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Pietro Pajetta (pittore)

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Autoritratto (1898)

Pietro Pajetta (Serravalle, 22 marzo 1845Padova, 10 aprile 1911) è stato un pittore italiano.

Figlio di Paolo Pajetta (1809 – 1869) e fratello maggiore di Mariano Pajetta (1851 – 1923), entrambi pittori,[1] nacque a Serravalle, all'epoca comune del Regno Lombardo-Veneto. Entrò in seminario ma, giovanissimo, partecipò alla Seconda guerra d'indipendenza.[2] Tre anni dopo si arruolò nell'esercito del neonato Regno d'Italia e, grazie all'interessamento del generale Cialdini, si iscrisse all'Accademia di belle arti di Bologna, dove studiò sotto Antonio Puccinelli.[3] Venne trasferito ad Alessandria come disegnatore meccanico e fotografo del Genio militare.[2] La sua prima partecipazione a un'esposizione d'arte avvenne a Torino nel 1869 con la tela L'effetto del vino.[2]

Decise di intraprendere la carriera di pittore nel 1869, anno della sua prima esposizione a Torino. Lasciò l'esercito e si trasferì a Piacenza, continuando a esporre senza però riuscire a mantenersi con la pittura di genere e lavorando anche come imbianchino. Il successo gli arrise alla fine del secolo, dopo il suo trasferimento a Padova, dove riuscì a ottenere commissioni importanti da privati e da enti religiosi.

Morì a Padova nel 1911.

  • L'effetto del vino (1869)
  • Il tacchino (1870)
  • Il pittore (1870)[4]
  • Un viaggio in città (1871)
  • La mattina (1871)
  • Uno scherzo (1877)
  • Mercato di animali (1878)
  • The memento (1878)
  • Il futuro condottiero d'eserciti (1880)
  • Requies! (1880)
  • I vagabondi (1881)
  • Visita ai monumenti (1882)
  • In campagna
  • Il due di spade (1883)
  • Stalla con animali (1884)
  • Et nunc et semper (1884)
  • Una vacca (1885)
  • Suonatori (1885)
  • Canocchia della nonna (1885)
  • Armonie (1887)
  • Mercato delle pignatte (1887)
  • Giovane mandriana, olio su tela, cm 91x154 (1892)[5]
  • Il nuovo nato (Ammalato?), olio su tela, cm 66x120 (1893)[6]
  • Unico patrimonio (1895)
  • Un contratto (1895)
  • L'Odio, olio su tela, cm 160x270, Museo del Cenedese a Vittorio Veneto
  • Bagno improvvisato (1897)
  • Autoritratto, Museo del Cenedese a Vittorio Veneto (1898)
  • All'aratro (1898)
  • Le gioie della famiglia (1898)
  • Meditazione (1902)
  • Angelo custode (1902)
  • Santi e Beati francescani, tela, chiesa di Sant'Antonio all'Aracella (1905)
  • Ritratto del maestro Cesare Pollini, olio su tela (1906)
  • La preghiera (1906)
  • Santa Margherita, San Francesco di Sales e la Beata Giovanna, chiesa di San Benedetto Novello
  • Gloria del Beao Forzaté, Cattedrale di Padova
  • San Giovanni Ilarione a Venezia
  • affreschi di villa Contarini a Piazzola sul Brenta
  • affreschi di villa Valduga a Feltre

Galleria d'immagini

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  • Angelo de Gubernatis, Dizionario degli artisti italiani viventi: pittori, scultori e architetti, Firenze, Le Monnier, 1889, p. 346.
  • Vittorino Pianca (a cura di), Pietro Pajetta (Serravalle 1845-Padova 1911). Cantastorie dell’Ottocento Veneto, Vittorio Veneto, Vittorio Veneto, Grafiche De Bastioni, 1992.
  • Giuseppe Maria Pilo, Ritorno a Serravalle di "El Gavinèl" di Pietro Pajetta: un capolavoro del realismo veneto, una metafora della vita, Mariano del Friuli, Edizioni della Laguna, 2010.
  • Marco Bertoli (a cura di), Raccolta di Dipinti dell'Ottocento, Modena, Art Consulting, 2012, pp. 52-55, 87.
  • Alessandro Malinverni (A.M.), 37. Pietro Pajetta (PDF), in Giovanni Godi, Fernando Mazzocca, Corrado Mingardi, Carlo Sisi (a cura di), La collezione Renato Bruson. Boldini, Fattori, Lega, Segantini, Signorini e i vedutisti veneti dell'Ottocento, Grafiche Step, 2014, pp. 114-117, ISBN 978-88-7898-085-3.

Voci correlate

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