131 (con le integrazioni di Roberto RidolfiI, Giunte alla biografia e alla bibliografia del Bargeo, in «La Bibliofilia», XXXIX 1937, pp. 381-404)
  • Alberto Asor Rosa, «Àngeli, Pietro degli (nome umanistico Pier Angelio Bargeo)» in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto Enciclopedia Ital., vol. III, 1961, pp. 202-3
  • Giovanni Cipriani, Pietro Angeli da Barga e la politica culturale di Cosimo, Francesco e Ferdinando de' Medici, nel vol. Barga medicea e le «enclaves» fiorentine della Versilia e della Lunigiana, a cura di C. Sodini, Firenze, Olschki, 1983, pp. 101-25
  • Claudio Gigante, Poetica del Bargeo, in Id., Esperienze di filologia cinquecentesca. Salviati, Mazzoni, Trissino, Costo, il Bargeo, Tasso, Roma, Salerno Editrice, 2003, pp. 96–117

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