Pietro Senaldi

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Pietro Senaldi (Milano, 22 settembre 1969) è un giornalista italiano direttore del quotidiano Libero dal 19 maggio 2016[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Milano, si avvicina alla Gioventù Liberale al liceo ma abbandona subito l'attività politica per dedicarsi esclusivamente al giornalismo. Dopo il diploma di maturità classica al Liceo Ginnasio Statale Cesare Beccaria e la laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Milano, inizia a collaborare intensamente con il Giornale diretto da Vittorio Feltri e il Gruppo Mondadori. Supera il concorso per il master in giornalismo presso l'Istituto Ifg Walter Tobagi di Milano, che lascia per contribuire alla fondazione de La Padania con Gianluca Marchi, che seguirà due anni dopo a Roma come caporedattore presso Il Giornale d'Italia. Proprio lavorando presso il quotidiano della Lega ha iniziato a sviluppare una profonda conoscenza delle tematiche autonomiste e della realtà socio-economica dell'Italia Settentrionale, mentre la parentesi capitolina lo ha avvicinato alla politica romana.[1]

Nel 2000 rientra a Milano per partecipare alla fondazione di Libero, dove resta fino a oggi, eccetto per una parentesi di un anno e mezzo a il Giornale tra il 2001 e il 2002 come caposervizio, e nel quale vanta una lunga militanza che lo ha visto salire tutti i gradini della carriera interna, diventando vicedirettore nel 2006 e digital editor del sito liberoquotidiano.it nel 2011.[2][1] Dal 19 maggio 2016 è direttore responsabile di Libero, sul quale scrive quotidianamente e dove ha pubblicato oltre 300 interviste ai massimi rappresentanti della politica, dell'economia e della società civile italiana.

Ha raggiunto una buona popolarità anche grazie alle sue frequenti apparizioni televisive di approfondimento politico in qualità di opinionista e polemista, assumendo posizioni spesso populiste e provocatorie, legate all'area politica conservatrice di destra. È una presenza fissa di Dimartedì ed è uno degli ospiti più ricorrenti dei talk show di LA7 L'aria che tira, Omnibus e Tagadà, ma sono frequenti anche le sue apparizioni nei programmi di approfondimento politico su Rai, Mediaset e Sky, che lo ha lanciato come volto televisivo. Fitta anche l'attività radiofonica.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Direttore di Libero Successore
Maurizio Belpietro Dal 19 maggio 2016 in carica