Piero Calamai

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Piero Calamai
Piero Calamai.jpg
NascitaGenova, 25 dicembre 1897
MorteGenova, 7 aprile 1972
Luogo di sepolturaGenova cimitero S. Ilario
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servitoItalia Regno d'Italia
Italia Repubblica Italiana
Forza armataFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Naval Ensign of Italy.svg Marina Militare
Anni di servizio1916 - 1957
GradoCapitano di fregata
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Decorazioni2 medaglie d'argento al valor militare - croce di guerra al valor militare - croce al merito di guerra - medaglia commemorativa italo-austriaca 1915-18 (4 anni di campagna) - medaglia commemorativa unità d'Italia - medaglia commemorativa italiana alla vittoria
Studi militariIstituto Nautico S.Giorgio (diploma di Aspirante al comando di navi mercantili)
Altre caricheRank insignia of Comandante superiore of the Italian merchant Navy.svg Comandante superiore
Civil Ensign of Italy.svg Ruolo Unificato
Italia - Società di Navigazione
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Piero Calamai (Genova, 25 dicembre 1897Genova, 7 aprile 1972) è stato un comandante marittimo italiano, capitano superiore di lungo corso, comandante superiore del Ruolo dello SMN in R.O. della "Italia" Società di Navigazione e ultimo comandante del transatlantico Andrea Doria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in una famiglia di antiche tradizioni marinare[1], Calamai incominciò la sua carriera in mare nell'estate 1916: diplomatosi aspirante al comando di navi mercantili presso l'Istituto tecnico Nautico San Giorgio di Genova, entrò subito dopo nella Regia Marina come guardiamarina, mentre era in corso la prima guerra mondiale. Fu in servizio come ufficiale su alcune navi fra cui il cacciatorpediniere Pilade Bronzetti[1].

Decorato con la croce di guerra al valor militare, si congedò da sottotenente di vascello di complemento nel 1919, e incominciò subito a navigare come ufficiale di coperta per il Lloyd Sabaudo, in servizio di linea sulla Moncalieri, la Principe di Udine, la Carignano, la Conte Rosso e la Valdieri[1]; fu poi primo ufficiale sulla Castelporziano, la Valdieri, la Principessa Giovanna, la Principessa Maria, la Conte Grande, la Conte Verde, la Conte Biancamano, la Esquilino, la Conte di Savoia e l'Orazio[1]. Nel 1932 gli fu conferita una medaglia d'argento al valor civile perché, imbarcato sulla Conte Grande, non esitava a tuffarsi in mare in mezzo all'Oceano Atlantico al fine di salvare la vita a un passeggero caduto a mare[1].

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, il 14 maggio 1940, meno di un mese prima dell'entrata in guerra dell'Italia nel conflitto venne richiamato alle armi con il grado di capitano di corvetta di complemento, la notte dell’11 novembre 1940, si mise in luce per il salvataggio di alcuni marinai, compiuto a bordo della corazzata Duilio, colpita nel corso dell’attacco aeronavale inglese della base navale di Taranto, meritando una seconda medaglia d’argento al valor militare.

Nel secondo dopoguerra, dal 10 maggio 1947 riprese la sua posizione quale ufficiale di coperta appartenente allo stato maggiore in regolamento organico nel ruolo della Italia - Società di Navigazione rientrando così nei ranghi della flotta di Stato; sposato e con due figlie, prestò servizio come ufficiale prima e comandante poi, su 27 navi diverse, fra cui il comando di transatlantici Conte Grande e Saturnia, fino ad ottenere il grado di capitano superiore di lungo corso e successivamente, giungere al comando delle più prestigiose ammiraglie della Flotta Italiana di Linea ottenendo il titolo onorifico di "Comandante Superiore" coronando così con successo una brillante carriera in mare.

L'Andrea Doria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Andrea Doria (transatlantico).

Nel luglio 1956 Calamai era al comando dell'allora nave ammiraglia della Marina Mercantile Italiana, la T/N Andrea Doria, la 13ª nave passeggeri più grande del mondo; a questo lussuoso e al tempo stesso modernissimo transatlantico, si deve la sua notorietà e la sua presenza nella memoria collettiva, perché la nave affondò con grande clamore il 26 luglio 1956 in seguito alla collisione con la nave svedese Stockholm.

Calamai sul ponte del transatlantico

Delle 100 tratte atlantiche già percorse con successo dall'Andrea Doria[2], Calamai ne aveva comandato almeno la metà, compresa la prima, il viaggio inaugurale del transatlantico.

Materialmente, l'azione di Calamai nell'imminenza del disastro si concretizzò nell'ordinare, una volta compreso di trovarsi in rotta di collisione, una accostata[3] a sinistra e preparare la nave all'imminente impatto; ordinò di tenere in funzione sino allo stremo gli impianti elettrici, poiché essendo notte era importante non lasciare l'Andrea Doria e soprattutto i suoi passeggeri al buio. Lanciato l'SOS, organizzò il salvataggio dei circa 1600 passeggeri, che rimase il più imponente salvataggio in mare di tutti i tempi. Ritardò finché possibile il segnale di abbandono nave, per evitare l'insorgere del panico e si coordinò con le navi intervenute in soccorso per l'evacuazione; tutto ciò nel buio della notte e con la nave sbandata[4] di più di 20°.

Gli ufficiali riferirono che Calamai, a passeggeri ormai evacuati, non voleva lasciare l'Andrea Doria per morire con essa, secondo un'antica tradizione del mare[5]; gli ufficiali lo dovettero "minacciare" di risalire tutti per morire con lui e solo in questa prospettiva Calamai si lasciò convincere a scendere su una scialuppa, non senza che il suo secondo ordinasse la discesa per grado, di modo che gli ufficiali di grado inferiore scendessero per primi[6].

Al naufragio dell'Andrea Doria seguirono polemiche e molte difficoltà nel far luce sulle cause del disastro, difficoltà in parte dovute anche a motivi politici e agli importanti interessi economici coinvolti, come il regista Fabio Toncelli ha raccontato nel suo documentario "L'affondamento dell'Andrea Doria la verità negata", trasmesso dalla televisione pubblica americana PBS e in Italia anche dalla Rai nel programma Ulisse di Raitre. Piero Calamai rimase nei ruoli attivi della Italia - Società di Navigazione sino al 31 dicembre 1957, andando in pensione per raggiunti limiti di età, ma non si riprese mai psicologicamente dal disastro.

A terra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il naufragio[7] dell'Andrea Doria finì, in pratica, la sua carriera, fino ad allora ricca di soddisfazioni. Aveva 58 anni al momento del sinistro e guadagnava uno stipendio di 625 USD al mese, per i tempi ragguardevole[8]. Recenti rivelazioni e studi successivi hanno riabilitato la figura e confermato la correttezza del suo operato e quello del suo equipaggio[9][10].

Morì nel 1972 nella sua abitazione della città natia, proprio mentre dagli Stati Uniti gli stava giungendo una comunicazione di John C. Carrothers, un ingegnere navale in pensione che era diventato uno dei maggiori esperti di collisioni navali e in particolare di quella fra l'Andrea Doria e la Stockholm; Carrothers, il primo a sostenere la responsabilità del terzo ufficiale della nave svedese, voleva comunicargli che il sinistro della Doria veniva adesso studiato all'Accademia navale di Annapolis e che nella pubblicazione ufficiale dello U.S. Naval Institute, Proceedings, di cui allegava la copia di una pagina, si ratificava la ricostruzione dello stesso Carrothers, che riabilitava Calamai. La lettera conteneva espressioni di vivissima solidarietà, sottolineava che ci erano voluti più di 12 anni per dimostrare la responsabilità svedese, e si concludeva così:

(EN)

«Rest assured Captain Calamai, there are many of us who would be more than willing to serve under your command at anytime»

(IT)

«Abbia per certo, Capitano Calamai, che ci sono molti di noi [di quelli che hanno studiato questo sinistro] che sarebbero più che disposti a prestare servizio ai suoi ordini in qualsiasi momento»

(John C. Carrothers, lettera del 10 marzo 1972[1])

Molte fonti riportano che le sue ultime parole siano state "sono tutti salvi i passeggeri?"[6].

Riposa nella cappella della Famiglia Calamai nel cimitero di Sant'Ilario sulle alture di Genova Nervi, accanto al padre Oreste, al fratello Marco e alla moglie Anna.

Il fratello minore Marco raggiunse il grado di contrammiraglio nella Marina Militare Italiana ed ebbe anche il comando dell'Accademia navale di Livorno, mentre il padre Oreste è ricordato come fondatore della prima rivista in Italia dedicata al mondo della marineria, intitolata "La Marina Mercantile".

Al comandante Piero Calamai il 28 dicembre 2016 è stata dedicata una sala del Galata Museo del Mare di Genova, che in occasione dei 60 anni dal naufragio della T/n Andrea Doria, insieme alla Fondazione Ansaldo, ha organizzato una mostra sulla storia della nave e della sua tragica fine. La cerimonia è stata presieduta dal sindaco del capoluogo ligure Marco Doria e dalle figlie del comandante Silvia e Marina, un riscatto morale alla controversa vicenda legale e soprattutto mediatica che seguì al naufragio dell'ammiraglia della flotta mercantile Italiana.

Il 26 luglio 2021, in occasione del 65º anniversario dal naufragio, la Città di Genova ha intitolato la scalinata di Boccadasse al Comandante Piero Calamai e al suo equipaggio quale riconoscimento istituzionale del loro eroico operato durante le operazioni di salvataggio.

Opere ispirate al comandante Calamai[modifica | modifica wikitesto]

Per celebrare degnamente i 60 anni dalla tragedia è stato prodotto il Docu-film Andrea Doria: I Passeggeri sono in Salvo?, prodotto da Pierette Domenica Simpson, americana di origini italiane, superstite dell'incidente e diretto da Luca Guardabascio. Un film nato soprattutto per riabilitare la figura dell'eroico comandante dell'Andrea Doria.[11]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

2 Medaglie d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria 2 Medaglie d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Maurizio Eliseo, Andrea Doria: cento uno viaggi, Hoepli, 2006 - ISBN 8820335026
  2. ^ Samuel Halpern, An Objective Forensic Analysis of the Collision Between Stockholm and Andrea Doria
  3. ^ Termine di gergo marinaro che indica una decisa ed energica virata
  4. ^ Termine marinaro che indica l'inclinazione rispetto all'asse verticale.
  5. ^ Max Weber, in Economia e società, lo cita come esempio di uno dei tipi di azione sociale, precisamente "azione razionale rispetto a un valore".
  6. ^ a b Rai News, 25 luglio 1956, affonda il transatlantico Andrea Doria
  7. ^ Il naufragio è la sommersione completa di un transatlantico o di una nave per cause accidentali. Sono escluse le azioni di guerra per le quali si usa il termine generico "affondamento". Cfr. il lemma "naufragio" sul vocabolario Treccani.
  8. ^ Nicholas Walton, Genoa, 'La Superba': The Rise and Fall of a Merchant Pirate Superpower, Oxford University Press, 2015 - ISBN 1849046131
  9. ^ Pierette Simpson, L'ultima notte dell'Andrea Doria - il più spettacolare salvataggio in mare del XX secolo raccontato dai sopravvissuti, Sperling & Kupfer, luglio 2006
  10. ^ Pierette Simpson, Alive on the Andrea Doria!: The Greatest Sea Rescue in History, Morgan James Publishing, 2008 - ISBN 1614481415
  11. ^ "Andrea Doria: I Passeggeri sono in Salvo?", il docu-film che racconta gli eventi a 60 anni dall'incidente. URL consultato il 9 aprile 2017.

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