Pietro Civitareale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Pietro Civitareale (Vittorito, 22 luglio 1934) è un poeta, scrittore e traduttore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Civitareale nasce a Vittorito, paese della Valle Peligna, e sin dall'infanzia fa propri gli umori e le sonorità del suo dialetto natale, che successivamente userà nel linguaggio poetico. A Sulmona consegue l'abilitazione magistrale e comincia subito a insegnare. Proprio nella città d'Ovidio, nella seconda metà degli anni '50, l'amico poeta Ottaviano Giannangeli lo introduce nel cenacolo culturale formato da nomi come Vittorio Clemente e Italo Picini.[1] Prende a collaborare, con articoli di critica letteraria, alla rivista culturale Dimensioni, fondata e diretta dallo stesso Giannangeli, su cui pubblica anche alcune poesie. Nel 1960 si trasferisce, per motivi di lavoro, ad Alessandria, e successivamente a Firenze, deve risiederà stabilmente dal '62.

La sua raccolta di versi Nuovi accordi (1959), viene accolta entusiasticamente dal poeta Vittorio Clemente, che gli scrive:

[...] Vi ho trovato sincerità profonda di sentimento e ispirazione; vivacità di linguaggio e immagini: misura di discorso.
Per quest'ultima cosa mi compiaccio molto con te: l'hai saputo raggiungere senza nuocere alla chiarezza delle espressioni e dei significati.[2]

Negli anni la sua attività poetica sarà assai prolifica, sia in lingua che in dialetto. Ottaviano Giannangeli, nella prefazione al suo libro Un'altra vita (1968), scrive di lui:

[...] Civitareale è teso a continuare e perfezionare una sua ragione, per cui ha inteso specializzare da tempo, come ogni serio operatore di versi, un proprio linguaggio.
Il suo timore [...] è quello di vedere dissolversi [...] il nucleo storico - e geografico - in cui ha visto disegnarsi faticosamente il germe della sua poesia.[3]

Attento critico di letteratura contemporanea, Pietro Civitareale si occupa di grandi autori come Carlo Betocchi, a cui lo lega una profonda amicizia, e a cui dedica due volumi (Carlo Betocchi, 1977; Betocchi, l'armonia dell'essere, 1994). Sempre in qualità di critico, scrive sulla delicata questione della poesia dialettale, e pubblica numerosi saggi e volumi antologici, come Poeti in romagnolo del secondo Novecento (2005) e La dialettalità negata (2009). Si occupa alacremente, in qualità di studioso e traduttore, di letteratura spagnola. Traduce i grandi autori classici, come Cervantes, e gli innovativi poeti moderni, come Gimferrer. Nel 1998 la sua traduzione di Pessoa viene edita da Mondadori (L'enigma e le maschere).

Pietro Civitareale ha vinto, tra gli altri, il Premio Michele Cima (1982), il Premio Tagliacozzo (1988) e il Premio Scanno (1992) per la poesia[4]; il Premio Internazionale Pisa-Ultimo Novecento (1980) per la saggistica, e il Premio Trinità (1981) per la traduzione.

È con queste parole che lo studioso Franco Brevini sintetizza il lavoro poetico di Civitareale inerente al dialetto:

Il suo abruzzese obbedisce a un canone monolinguistico, è un codice interiore, adibito a un'operazione rigorosamente lirica, in un quadro di poesia che guarda ai grandi modelli della tradizione regionale, soprattutto De Titta e Clemente.[5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Liriche senza meta (Bergamo, La Nuova Italia Letteraria, 1956)
  • Accordi in minore (Milano, Convivio Letterario, 1957)
  • Nuovi accordi (Milano, Gastaldi Editore, 1959)
  • Un'altra vita: 1958-1966, prefazione di Ottaviano Giannangeli (Pescara, Emblema, 1968)
  • Hobgoblin (Firenze, Poesiarte, 1975)
  • Un modo di essere (Riccia, 1983)
  • Quasi un refrain (Sora, Edizione dei Dioscuri, 1984)
  • Come nu suonne, prefazione di Alessandro Dommarco (Firenze, Poesiarte, 1984)
  • Allegoria della memoria - Alegorias de la memoria, edizione bilingue (Saragozza, Olifante, 1988)
  • Neniaton (Firenze, Poesiarte, 1988)
  • Il fumo degli anni (Venezia, Edizioni del Leone, 1989)
  • Vecchie parole, prefazione di Vito Moretti (Vigonza, Biblioteca Cominiana, 1990)
  • Altre evidenze (Forlì, L'Ortica, 1991)
  • A sud della luna (Firenze, Poesiarte, 1993)
  • Solitudine delle parole (Chieti, Edizioni Solfanelli, 1994)
  • Le miele de ju mmierne, prefazione di Giovanni Tesio, postfazione di Ottaviano Giannangeli (Faenza, Mobydick, 1998)
  • Ombre disegnate (Cosenza, Edizioni Orizzonti Meridionali, 2001)
  • Quele che remane. I libri del Quartino (Torino, Stampa, Cop. Alice, 2003)
  • Mitografie e altro (Rimini, Raffaelli Editore, 2008)
  • Ju core, ju munne, le parole (Roma, Edizioni Cofine, 2013)
  • Cartografie di un visionario (Martinsicuro, Di Felice Edizioni, 2014)

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

  • L'angelo di Klee (Verona, Editr. Bonaccorso, 2009)
  • Da questa parte del mondo (Signa, Masso delle Fate, 2012)
  • D'amore e d'altro (Martinsicuro, Di Felice Edizioni, 2017)

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il romanzo della crisi (1972)
  • Carlo Betocchi (Milano, Ugo Mursia Editore, 1977)
  • Arte, tecnica e meccanizzazione (Pescara, Questarte, 1978)
  • Introduzione a Beckett (Avezzano, Ed. Abruzzo Letterario, 1990)
  • Betocchi: l'armonia dell'essere (Roma, Edizioni Studium, 1994)
  • La funzione della memoria nella poetica di Vittorio Clemente, in AA.VV., Atti del Convegno nazionale di studio per il centenario della nascita (L'Aquila, Amministrazione Provinciale, 1995)
  • Montale, Firenze e "Le occasioni", in Oggi e domani (Pescara, 1996)
  • Il "discorso naturale" di Mario Luzi, in Oggi e domani (Pescara, 2005)
  • Poeti in romagnolo del secondo Novecento, prefazione di Davide Argnani, postfazione di Giuseppe Bellosi (Imola, La Mandragora, 2005)
  • La dialettalità negata (Roma, Edizioni Cofine, 2009)
  • Vittorio Clemente: una vita per la poesia (Roma, Ediz. Cofine, 2017)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel volume Atti del Convegno nazionale di studio per il centenario della nascita (1995), dedicato a Vittorio Clemente, viene riportata la fotografia (datata 1959) che ritrae, appunto, Clemente, Giannangeli, Civitareale e Picini, insieme ad altri amici artisti.
  2. ^ Lettera di Clemente a Civitareale, datata 23 Agosto 1959, pubblicata in P. Civitareale Vittorio Clemente - Una vita per la poesia (Roma, Edizioni Cofine, 2017)
  3. ^ O. Giannangeli, Operatori letterari abruzzesi (Lanciano, Editrice Itinerari, 1969), p. 285
  4. ^ Precisamente nella sezione "Tradizioni popolari", come riportato nel sito ufficiale del Premio Scanno: http://www.fondazionetanturri.com/il-premio-scanno/albo-doro-del-premio-scanno/29-tradizioni-popolari.html
  5. ^ Franco Brevini, Le parole perdute. Dialetti e poesia nel nostro secolo (Torino, Einaudi, 1990), p. 385

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàISNI (EN0000 0000 6636 0579 · LCCN (ENn88020870