Pierre Lepori

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Pierre Lepori (Lugano, 26 novembre 1968) è uno scrittore, traduttore e regista svizzero. Dopo gli studi alle Università di Siena, e Berna, conclusi con un dottorato in Theaterwissenschaft, ha diretto la redazione italiana del Dizionario Teatrale Svizzero. Giornalista culturale per la Radio della Svizzera Italiana e per la Radio Suisse Romande, è stato redattore della rivista di scambi culturali Viceversa e ha fondato nel 2008 a Losanna il semestrale di letteratura e riflessione queer Hétérographe, revue des homolittératures ou pas:. Ha esordito come poeta nel 2003, con Qualunque sia il nome (introduzione di Fabio Pusterla), ottenendo il Premio Schiller. È traduttore dal francese (Monique Laederach, Gustave Roud, Claude Ponti) e narratore. Il suo secondo romanzo, Sessualità è stato pubblicato contemporaneamente in versione italiana e francese, nonché in traduzione tedesca (un quarto volume alterna le tre lingue, parlate a turno dai tre protagonisti principali). Nel 2016-17 firma le sue prime regie a teatro: Sans peau (Théâtre 2.21, Losanna) et Les Zoocrates di Thierry Besançon (in prima mondiale all'Opera de Losanna, con François Renou).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

Prosa[modifica | modifica wikitesto]

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Canetta. La traversata del teatro, prefazione di Paolo Di Stefano, DVD a cura delle Teche RTSI, Bellinzona/Basilea, Casagrande/Theaterkultur Verlag, 2007.
  • Il teatro nella Svizzera italiana. La generazione dei fondatori (1932-1987), Bellinzona, Casagrande, 2008.
  • Wolf in translation, in Louis Wolfson, cronache da un pianeta infernale, a cura di Piero Barbetta, Roma, Manifestolibri, 2014.
  • Obscenity is joyous: il ritorno del rimosso sulla scena occidentale, in Disgusto e desiderio. Enciclopedia dell’Osceno, a cura di Martino Doni, Milano, Medusa, 2015.
  • Queer in translation, in La traduction comme création / Translation and creativity, a cura di Martine Hennard Dutheil de la Rochère etIrene Weber Henking, Lausanne, Centre de Traduction Littéraire, 2016.

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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