Pietro I di Bretagna

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Pietro Mauclerc

Pietro Mauclerc (Dreux, 1191Egitto, 6 luglio 1250) Fu il secondo figlio di Roberto II, conte di Dreux, a sua volta figlio di Roberto I di Dreux, fratello più giovane di Luigi VII di Francia. In seguito al matrimonio con Alice di Thouars, figlia di Costanza di Bretagna e del suo terzo marito Guido di Thouars, resse il ducato di Bretagna per la moglie, morta nel 1221 e in seguito per il figlio Giovanni I di Bretagna fino alla sua maggiore età nel 1237.

Il ducato[modifica | modifica wikitesto]

Pietro I di Bretagna nacque attorno al 1187 da Roberto II di Dreux e Yolande de Coucy (1164circa-18 marzo 1222)[1]. Per parte di padre Pietro era imparentato con la famiglia reale, suo nonno era infatti Roberto I di Dreux uno dei fratelli di Luigi VII di Francia cosa che lo rendeva membro della famiglia dei Capetingi essendo, per altro, primo cugino di Luigi VIII di Francia. A dispetto di tutte queste nobili parentele Pietro era nato quale secondogenito di una branca della famiglia reale e le sue prospettive erano scarse potendo contare solo su quale feudo sparso nell'Île-de-France e nello Champagne. All'inizio Pietro sembrava destinato alla carriera ecclesiastica anche se, alla fine il progetto venne abbandonato. Nel 1212 Filippo II di Francia aveva bisogno di un debole e fedele governatore per la Bretagna, questo ducato si trovava non lontano dalla Guascogna, in mano agli inglesi, e confinava con la Normandia e l'Angiò due regioni che gli inglesi avevano perso una decina di anni prima e che stavano provando a recuperare. La Bretagna era governata con mano ferma da alcuni anni da Guido di Thouars che agiva da reggente per la figlia Alice di Thouars la cui sorellastra Eleonora di Bretagna era da tempo prigioniera degli inglesi. Filippo fece rompere il fidanzamento che legava la giovane Alice a Henry di Penthièvre per volgerla verso il cugino Pietro, egli allora doveva aver da poco superato i vent'anni, Alice era poco più che tredicenne quando i due si sposarono il 27 gennaio 1213. Poco dopo le nozze Pietro rese omaggio per la Bretagna a Filippo. Ci sono alcune ambiguità sul fatto che Pietro potesse o meno essere chiamato duca. In teoria, legalmente, il ducato era di pertinenza della moglie tanto che il papa e il re lo chiamarono sempre conte, egli però nei documenti si firmò sempre duca.

Il rapporto con Giovanni d'Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1214 Giovanni d'Inghilterra attaccò la Francia attraccando nel Poitou congiutamente con le forze di Ottone IV di Brunswick che si preparava a invadere da nord. Giovanni cacciò parte delle forze francesi nella regione spingendole verso nord, al confine con la Bretagna non lontano da Nantes. Pietro le disperse dopo una breve scaramuccia, ma non fece nulla per inseguirle lungo il loro viaggio lungo la Loira dove presero alcune fortezze bretoni, nel frattempo però i vassalli del Poitou di Giovanni rifiutarono di combattere contro il contingente francese capeggiato da Luigi di Francia, anche Ottone fu costretto a cedere, sconfitto a Bouvines si ritirò e l'intera impresa ebbe fine. Non è chiaro come mai Giovanni abbia tentato di prendere Nantes e ancor meno perché lo abbia voluto fare prendendo la strada più difficile, quella che passava attraverso i ben difesi ponti sulla Loira. Del resto non è chiaro nemmeno perché Pietro non inseguì la retroguardia di Giovanni mentre questa andava verso est, forse i due avevano raggiunto una sorta di accordo per il quale Giovanni non avrebbe, per il momento, importunato la Bretagna, se Pietro non gli si metteva alle calcagna. Giovanni aveva un premio con cui allettare efficacemente Pietro, il contado di Richmond, questo grande onore, nel senso feudale del termine, era stato già in precedenza detenuto dai duchi di Bretagna e infatti una costante negli affari politici di Pietro fu il desiderio di poter detenere e conservare le rendite che ne derivavano. Tuttavia Pietro non cedette all'offerta di Giovanni di prendere il contado e non prese le sue parti nello scontro con i baroni, forse fermato dalle prospettive incerte del sovrano, tanto più che Luigi poi si mosse egli stesso per invadere l'Inghilterra nel mezzo di una guerra civile. Luigi ebbe la peggio e fu Pietro ad essere mandato al tavolo delle trattative per stilare un trattato di pace. Quando questo, nel 1218, fu compleato Pietro ricevette da Guglielmo il Maresciallo, reggente per il giovane Enrico III d'Inghilterra, il titolo di conte di Richmond. Il centro delle proprietà del contado era nello Yorkshire che era in mano al conte di Chester, che il reggente non poteva contrariare, ma Pietro ricevette comunque tutte le altre entrate provenienti dal resto della proprietà. Nel 1219 Pietro partecipò alla Crociata albigese.

Il duca[modifica | modifica wikitesto]

Con il tempo Pietro volse la propria attenzione ad altri obiettivi. L'autorità del Duca di Bretagna era sempre stata debole se comparata con quella di altri pari del nord del paese, per esempio i duchi non potevano porre limiti al numero di castelli costruiti dai loro conti e non potevano divenire tutori degli eredi in minore età dei loro vassalli. Alla fine Pietro proclamò le proprie nuove regole preparandosi a fronteggiare i tumulti che sarebbero nati dalle reazioni dei baroni. Vi fu tutta una serie di piccole guerre civili e manove politiche, nel 1222 egli sconfisse i baroni in rivolta a Châteaubriant ed entro l'anno seguente tutti i baroni erano stati condotti a ragione o erano stati spossessati delle proprie terre. L'altra minaccia al potere ducale erano i sei vescovi della regione che non solo avevano notevoli proprietà terriere, ma detenevano anche il controllo parziale o totale delle poche città bretoni e che erano piuttosto recalcitranti di fronte ai tentativi di Pietro di aumentare le rendite aumentando le tasse o prendendo possesso delle proprietà delle diocesi. Per questi motivi egli venne brevemente scomunicato fra il 1219 e il 1221 tanto che alla fine dovette sottomettersi anche se, la questione con i vescovi, era tutt'altro che risolta. Alice morì nel 1221 lasciando dietro di sé quattro figli, la sua morte voleva dire che Pietro non era più duca anche se continuò ad esercitare il proprio potere con la stessa autorità questa volta per conto del figlio Giovanni I di Bretagna ancora ragazzo. La morte di Alice cambiò un poco gli obiettivi di Pietro. Il primo era il voler aumentare le proprie terre al di fuori del ducato così da incrementare le proprie rendite che gli sarebbero servite quando avrebbe dovuto ritirarsi con l'avvento del figlio. In Francia v'era anche la tradizione che, quando un figlio minore raggiungeva la maggiore età, avrebbe avuto le proprietà nello stato in cui erano al momento in cui le ereditava, Pietro quindi non poteva assumersi grossi rischi senza timore di danneggiare i figli minori. Pietro aiutò il cugino Luigi VIII contro Enrico III d'Inghilterra e, come detto, partecipò alla crociata albigese, quando poi Luigi venne a mancare egli partecipò con Tebaldo I di Navarra e Ugo X di Lusignano a una ribellione contro la reggente Bianca di Castiglia fra il 1227 e il 1234[2]. Pietro cedette il comando al figlio Giovanni nel 1237 e successivamente si recò in Terra Santa e al ritorno combatté ancora contro gli inglesi. Nel 1249 Pietro partecipò alla crociata voluta da Luigi IX di Francia, morì il 26 maggio 1250 prima del rientro in patria.

Matrimoni e figli[modifica | modifica wikitesto]

Dal primo matrimonio con Alice di Thouars nacquero:

Successivamente sposò una donna a nome Nicole la cui ascendenza è oltremodo incerta[3] (1205circa-febbraio 1232) da cui ebbe:

Nel 1236 Pietro si risposò con Marguerite de Montaigu vedova di un fratello di Guido di Thouars, cosa che la rendeva prozia della sua prima moglie. I due non ebbero figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jean-Pierre Leguay & Hervé Martin Fastes et malheurs de la Bretagne ducale 1213-1532 Ouest-France Université Rennes (1982)
  2. ^ William of Puylaurens, The Chronicle of William of Puylaurens: The Albigensian Crusade and its Aftermath, trad. di W.A. Sibly and M.D.Sibly, (Boydell Press, 2003)
  3. ^ genealogia, fmg.ac.

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