Pietro Ferrero (imprenditore, 1898-1949)

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Pietro Ferrero (Farigliano, 2 settembre 1898Alba, 2 marzo 1949) è stato un imprenditore italiano, fondatore della Ferrero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Farigliano, primogenito di Michele Ferrero e Clara Devalle. Sette anni dopo nasce il fratello Giovanni. Nel 1924 Pietro sposa Piera Cillario, due anni dopo la famiglia Ferrero si trasferisce ad Alba e nel 1934 a Torino.

Il 26 aprile 1925 nasce a Dogliani il figlio Michele. Nel 1940 Pietro apre una grande pasticceria a Torino, in via Sant'Anselmo, ma tale avventura finisce male e torna ad Alba dove apre un nuovo negozio.

Nel 1942 Pietro Ferrero apre ad Alba in via Rattazzi un laboratorio per realizzare dolci e vi trascorre molto tempo nell'ideazione di prodotti dolciari innovativi, ma economici. In piena Seconda guerra mondiale l'idea di usare le nocciole, largamente disponibili in loco, risulta una necessità per sfruttare materia prima dal costo contenuto. Successivamente però, applicandovi una formula ben congegnata, si rivelerà un'idea geniale.

Nel 1946 Pietro inventa una crema a base di nocciole e la chiama inizialmente Pasta Gianduja e poi Giandujot associandola foneticamente alla famosa maschera carnevalesca piemontese. Era un impasto di crema confezionata in carta stagnola che si poteva facilmente trasportare, tagliare e spalmare sul pane. Ne produsse una piccola quantità, da vendere ai negozianti di Alba. La crema riscosse un enorme successo da parte dei consumatori. Era un dolce economico per la merenda e la gola dei bambini.

La richiesta del prodotto incrementò talmente che la sola produzione artigianale non era più possibile. Assieme alla moglie, Piera Cillario, Pietro fonda l'azienda "Ferrero". Per far fronte alla richiesta si dovette incrementare la produzione e assumere nuovi lavoranti.

Nel settembre 1948 un'alluvione del Tanaro allaga lo stabilimento di Alba, che rimane isolato. I dipendenti dell'azienda, anche per tutelare il proprio lavoro, si adoperano al ripristino della normalità e ripresa della produzione.

Il 2 marzo 1949 Pietro Ferrero muore, forse colpito da un infarto, stremato, si dice, dalla frenetica attività di distribuzione che effettuava personalmente, guidando la sua Topolino per le strade del Piemonte. Alla conduzione dell'azienda subentrano la moglie e il fratello.

La conduzione dell'azienda rimane di tipo familiare e Giovanni Ferrero, il fratello minore di Pietro, espande la vendita e distribuzione dei propri prodotti, direttamente dalla fabbrica al dettagliante, con furgoncini specifici.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]