Pietralata (quartiere di Roma)

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Q. XXI Pietralata
Metro B Pietralata.JPG
La stazione Pietralata della Metropolitana B di Roma
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma IV
Data istituzione 13 settembre 1961[1]
Codice 221
Superficie 5,9655 km²
Abitanti 32 760 ab.[2] (2015)
Densità 5 491,58 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 41°54′55.37″N 12°33′20.12″E / 41.91538°N 12.55559°E41.91538; 12.55559

Pietralata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma IV
Data istituzione 29-30 luglio 1977[3]
Codice 5G
Superficie 2,25 km²
Abitanti 14 102 ab.[4] (2015)
Densità 6 267,56 ab./km²

Pietralata è il ventunesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XXI.

Il toponimo indica anche la zona urbanistica 5G del Municipio Roma IV (ex Municipio Roma V) di Roma Capitale.

Il toponimo deriva dal latino prata lata (grandi prati), per la grande estensione della tenuta ivi presente.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area nord-est della città.

Il quartiere confina:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pietralata, o Prata Lata[12] come appare nei documenti più antichi, era un cospicuo latifondo della campagna romana, di 1.600 rubbie romane, pari a circa 2.150 ettari, che si estendeva fra la via Tiburtina e Nomentana: includendo la valle di Sant'Agnese fuori porta Nomentana e i colli di Portonaccio, giungendo lungo il fiume Aniene sino al Casal de' Pazzi, comprendeva l'antico castello di Pietralata che insisteva di fatto sui resti di un'antica villa romana[13]. Si derivò da questo luogo il nome di una famiglia che ne ebbe il possesso verso la fine del Medioevo; dobbiamo questa notizia a due carte conservate nell'Archivio Lateranense: in essa è menzionato un Orazio di Pietralata, che viveva nel cominciare del XVI secolo (Archivi SS. Lat. Eccl. EXXI.33), nonché un Giovan Battista di Pietralata (stesso archivio EXXIV. 152), vescovo di Sant'Angelo in Vado[14]. Ad essi successe dapprima la famiglia Lante e, dopo una cospicua divisione, i Ruberti, il principe Stanislao Poniatowski ed infine la famiglia Mazzetti che, riunendo nuovamente tutte le porzioni del fondo, ottenne dal papa Gregorio XVI l'erezione in Marchesato di Pietralata"[15].

Passata successivamente ai Torlonia, nasce come una delle 12 "borgate ufficiali", realizzate dal Governatorato di Roma per trasferirvi, tra il 1935 e il 1940, gli sfrattati degli "sventramenti edili" operati da Mussolini al centro di Roma, in particolare delle zone intorno al Campidoglio, via del Teatro di Marcello, Fori Imperiali, San Giovanni, Porta Metronia e di viale Castrense.

Attraversa varie fasi, e in particolare gli anni del fascismo con le casette da "sette lire", chiamate così per via del loro costo, costruite in quel periodo prive di bagni, cucine ed acqua corrente.

Il 23 ottobre 1943, in un valloncello tra i campi che fiancheggiano la via Tiburtina, presso il caseificio di Ponte Mammolo, furono trucidati dalle SS nove partigiani del Movimento Comunista d'Italia-Bandiera Rossa Roma, che avevano assaltato la caserma del Forte Tiburtino, al fine di procurarsi viveri, armi, munizioni e medicinali, e un ciclista estraneo all'azione, fermato sulla via Tiburtina (Eccidio di Pietralata). L'episodio si inquadra nell'ambito della Resistenza romana alle truppe di occupazione tedesche (settembre 1943-giugno 1944).

Nel 1953, vengono sostituite le vecchie casette con abitazioni più moderne. A partire dal 1957, fino al 1964, i vecchi lotti vengono sostituiti dai palazzi.

Tutto questo s'intreccia con la profonda identità di borgata degli abitanti che, isolati dal contesto cittadino, trovarono nella Chiesa, in particolare con le suore sacramentine, che contribuiranno con la scolarizzazione, e nel Partito Comunista, con l'organizzazione politica e le lotte per la casa, le principali istituzioni di riferimento.

Quest'ultimo dà anche vita nel 1968 alla "Polisportiva Albarossa" che giocava nel campo sportivo XXV Aprile.

Allagamenti a Pietralata negli anni sessanta, incrocio via Silvano con via Del Peperino

Negli anni cinquanta, fino alla fine degli anni settanta frequenti erano gli allagamenti dovuti alla costruzione del piano stradale al di sotto del livello del vicino fiume Aniene. Successivamente sono stati realizzati lavori che hanno rialzato il piano stradale. L'effetto di queste opere è tuttora visibile; infatti alcuni esercizi commerciali sono al di sotto di via di Pietralata e i primi piani delle case sono divenuti pian terreni.

Pietralata dopo i lavori di rialzo del piano stradale

Gli unici punti di aggregazione erano un solo cinema, il mercato con la sua piazza, la parrocchia e la Casa del Popolo costruita nel 1967.

All'inizio degli anni settanta si combatte ancora contro l'analfabetismo: c'è soltanto una scuola elementare, non esiste una scuola media né tanto meno una scuola superiore, ci sono i doppi turni e molti ragazzi interrompono presto gli studi.

Si accentua la distinzione tra la parte alta di Pietralata e la parte bassa (storica), sia dal punto di vista economico che da quello politico.

La situazione di disagio viene descritta nei libri di Elsa Morante, La Storia, di Pier Paolo Pasolini, Una vita violenta, e Racconti romani di Alberto Moravia. Nel 1968 un ulteriore contributo alla conoscenza di Pietralata è portato dal testo pubblicato Un anno a Pietralata di Albino Bernardini da cui nascerà uno sceneggiato televisivo di Vittorio De Seta dal titolo Diario di un maestro.

Fino al 1961 la borgata di Pietralata insisteva sul suburbio S. II Nomentano, quando venne promossa a ventunesimo quartiere Q. XXI.

Pietralata ha mutato il suo aspetto solo sul finire degli anni settanta quando la Giunta Luigi Petroselli ha iniziato a fare interventi sul territorio, ad esempio il già citato rialzo stradale di via di Pietralata nel dicembre del 1979.

Nel 1990 verrà inaugurata, nel quartiere, la stazione della linea B della metropolitana Pietralata e in seguito l'ospedale Sandro Pertini.

Nel 1998, recuperando i fondi rubati per la costruzione della metropolitana, la giunta dell'allora sindaco Francesco Rutelli promosse la costruzione di un piazza dove prima c'era una discarica di rottamazione, chiamata in un primo momento Piazza Risarcimento e in seguito alle proteste degli abitanti del quartiere, che la volevano intitolata a Pier Paolo Pasolini, venne chiamata Largo di Pietralata.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La struttura è stata confiscata alla mafia negli anni novanta.[17]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Michele Arcangelo
Luogo sussidiario di culto della parrocchia di San Fedele da Sigmaringa.[18]
Parrocchia eretta il 1º gennaio 1978 con il decreto del cardinale vicario Ugo Poletti "Succrescente in dies". Il territorio è stato desunto da quello delle parrocchie di S. Maria del Soccorso e di S. Michele Arcangelo a Pietralata.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Sede dei Granatieri di Sardegna.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Targa posta sull'acquedotto vergine in via di Pietralata
  • Tratto non interrato dell'Acquedotto Aqua Virgo
  • Casale e torre di Pietralata

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola statale materna ed elementare Andrea Torre
  • Scuola statale materna ed elementare Vittorio Veneto
  • Istituto comprensivo Giorgio Perlasca articolato in cinque sedi: Scuola secondaria 1º grado di Via Fabiani; Scuola primaria di Via Gemmellaro; Scuola primaria e secondaria di 1º grado - P.za Sacco; Bibliopoint - Via Barelli; Scuola primaria - Via Pomona.
  • Istituto Tecnico Industriale di Stato John von Neumann già Antonio Meucci
  • Istituto Tecnico Industriale di Stato Giuseppe Luigi Lagrange

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

In questo quartiere sono state girate diverse scene di film.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

In questo quartiere sono state girate diverse scene di serie televisive.

  • Alcune scene dello sceneggiato televisivo Diario di un maestro (1973), diretto da Vittorio De Seta e tratto dal libro autobiografico Un anno a Pietralata (1968) del maestro elementare Albino Bernardini
  • Una scena della fiction televisiva in due puntate Una prova d'innocenza (1990), diretta da Tonino Valerii, in cui si vede Enrico Montesano entrare in una bisca sotterranea ubicata, nella finzione, in via Olindo Malagodi, quasi all'incrocio con via delle Cave di Pietralata
  • Alcune scene della serie televisiva Romanzo criminale, 1ª e 2ª stagione (il bar da Franco, in via Silvano n. 15, sede in precedenza di una sezione del Pci)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Enti[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Pietralata si estendono, oltre l'omonima zona urbanistica 5G, la zona 5C Tiburtino Nord e parte della zona 5H Casal de' Pazzi.

Odonimia[modifica | modifica wikitesto]

Le vie più antiche del quartiere, quelle della vecchia borgata, prendono il nome di materiali di origine minerale o vegetale.

Altre vie sono dedicate a studiosi di geologia, geofisica, vulcanologia e paleontologia:

Inoltre, sono presenti via dedicate a divinità della mitologia romana e greca:

e strade dedicate a giornalisti e scrittori.

Odonimi con il toponimo "Pietralata":

  • Pietralata, Martiri di Pietralata, Monti di Pietralata, Forte Pietralata, Fosso di Pietralata, Cave di Pietralata

Toponimi locali:

  • Acqua Marcia, Casale Galvani, Castel Boverano, Castel Paterno, Messi d'oro

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'estremità ovest del quartiere è occupata dalla stazione di Roma Tiburtina, la seconda stazione ferroviaria della capitale ed importante scalo merci nazionale. È un importante punto di collegamento tra tutti i mezzi pubblici, compresi treni locali, nazionali e internazionali (anche verso l'Aeroporto di Roma-Fiumicino), metropolitana e linee di autobus e pullman.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia regionale laziale FL1.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Tiburtina.
Ferrovia regionale laziale FL2.svg
 È raggiungibile dalla stazione di: Roma Tiburtina.
Metropolitana di Roma B.svg È raggiungibile dalle stazioni Tiburtina, Ponte Mammolo, Quintiliani, Monti Tiburtini, Pietralata e Santa Maria del Soccorso.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro sportivo Fulvio Bernardini
  • Campo sportivo XXV Aprile
  • Campo sportivo USAI
  • Campo sportivo Lanciani

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera del Commissario Straordinario n. 2453 del 13 settembre 1961.
  2. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2015 per suddivisione toponomastica.
  3. ^ Delibera consiliare n. 2983 del 29-30 luglio 1977.
  4. ^ Roma Capitale - Roma Statistica. Popolazione iscritta in anagrafe al 31 dicembre 2015 per zone urbanistiche.
  5. ^ Separato dal fiume Aniene, nel tratto da via Val Brembana a via Monte Gemma e da quest'ultimo e via Levanna.
  6. ^ Separato da via Nomentana. nel tratto da via Levanna a via Giovanni Zanardini.
  7. ^ Separato dalla intera via Giovanni Zanardini.
  8. ^ Separato da un tratto di viale Kant, tratto di viale Egidio Galbani e dall'intera via Casal de' Pazzi fino a via Tiburtina.
  9. ^ Separato da via Tiburtina, nel tratto dal fiume Aniene a via di Portonaccio.
  10. ^ Separato da via Tiburtina.
  11. ^ Separato dalla Tangenziale Est, nel tratto da via Tiburtina fino all'altezza di via Val Brembana.
  12. ^ Verdi, p. 210, 311, 370.
  13. ^ Cav. P.E. Visconti Commissario delle Antichità, Relazione intorno alla Tenuta, già Castello di Pietralata del 31 maggio 1841, ASV-Sec. Brev., Reg. 5013 n. 41 e 42, ove può leggersi: "Non c'è dubbio, infatti, che già nei primi tempi dell'Impero sorgesse quivi una villa sontuosa ed estesa. Ne porgono irrecusabili testimonianze i molti ruderi sparsi in diversi punti dell'attuale tenuta da me osservati".
  14. ^ Ibidem, ASV-Sec. Brev., Reg. 5013 n. 41 e 42.
  15. ^ Breve Pontificio di SS Gregorio XVI del 28 gennaio 1842, in ASV-Sec. Brev., Reg. 5013 n. 118.
  16. ^ Studios, Stabilimenti Cinematografici e Multimediali.
  17. ^ Roma Capitale, Da Bene Confiscato a Bene Comune.
  18. ^ Foto della cappella su Flickr.
  19. ^ Dedicata ai giornalisti e poeti Pietro ed Enrico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Albino Bernardini, Un anno a Pietralata. La scuola nemica, Nuoro, Ilisso Edizioni, 2005, ISBN 978-88-87825-94-7.
  • Emiliana Camarda, Pietralata. Da campagna a isola di periferia, Milano, FrancoAngeli, 2007, ISBN 978-88-464-8337-9.
  • Giorgio Carpaneto e altri, I quartieri di Roma, Roma, Newton Compton Editori, 1997, ISBN 978-88-8183-639-0.
  • Claudia Cerchiai, QUARTIERE XXI. PIETRALATA, in I Rioni e i Quartieri di Roma, vol. 8, Roma, Newton Compton Editori, 1991.
  • Claudio Rendina e Donatella Paradisi, Le strade di Roma, vol. 1, Roma, Newton Compton Editori, 2004, ISBN 88-541-0208-3.
  • Claudio Rendina, I quartieri di Roma, vol. 2, Roma, Newton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-0595-9.
  • Walter Tocci e Gianluca Ligi, La piazza di Pietralata a Roma, Roma, Gangemi Editore, 1998, ISBN 978-88-7448-847-6.
  • Rodolfo Carpaneto, Senio Gerindi e Aldo Rossi, Pasolini e le borgate, Roma, Associazione Culturale "Aldo Tozzetti" e Regione Lazio, 2007.
  • Orietta Verdi, Francesca Curti e Stefania Piersanti (a cura di), In presentia mei notarii. Piante e disegni nei protocolli dei Notai Capitolini (1605-1875), Roma, Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli archivi, 2009, ISBN 978-88-7125-306-0.
  • Luciano Villani, 2.4 Tor Marancia, Gordiani, Pietralata (PDF), in Le borgate del fascismo. Storia urbana, politica e sociale della periferia romana, Milano, Ledizioni, 2012, pp. 70-82, ISBN 978-88-6705-014-7.
  • Paolo Petaccia e Andrea Greco, Borgate. L'utopia razional-popolare, in Roma Capitale, Roma, Officina Edizioni, 2016, ISBN 978-88-6049-194-7.

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