Pietà (Tiziano)

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La Pietà
Accademia - Pietà by Titian.jpg
AutoreTiziano
Data1575-1576
Tecnicaolio su tela
Dimensioni389×351 cm
UbicazioneGallerie dell'Accademia, Venezia

La Pietà è un dipinto a olio su tela (389x351 cm) realizzato tra il 1575 ed il 1576 da Tiziano Vecellio. Era la sua ultima opera ed è stata terminata dopo la sua morte da Palma il Giovane.

È conservato alle Gallerie dell'Accademia, a Venezia.

Il dipinto era stato progettato come ornamento per la cappella di Cristo nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, dove Tiziano aveva ottenuto il permesso di essere sepolto; alla sua morte tuttavia il dipinto si trovava ancora nella sua casa e da lì passò a Palma il Giovane che lo modificò, rifinendo il nicchione centrale e aggiungendo il putto con la fiaccola in alto a destra e l'iscrizione centrale in basso, in latino, in cui informava di aver portato a termine l'opera.[1]

«QUOD TITIANUS INCHOATUN RELIQUIT PALMA REVERENTER ABSOLIT DEOQ DICAVIT OPUS»

L'opera si prefigura come un grande ex voto, volto a scongiurare l'infuriare della peste di quell'anno, la medesima che ucciderà l'artista.

Nel 1631 probabilmente la tela venne trasferita nella chiesa di Sant'Angelo, ora distrutta, ed infine nel 1814 all'Accademia.

Sullo sfondo di un nicchione manierista - che richiama le costruzioni di Giulio Romano - la Madonna sorregge il Cristo, semisdraiato e sorretto anche da Nicodemo, prostrato, che probabilmente è un autoritratto di Tiziano; alla loro sinistra, in piedi, si trova la Maddalena, al vertice di un ideale triangolo.

Ai lati della nicchia ci sono due statue, che rappresentano Mosè e la Sibilla Ellespontica, poggiate su pilastri scolpiti, con accanto una figura leonina che richiama San Marco. Una tela dai non colori, quasi per raccontare un artista che è alla fine della sua lunga vita: Tiziano, che morirà quasi centenario, vive il dubbio della fede, in una visione quasi tragicamente senza speranza.[2]

In basso a destra appare una tavoletta votiva, con Tiziano e suo figlio Orazio intenti a chiedere l'intercessione divina, per essere salvati dall'epidemia: tema ripreso dal braccio implorante, steso ai piedi della Sibilla e che esprime l'angoscia dell'artista per la malattia. Tutto ciò non basterà: di lì a poco, prima il figlio Orazio, poi lo stesso Tiziano saranno uccisi dall'epidemia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvana Milesi, Cavagna,Salmeggia, Zucco, Palma il Giovane, Corpomove editrice, 1995, p. 37.
  2. ^ L'estremo Tiziano:La pietà, operaeopera.com. URL consultato il 31 luglio 2016.

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