Pietro de Cristofaro

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Pietro De Cristofaro
Pietro de cristofaro.jpg
1º settembre 1900 – 16 aprile 1941
Nato aNapoli
Morto aMare Mediterraneo
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Anni di servizio1914-1941
GradoCapitano di fregata
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia del convoglio Tarigo
DecorazioniMedaglia d'Oro al Valor Militare
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Croce di Guerra al Valor Militare
Studi militariRegia Accademia Navale di Livorno
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Pietro De Cristofaro (Napoli, 1º settembre 1900Mare Mediterraneo, 16 aprile 1941) è stato un militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro De Cristofaro nacque a Napoli nel 1900 ed entrò nell'Accademia Navale di Livorno il 17 settembre 1914, uscendone nel 1919 con il grado di guardiamarina (durante la prima guerra mondiale fu imbarcato sull'incrociatore Flavio Gioia, impiegato come nave scuola). Fu promosso sottotenente di vascello il 17 marzo 1921 e tenente di vascello tre anni più tardi; dopo una serie di imbarchi, il 27 agosto 1927 rimase gravemente ferito in un incidente aereo presso Fiume, mentre si trovava come osservatore su un idrovolante Savoia-Marchetti S.59 bis della 188a Squadriglia da Ricognizione Marittima. Dopo la convalescenza, dal marzo 1928 all'aprile 1929 comandò il Distaccamento C.R.E.M. di Roma.

Dall'aprile 1929 al febbraio 1931 De Cristofaro fu Ufficiale d'ordinanza del Principe di Piemonte; il 1º dicembre 1932 fu promosso capitano di corvetta e comandò in successione il cacciatorpediniere Luca Tarigo e la torpediniera Cortellazzo, ricoprendo anche, per breve tempo, la carica di comandante in seconda sul cacciatorpediniere Daniele Manin. Fu assegnato all'ufficio del Capo di Stato Maggiore della Marina dal settembre 1935 al 1º giugno 1937, dopo di che fu inviato a Tripoli ed assegnato al Comando Superiore Forze Armate dell'Africa Settentrionale. Tornato in Italia, divenne comandante in seconda dell'incrociatore leggero Duca degli Abruzzi e poi, nel settembre 1939, fu aggregato al Comando della 5a Squadra Aerea.

Nel novembre 1939 gli fu affidato di nuovo il comando del cacciatorpediniere Tarigo, ruolo che deteneva ancora il 10 giugno 1940, quando l'Italia entrò nella seconda guerra mondiale. Nei primi dieci mesi del conflitto, De Cristofaro ed il Tarigo compirono numerose missioni di scorta a convogli tra l'Italia e la Libia, nonché di posa di mine nel Canale di Sicilia.

Il 13 aprile 1941 il Tarigo, insieme ai cacciatorpediniere Lampo e Baleno, salpò da Napoli per scortare a Tripoli un convoglio formato dai piroscafi Adana, Arta, Aegina, Iserlohn e Sabaudia (tutti tedeschi, tranne quest'ultimo) con truppe e rifornimenti per l'Afrika Korps. De Cristofaro era il caposcorta. Nelle prime ore del 16 aprile, al largo delle Kerkennah, il convoglio venne attaccato da quattro cacciatorpediniere britannici, guidati dal capitano di vascello Philip Mack.[1] Lampo e Baleno, colti di sorpresa, furono messi fuori uso prima di poter reagire efficacemente; il Tarigo, rimasto solo, affrontò le navi britanniche cercando invano di difendere i mercantili del convoglio, ma fu a sua volta ridotto ad un relitto dal fuoco nemico, che amputò una gamba a De Cristofaro.[1] Benché gravemente danneggiato, il Tarigo riuscì a colpire con un siluro il cacciatorpediniere britannico Mohawk, affondandolo.[1] Poco dopo, il Tarigo affondò insieme alla maggior parte dell'equipaggio, compreso De Cristofaro. Alla sua memoria fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

La Marina Militare gli ha intitolato la corvetta capoclasse della Classe Pietro De Cristofaro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]