Pietro Piro

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Pietro Piro durante una conferenza presso l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda.

Pietro Piro (Termini Imerese, 7 ottobre 1978) è un saggista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Precocemente introdotto ai temi della politica e dell'impegno civile e democratico dalla figura del padre Francesco Piro[1] e a quelli pedagogici e religiosi dalla madre. Dopo il diploma si trasferisce a Urbino dove nella locale università studia psicologia, filosofia, teologia. Si laurea in filosofia con una tesi su Pitagora.[2] Si reca presso il l'Istituto Italiano Zen Sōtō Shōbōzan Fudenji per vivere la vita quotidiana del monaco buddhista Zen[3] In monastero, sperimenta grazie alla direzione dell'abate Fausto Taiten Guareschi la pratica della meditazione e lo stile austero e severo del buddhismo Zen Sōtō. Consegue il dottorato di ricerca in Comunicazione Politica con una tesi dottorale sulla costruzione del mito di Francisco Franco. Ottiene il titolo di Master in Sociologia lavorando a una tesi sulla lettura di Max Weber del Buddhismo e dell'Hinduismo.[4] È stato visiting scholar presso la UNED di Madrid e la Filmoteca Española. È stato Cultore della materia in Sociologia presso l'Università di Roma Tre e membro della Società Italiana di Storia delle Religioni.[5] È stato redattore della Rivista “Filosofia e nuovi sentieri”[6]. Ha tradotto e introdotto José Ortega y Gasset,[7] Appunti per un commento al Convivio di Platone[8] (2012) e Santiago Ramón y Cajal, Psicologia del Don Quijote e il Quijotismo (2012) e curato la postfazione a José Ortega y Gasset, Meditazione sulla tecnica e altri saggi su scienza e filosofia (2011). Curatore delle opere collettive: Il gioco e il giogo[9](2013); Perché guardare a Oriente?[10](con Krishna Del Toso) (2013); Agire o non agire? Strategie di pensiero/azione in Oriente e Occidente[11] (con Pietro Chierichetti) (2015). Ha ideato e diretto le sei edizioni del Seminario Popolare sul Pensiero dell'Estremo Oriente.[12] Ha svolto ricerche in ambito sociologico con particolare riferimento alla rappresentazione mediatica della marginalità[13], ai fenomeni migratori[14] e alle conseguenze della disoccupazione.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Le prime opere di Piro (Le prime luci dell'alba, Le prime luci dell'alba a Oriente); risentono dell'influsso esercitato sull'autore da studiosi come Mircea Eliade, Rudolf Otto, Gerardus van der Leeuw, Victor Turner, Walter Burkert, Marius Schneider, Curt Sachs. In questi primi lavori Piro pone al centro della vita dell'homo religiosus la potenza (con Van der Leeuw) e le sue manifestazioni.[15] L'uomo risente della "caduta" nella separazione dal Tutto,[16] nella trappola dell'Io, nella menzogna del ciclo vita-morte. La "creatura uomo" attraverso le pratiche religiose e ascetiche ambisce a una reintegrazione con il Tutto che possa colmare la "nostalgia di Assoluto" che sgorga direttamente dal suo sentimento creaturale[17]. Già a partire da La peste emozionale. L'uomo-massa e l'orizzonte totalitario della tecnica (2011) Piro individua nell'uomo-massa (ricostruendo la genesi storica del termine)[18] una delle figure più pericolose e diffuse del nostro tempo[19] (ereditando questa posizione[20] a partire da una personale interpretazione[21] dell'opera di José Ortega y Gasset). L'uomo-massa è una figura fatalmente attratta dallo sviluppo tecnico e dall'artificiale,[22] devota al culto dell'apparire e del denaro ma anche una figura estremamente fragile ed esposta al pericolo e al fallimento.[23] Nel pamphlet Uno sguardo sul dominio borghese (2011) la borghesia è ricondotta alla sua attitudine fondamentale: generare sempre nuove condizioni di oppressione.[24] Nelle opere successive La terra rotta (2012); Le occasioni dell'uomo ladro (2012); Marginalia (2012); Non c'è tempo per l'uomo (2012); due sono i temi principali: la meditazione sulla natura della tecnologia (che ha interessato principalmente studiosi di lingua spagnola legati alla riflessione di Ortega y Gasset sulla tecnica[25]) e il destino dell'uomo e la ricerca di un punto d'incontro tra le tradizioni d'Oriente e d'Occidente. Nella monografica dedicata a Francisco Franco[26] (2013); emerge la visione di un potere senza fondamento[27] che simula attraverso le armi di persuasione di massa[28] le virtù originarie della potenza. Potere vuoto che si auto alimenta censurando ogni forma di dissenso.[29] Rileggendo le opere di Michail Michailovič Bachtin, Giuseppe Cocchiara, Florens Christian Rang, Piro estende la categoria di Carnevale e di "mondo alla rovescia" all'intera organizzazione sociale, totalmente configurata "alla rovescia" per ridurre ogni forma d'individualità al conformismo e ogni manifestazione d'intelligenza alla logica dello scambio e del consumo.[30] Una società orientata alla morte, che pone al centro del suo universo simbolico lo spreco e la distruzione dell'ambiente sia naturale che culturale. Una società puerile che rende impossibile una vita adulta e responsabile.[31] Solo una comunità di virtuosi può dare avvio alla realizzazione di una società più dignitosa e più giusta in cui convivono insieme libertà e responsabilità, ecologia profonda e convivialità.[32] Costanti e ricorrenti sono i riferimenti ad autori come Ivan Illich,[33] Jacques Ellul, Paulo Freire, Danilo Dolci, Don Lorenzo Milani, Romano Guardini, Ernst Jünger, Raimundo Pannikar, Ernesto Balducci.

Nell'opera Auschwitz è ancora possibile? Temi e argomenti per un pensare civile,[34] fortemente influenzata dall'indagine di Raul Hilberg[35] Piro prosegue le sue indagini sulle manifestazioni contemporanee del "carattere fascista"[36] e s'interroga sull'influenza dei "meccanismi psicologici"[37] che possono condurre all'omicidio di massa. Pur ritenendo che siano stati fatti passi da gigante nel limitare l'uso della violenza, sostiene ci sia ancora molta strada da percorrere per diffondere un'educazione altruistica e responsabile.[38]

Con la raccolta di saggi Desiderio di volti. Scritti d'occasione,[39] Piro ritorna a interrogarsi su temi civili ritenuti essenziali: difesa dei diritti costituzionali, giustizia sociale, questione morale,[40] rapporto Nord-Sud,[41] tecnica e società,[42] memoria e celebrazione.[43]

Il volume Perdere il lavoro, smarrire il senso[44] è dedicato principalmente all'analisi della condizione delle persone in prolungato stato di disoccupazione che: "hanno vissuto una esperienza di "decentramento" psicologico molto importante [...] Hanno perso "il loro posto nel mondo", non si sentono più cittadini con dei diritti, si sentono parte di un sistema "cannibale" che dopo aver divorato le loro migliori energie li espelle senza nessuna pietà. La persona si sente schiacciata da un sistema sociale ed economico incomprensibile, inumano, violento, che prima ti sfrutta e dopo ti scarta. Ma ancora più diffuso è un sentimento d'inutilità, di vuoto, di spaesamento totale. [...] L'assenza di lavoro incide sulla salute, molti infatti, interrompono le cure con un conseguente aumento di malessere fisico e mentale. I legami familiari si diradano e s'innescano conflitti spesso sopiti in una condizione di benessere. La rete amicale si polverizza e le forme di dipendenza che precedentemente, potevano essere contenute e controllate, possono esplodere con violenza[45]. Secondo Sara Fariello il lavoro di ricerca di Piro aiuta a riflettere su come: "la progettualità sociale può essere uno straordinario ed utile strumento per pensare, realizzare e diffondere esperienze di successo che creino ricchezza ma che siano anche sostenibili ed aiutino le persone ad uscire dalla marginalità"[46].

In un articolo apparso sul quotidiano Il Manifesto si evidenzia anche come il volume: "ripropone la necessità di riprendere le linee guida di una Chiesa come comunità di base, ecclesialità dei poveri, spiritualità degli ultimi"[47]. Piero Di Giorgi ha scritto: "Pietro Piro, oltre che educatore, è un intellettuale cattolico che, nella storica divisione tra cattolici conservatori per non dire reazionari, da un lato, la cui religiosità è quella esteriore, della ritualità, del formalismo clericale, e progressisti, dall’altro, si colloca nell’ambito di quest’ultimi, cioè di coloro che cercano d’incarnare il messaggio evangelico nella prassi della vita quotidiana e che hanno sempre criticato l’alleanza della Chiesa con le classi dominanti. Non a caso, gli autori che predilige Piro e di cui si occupa nel libro appartengono tutti a questo filone e sono stati osservati speciali da parte della Chiesa ufficiale"[48].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • L'uomo nell'ingranaggio, Edizioni La Zisa, Palermo, 2019, ISBN 978-88-31990-30-1
  • Perdere il lavoro smarrire il senso: esperienze educative e altri saggi di sociologia critica, Mimesis, Milano-Udine 2018, ISBN 978-88-575-4579-0
  • Desiderio di volti. Scritti d'occasione, Unicopli, Milano 2017, pp. 122, ISBN 978-88-400-1929-1.
  • Auschwitz è ancora possibile? Temi e argomenti per un pensare civile, Cultura e Dintorni, Roma 2016, pp. 208, ISBN 978-88-97538-39-4.
  • La comunità dei virtuosi. Una sfida al conformismo sociale, Unicopli, Milano 2016, pp. 165, ISBN 978-88-400-1870-6.
  • I frutti non colti marciscono. Temi weberiani e altre inquietudini sociologiche, Mimesis, Milano-Udine 2014, pp. 212, ISBN 978-88-575-0769-9.
  • Nuovo Ordine Carnevale. Conferenze, saggi, recensioni, esercizi di memoria, Mimesis, Milano-Udine 2013, pp. 150, ISBN 978-88-575-2058-2.
  • Il dovere di continuare a pensare. Interventi, saggi, recensioni, Petite Plaisance, Pistoia 2013, pp. 125, ISBN 9788875881146.
  • Francisco Franco. Appunti per una fenomenologia della potenza e del potere, Mimesis, Milano-Udine 2013, pp. 190, ISBN 978-88-575-1611-0.
  • Le occasioni dell'uomo ladro. Saggi, polemiche e interventi tra Oriente e Occidente, Mimesis, Milano-Udine 2012, pp. 160, ISBN 978-88-575-1346-1.
  • Marginalia. Brevi annotazioni di un lettore vivo, Pistoia, Petite Plaisance, Pistoia 2012, pp. 80, ISBN 978-88-7588-069-9.
  • Non c'è tempo per l'uomo. Una discesa nel maelström della tecnica, Edizioni La Zisa, Palermo 2012, pp. 103, ISBN 978-88-6684-011-4.
  • La terra rotta. Una risposta alle lettere del lago di Como di Romano Guardini, Palermo, Edizioni La Zisa 2012, pp. 60, ISBN 978-88-6684-028-2.
  • Uno sguardo sul dominio borghese. Un breve scritto politico, Palermo, Edizioni La Zisa, Palermo 2011, pp. 80, ISBN 978-88-6684-004-6.
  • La peste emozionale. L'uomo-massa e l'orizzonte totalitario della tecnica, Mimesis, Milano-Udine 2011, pp. 147, ISBN 978-88-575-0844-3.
  • Le prime luci dell'alba a Oriente. Materiali di Storia delle Religioni, Navarra Editore, Marsala 2011, pp. 195, ISBN 978-88-95756-46-2.
  • Le prime luci dell'alba. Materiali di Storia delle Religioni, Navarra Editore, Marsala 2009, pp. 182, ISBN 978-88-95756-16-5.
  • I versi del poeta sono da buttare, Firenze Libri, Firenze 2000, pp.96, ISBN 978-88-8254-685-4.

Curatele[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Piro, Pietro Chierichietti, Agire o non agire? Strategie di pensiero/azione in Oriente e Occidente, Unicopli, Milano 2015, pp. 244, ISBN 978-88-400-1835-5.
  • Pietro Piro, Krishna Del Toso, Perché guardare a Oriente? Prospettive, risorse e visioni di un mondo non più lontano, Tipheret, Catania 2013, pp. 312, ISBN 978-88-6496-092-0.
  • Pietro Piro, Il giogo e il gioco. Eccitazione. Delirio. Disillusione. Sull'orlo di vite marginali, Limina Mentis, Monza 2013, pp. 212, ISBN 9788898496006.

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabián Ludueña Romandini, L’ascensione di Atlante. Glosse su Aby Warburg, Mimesis, Milano - Udine 2018, ISBN 978-88-575-4699-5, pp. 5-73.
  • José Ortega y Gasset, Appunti per un Commento al Convivio di Platone, Mimesis, Milano-Udine 2012, ISBN 978-88-575-0878-8, pp. 35-92.
  • Santiago Ramón y Cajal, Psicologia del Don Quijote e il Quijotismo, Mimesis, Milano-Udine 2012, ISBN 978-88-575-1390-4, pp. 66-87.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Piro, L’onorevole non e fuori stanza: diario di 1825 giorni all'Ars: cose fatte e cose da fare ad ogni costo, Palermo, Vivirito, 1996, p. 13.
  2. ^ Alcuni temi già trattati in questo lavoro saranno poi sviluppati e approfonditi in: Pietro Piro, Struttura e significato del silenzio nel rituale di iniziazione pitagorico: il silenzio come morte rituale, in Studia patavina: Rivista di scienze religiose, ISSN 0039-3304, Vol. 52, Nº 1, 2005, pp. 127-148.
  3. ^ Pietro Piro, La via di un giorno solo. Vita quotidiana nel monastero Sōtō Zen Shōbōzan Fudenji, Fidenza, Quaderni dell’Istituto Italiano Zen Sōtō, 2005.
  4. ^ Pietro Piro, La lettura di Max Weber dell'Hinduismo e del Buddhismo nella Sociologia delle Religioni (Gesammelte aufsätze zur religionssoziologie). Un esercizio di ammirazione, in Endoxa: Series Filosóficas, vol. 2014, nº 34, pp. 137-172.
  5. ^ Società Italiana di Storia delle Religioni - Soci, su sisr.unime.it.
  6. ^ Pietro Piro | Risultati della ricerca | Filosofia e nuovi sentieri, su filosofiaenuovisentieri.it. URL consultato il 30 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2016).
  7. ^ Obras de José Ortega y Gasset, su ortegaygasset.edu.
  8. ^ Si vedano in particolare: Francesca Pentassuglio, Appunti per un commento al Convivio di Platone in “Iride. Filosofia e discussione pubblica” vol. XXVII, n. 72 (2014), pp. 481-482; Stefania Tarantino, Qualche riflessione su Appunti per un commento al Convivio di Platone di Ortega y Gasset, in “Rocinante”. Rivista di filosofia iberica e iberoamericana, n. 8/2014, Marotta & Cafiero, Napoli, pp. 97-104.
  9. ^ Sergio Racca, Recensione a Il giogo e il gioco. Eccitazione, delirio, disillusione. Sull’orlo di vite marginali, in Lessico di etica pubblica, vol. 4, nº 1, pp. 119-125.
  10. ^ Tipheret - Perché guardare a Oriente?, su www.tipheret.org. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  11. ^ Agire o non-agire? Strategie di pensiero/azione in Oriente e Occidente. URL consultato il 20 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2017).
  12. ^ Pietro Piro, Perché guardare a Oriente? Prospettive, risorse e visioni di un mondo non più lontano, Acireale-Roma, Gruppo Editoriale S.r.l., 2013, p. 17-19, ISBN 978-88-6496-092-0.
  13. ^ S. Lucido (cur.), C'era domani Librino. Indagine dal centro alla periferia, Palermo, Opera Don Calabria, 2015, pp. 63-92, ISBN 978-88-909021-3-0.
  14. ^ La nuova emigrazione italiana in Germania, Francia e Inghilterra (a Stoccarda), su iicstoccarda.esteri.it. URL consultato il 4 ottobre 2018.
  15. ^ Pietro Piro, Le prime luci dell'alba a Oriente. Materiali di storia delle religioni, Palermo-Marsala, Navarra Editore, 2011, p. 15-60, ISBN 978-88-95756-46-2.
  16. ^ D. Romagnoli, Recensione a Le prime luci dell'alba a Oriente di Pietro Piro, in Il Bandolo, nº 48-49-50, 2015.
  17. ^ Pietro Piro, Agire o non agire? Strategie di pensiero/azione in Oriente e Occidente, Milano, Unicopli, 2015, p. 111-120, ISBN 978-88-400-1835-5.
  18. ^ P. Piro, La peste emozionale, l'uomo massa e l'orizzonte totalitario della tecnica, Milano-Udine, Mimesis, 2012, p. 71-106, ISBN 978-88-575-0844-3.
  19. ^ Pietro Piro, Le occasioni dell'uomo ladro. Saggi, polemiche e interventi tra Oriente e Occidente, Milano-Udine, Milano 2012, p. 28, ISBN 978-88-575-1346-1.
  20. ^ Pietro Piro, Non c'è tempo per l'uomo. Una discesa nel maelström della tecnica, Palermo, La Zisa, 2012, p. 49-72, ISBN 978-88-6684-011-4.
  21. ^ José Ortega y Gasset, Meditazione sulla tecnica e altri saggi su scienza e filosofia, Milano-Udine, Mimesis, 2011, p. 165-173, ISBN 978-88-575-0522-0.
  22. ^ F. Sollazzo, Potere disciplinante e libertà controllata. Esiti morali della moderna configurazione del potere, in Lo Sguardo - rivista di filosofia - ISSN 2036-6558, N. 13, 2013 (III) - Gli strumenti del potere. Dal principe all’archeologo, p. 262, nota 28.
  23. ^ Pietro Piro, Le occasioni dell'uomo ladro, op. cit. p. 28.
  24. ^ LE DUE FACCE DELLA BORGHESIA - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  25. ^ Si veda in particolare: F. H. Llano Alonso, El hombre y la técnica en Ortega y Gasset, in IUS ET SCIENTIA, 2015, Vol. 1, No. 1, p. 13 e C. J. Blanco Martín, Una antropología de la Técnica. Consideraciones spenglerianas, in La Razón Histórica, nº27, 2014, p. 123.
  26. ^ Pietro Piro, Francisco Franco. Appunti per una fenomenologia della potenza e del potere, Milano-Udine, Mimesis, 2013, ISBN 978-88-575-1611-0.
  27. ^ Salvatore Azzarello, SicilyPresent.it - La macchina del potere e l’umanità mediocre. Ragionando a partire da un libro di Pietro Piro, su www.sicilypresent.it. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  28. ^ U. Mancini, Il fascismo a settant’anni dalla Liberazione. Oltre le “parentesi” e le “rivelazioni, in: Irsifar (cur.), Ruggero Zangrandi: un viaggio nel Novecento, Franco Angeli, Milano 2015, p. 86, ISBN 978-88-917124-2-4.
  29. ^ P. Piro, Francisco Franco, op.cit. pp. 97-133.
  30. ^ P. Piro, Nuovo Ordine Carnevale. Conferenze, saggi, recensioni. Esercizi di memoria, Milano-Udine, Mimesis, 2013, p. 11-15, ISBN 978-88-575-2058-2.
  31. ^ Pietro Piro, I frutti non colti marciscono. Temi weberiani e altre inquietudini sociologiche, Milano-Udine, Mimesis, 2014, p. 19-26, ISBN 978-88-575-2282-1.
  32. ^ P. Piro, La comunità dei virtuosi. Una sfida al conformismo sociale, Milano, Unicopli, 2016, p. 21-27, ISBN 978-88-400-1870-6.
  33. ^ Ripensare il mondo con Ivan Illich? Contro la congiura del silenzio, in Vita, 15 gennaio 2017. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  34. ^ Pietro Piro, Auschwitz è ancora possibile? Temi e argomenti per un pensare civile, Roma, Cultura e Dintorni editore, 2016, pp. 23-37, ISBN 978-88-97538-39-4.
  35. ^ Raul Hilberg, La distruzione degli Ebrei d'Europa, Torino, Einaudi, 1999, ISBN 978-88-06-15191-1.
  36. ^ Rudy Weissenbacher, Keine andere Welt, nur ein anderes Europa. Die Lega Nord am rechten Weg, in Kurswechsel, vol. 3/2015, p. 82.
  37. ^ Piro riprende il tema da T.W. Adorno: "Si devono riconoscere i meccanismi che rendono gli uomini tali da essere capaci di simili azioni, si devono indicare loro proprio questi meccanismi, e cercare di impedire che essi diventino così un'altra volta, suscitando in loro una generale consapevolezza [Bewußtsein] di quei meccanismi stessi". Cfr. T.W. Adorno, L'educazione dopo Auschcwitz, in A. Kaiser, La Bildung ebraico-tedesca del Novecento, Bompiani, Milano 1999, p. 317.
  38. ^ Mario Catalano, Auschwitz è ancora possibile? Incontro con il sociologo Pietro Piro, in Cultura e Dintorni. Periodico bimestrale di informazione culturale, Dicembre 2015 - Novembre 2016, nº 16-17, pp. 115-117.
  39. ^ Pietro Piro, Desiderio di volti. Scritti d'occasione, Milano, Unicopli, 2017, ISBN 978-88-400-1929-1.
  40. ^ La questione morale vista dal sociologo termitano Piro. «Mia terra deturpata dal clientelismo, credo nei giovani»., su palermo.meridionews.it.
  41. ^ “L’ora legale di Ficarra e Picone”, Termini Imerese una città senza futuro?, su madonienotizie.it.
  42. ^ Tecnica e Democrazia. Un dibattito che manca (appunti sulla democrazia)., su criticaliberale.it. URL consultato il 30 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2016).
  43. ^ Come celebrare il Giorno della Memoria? Una proposta, su vita.it.
  44. ^ Pietro Piro, Perdere il lavoro smarrire il senso, ISBN 978-88-575-4579-0.
  45. ^ Perdere il lavoro, smarrire il senso, in Vita, 3 aprile 2018. URL consultato il 4 ottobre 2018.
  46. ^ Dissoluzione del senso e crisi del lavoro, in Vita, 8 giugno 2018. URL consultato il 4 ottobre 2018.
  47. ^ R. D'Alessandro, L'utopia della gentilezza come forma di democrazia partecipativa, Il Manifesto, 28 Dicembre 2018, su ilmanifesto.it.
  48. ^ La privazione del lavoro genera marginalità sociale, su istitutoeuroarabo.it.

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