Piero Soffici

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Piero Soffici
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Periodo di attività musicale1946 – 1990
EtichettaPrimary, Variety, Ri-Fi
Album pubblicati2
Studio2

Piero Soffici, all'anagrafe Pietro (Rovigno, 28 luglio 1920[1]Milano, 4 maggio 2004), è stato un direttore d'orchestra, compositore, pianista, sassofonista e, in alcune occasioni, paroliere italiano.

È ricordato nella musica leggera italiana come coautore di alcuni grandi successi come Stessa spiaggia, stesso mare per Piero Focaccia[2], Pietà per Vasso Ovale[3], Perdono per Caterina Caselli[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia l'attività musicale nella sua città natale, suonando l'ottavino nella banda dei salesiani e passando poi al clarinetto[5]; nel 1937 si trasferisce a Pola, dove lavora comee direttore d'orchestra al Teatro Ciscutti[6] e dove conosce Agnese Ines Budicin, che sposa e da cui ha due figli, Viviana nel 1943 e Roberto nel 1946[6][7] (quest'ultimo avrà una discreta carriera come compositore e cantautore).

Dopo aver diretto un complesso musicale dell'esercito durante la seconda guerra mondiale[5], debutta come orchestrale nel secondo dopoguerra, lavorando anche all'estero, e creando poi un suo complesso con cui si esibisce in giro per l'Italia negli anni '50, iniziando a comporre alcune musiche strumentali per sassofono (tra cui nel 1955 Sax in vacanza e Caccia al cinghiale).

Dopo un'esperienza come arrangiatore alla Philips[6], nel 1959 viene chiamato da Giovanni Battista Ansoldi come direttore artistico della Primary, casa discografica da lui fondata: Soffici diventa in seguito direttore artistico di altre due etichette di Ansoldi, la Variety e la Ri-Fi, e in questo ruolo collabora con molti artisti delle etichette, come Fred Bongusto, Ghigo Agosti, per cui scrive la musica del suo più grande successo, Coccinella[8] e Cocky Mazzetti, per cui scrive Qualcuno mi ama, con cui debutta come direttore d'orchestra al Festival di Sanremo 1961 (la canzone viene incisa anche da Luigi Tenco[9]).

Nel 1960 scrive, assieme a Pier Quinto Cariaggi, Caro Gesù bambino che, nell'interpretazione di Christian Morandi[10], partecipa allo Zecchino d'Oro 1960[11].

Nel 1963 ottiene il suo più grande successo come autore con Stessa spiaggia, stesso mare, con testo di Mogol e interpretata da Piero Focaccia[2] e da Mina[12] e risultando in entrambe le versioni uno tra i dischi più venduti dell'anno[13].

Nello stesso anno scrive sia il testo che la musica del più grande successo di Vasso Ovale, Pietà[3], canzone che entrerà in classifica l'anno successivo[14].

Torna al Festival di Sanremo nel 1964, con Tu piangi per niente, incisa da Lilly Bonato e Richard Moser jr..

Nel 1966 collabora con Gino Paoli, arrangiando le canzoni dell'album Le canzoni per Emmeti, che il cantautore realizza con Lea Massari[15]; scrive inoltre con Mogol Perdono per Caterina Caselli[4], con cui la cantante vince il Festivalbar 1966.

Ottiene un altro grande successo al Festival di Sanremo 1969 con Quando l'amore diventa poesia, interpretato da Orietta Berti[16] e Massimo Ranieri[17]; nello stesso anno partecipa a Un disco per l'estate 1969 con Viva la vita in campagna, interpretata da Carmen Villani[18].

Nel decennio successivo scrive canzoni per Iva Zanicchi[19], Rosanna Fratello[20], i Dik Dik[21], ed incide alcuni dischi di musica strumentale con la sua orchestra.

Nel 1980 collabora con suo figlio, Roberto Soffici, assieme a Luigi Albertelli e Claudio Daiano, arrangiando quello che resterà il suo più grande successo, Io ti voglio tanto bene[22].

Partecipa per l'ultima volta come autore al Festival di Sanremo 1983 con Avrò, presentata da Giorgia Fiorio; continua l'attività in sala d'incisione ancora per qualche anno, incidendo anche alcune canzoni in dialetto legate alla sua città natale, Rovigno[23], per poi ritirarsi a vita privata alla fine degli anni '80.

Negli anni novanta compone diverse armonizzazioni di canti popolari e degli alpini per il Coro A.N.A. di Milano; trascorre poi gli ultimi anni alla Casa di riposo per musicisti "G. Verdi", in cui si ritira con la moglie e in cui muore nel 2004[7].

Alla Siae risultano depositate a suo nome 443 canzoni[24].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nino Bellinvia (a cura di), I magnifici delle 7 note, Gazzettino d'Informazione, Benevento, 1971; alla voce Soffici Piero, pagg. 262-263
  • Gino Castaldo (a cura di), Dizionario della canzone italiana, Curcio editore, Roma, 1990; alla voce Soffici, Piero, di Ezio Giannelli, pagg. 1598-1599
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, 2009, alla voce Piero Soffici; pagg. 903-904

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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