Piero Bernardini Marzolla

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Piero Bernardini Marzolla (Perugia, 1929) è un glottologo, filologo e traduttore italiano, che ha tradotto una parte considerevole delle iscrizioni in lingua etrusca, sulla base dell’affinità (in molti casi identità) di un gran numero di vocaboli con il sanscrito; ne ha inoltre elaborato un’ipotesi di grammatica[1] e individuato la metrica poetica[2]. Tali rapporti – secondo Bernardini-Marzolla – possono essere stati assunti solo ipotizzando un contatto diretto tra gli etruschi e le popolazioni indoarie o indoiraniche.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formazione culturale e professionale[modifica | modifica wikitesto]

Piero Bernardini Marzolla nasce a Perugia e frequenta i corsi universitari di filologia classica alla Normale di Pisa[3], dove studia anche elementi di sanscrito[4]. Oltre alle lingue classiche, conosce correttamente l'inglese, il francese, il tedesco, l'olandese e lo svedese.

Dopo gli studi universitari, Bernardini Marzolla è funzionario a Bruxelles per il Servizio di traduzione della Commissione europea[5]. Contemporaneamente le case editrici italiane Feltrinelli di Milano, Einaudi e UTET di Torino, Laterza di Bari ed altre gli affidano complesse traduzioni di autori stranieri quali Johan Huizinga, Hans Küng, Friedrich Pollock e Robert Louis Stevenson. Traduce dal tedesco due volumi della Storia Universale Feltrinelli e “Il libro delle rupi. Alla scoperta dell'impero degli Ittiti” di C.W. Ceram; traduce dal latino i Menaechmi di Plauto e le Metamorfosi di Ovidio; affronta i problemi della storia e della protostoria del Mediterraneo, traducendo La colonisation grecque de l'Italie meridionale et de la Sicilie dans l'antiquité (La Magna Grecia) di Jean Bérard.

Tentativi di confronto della lingua etrusca con il sanscrito[modifica | modifica wikitesto]

Bernardini Marzolla effettua i primi tentativi di confronto dell'etrusco con il sanscrito a partire dal 1982[6]. Idea un sistema di corrispondenza tra le 46 lettere dell'alfabeto sanscrito e le 23 dell'alfabeto etrusco, prendendo atto che parecchie delle consonanti etrusche debbano assumersi il compito di esprimere più fonemi consonantici sanscriti[7]. Opera in base alla scienza della glottologia adottando regole fisse di trasformazione delle parole dall'una all'altra lingua. Il procedere degli studi lo induce a considerare l'alfabeto etrusco “un sistema imperfetto di trascrizione di parole indiane”[8].

I primi risultati sono straordinariamente positivi. Nel 1984 pubblica per la Mondadori L'Etrusco, una lingua ritrovata, dove traduce 76 iscrizioni etrusche e compila un dizionarietto di 319 parole[9]. La dimensione del risultato è desumibile confrontandolo con le precedenti conoscenze in materia, riassunte da Romolo Staccioli in Il mistero della lingua etrusca, del 1977: solo 26 iscrizioni[10] e 104 parole certe e complete tradotte[11]. Per ogni parola tradotta, inoltre, Bernardini Marzolla, cita il suo corrispondente in sanscrito, come “fonte” filologica.

La relativa ampiezza dei risultati consente a Bernardini Marzolla di individuare alcuni elementi di grammatica etrusca, in rapporto con la grammatica sanscrita[1]. La traduzione di un'iscrizione su una oinochoe di Bisenzio (TLE 199[12]) gli fa scoprire una metrica poetica in ottonari etruschi, simile ai versi otto sillabici della poesia sanscrita[2].

Nel secondo volume, La parola agli etruschi, del 2005, Bernardini Marzolla pubblica la traduzione di altre 51 iscrizioni etrusche – mediamente più brevi delle precedenti – provenienti, in particolare, dagli specchi bronzei etruschi[13]. Individua, inoltre, elementi di contaminazione dall'iranico, dal semitico e dal greco e parole che definisce “indigene o dialettali”[14].

Il problema delle origini[modifica | modifica wikitesto]

In entrambi i volumi, Bernardini Marzolla dichiara che una parte considerevole delle iscrizioni etrusche e, quindi, degli elementi linguistici pervenutici, non è traducibile con l'ausilio del sanscrito: apre pertanto la questione “se l'etrusco sia una lingua non indoeuropea contaminata da una lingua di stampo indiano o, al contrario, una lingua di stampo indiano sommersa da una non indoeuropea”[15][16].

Secondo l'autore “la parte non indiana, con ogni probabilità non indoeuropea, è, purtroppo, quella di gran lunga prevalente”[15]. Non ha peraltro dubbi sul avvenuto contatto diretto tra gli etruschi e le popolazioni indoarie o indoiraniche[17]: in linea con la tradizione, Bernardini Marzolla, concorda con l'ipotesi che considera determinante l' apporto orientale nella formazione della civiltà etrusca.

In La parola agli etruschi, Bernardini Marzolla suppone che il lessico etrusco sia una filiazione diretta dell'antico indoario, un gruppo di lingue presenti in Anatolia – in particolare, come “lingua dotta” del popolo dei Mitanni – ritenute estinte tra il XV e il XIV secolo a.C.[17].

Reazioni e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il mondo accademico archeologico ha accolto con gelida indifferenza le conclusioni di Bernardini-Marzolla sulla natura e l'origine della lingua etrusca. I maggiori etruscologi (Massimo Pallottino, Mauro Cristofani, Mario Torelli, Giovanni Colonna, Romolo Staccioli, ecc.) infatti, hanno evitato di esprimere commenti e considerazioni, così come altri studiosi free lance della lingua etrusca (Massimo Pittau, Mario Alinei). Differente è stato l'atteggiamento dell'Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti che ha inserito il volume La parola agli etruschi in una collana di saggi e ricerche e ne ha curato la pubblicazione, nel 2005. Riccardo Ambrosini (1925-2008), glottologo, linguista di fama internazionale e Presidente dell'Accademia, nel redigere la prefazione del libro di Bernardini-Marzolla, si è espresso in tal modo:”una… precedente redazione (il libro L'Etrusco, una lingua ritrovata, n.d.r.) non mi aveva sufficientemente convinto. A differenza di quel lavoro, questo… risulta particolarmente convincente proprio dal punto di vista delle corrispondenze lessicali, troppo numerose e varie per essere casuali o frutto di provvisori contatti culturali e sociali, mediati dallo scambio linguistico anche attraverso serie di regolari cambiamenti fonetici”[18].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Plauto, Menaechmi (a cura e traduzione dal latino di Piero Bernardini Marzolla), Cappelli, Rocca San Casciano, 1961
  • Eduard Douwes Dekker, Max Havelaar, ovvero le aste del caffè della società di commercio olandese/Multatuli (a cura di Piero Bernardini Marzolla), UTET, Torino, 1965
  • Publio Ovidio Nasone, Metamorfosi (a cura e traduzione dal latino di Piero Bernardini Marzolla), Einaudi, Torino, 1979
  • Piero Bernardini Marzolla, L'Etrusco, una lingua ritrovata, Mondadori, Milano, 1984
  • Piero Bernardini Marzolla, Il ritorno degli Etruschi, L'Unità, Roma, 1985
  • Piero Bernardini Marzolla, La parola agli etruschi, ETS, Pisa, 2005

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelos Angelopulos, L'atomo unirà il mondo? Aspetti economici, sociali e politici dell'era atomica, Einaudi, Torino, 1956 (dal francese);
  • C.W. Ceram, Il libro delle rupi. Alla scoperta dell'impero degli Ittiti, Einaudi, Torino, 1956 (dal tedesco);
  • Albert Schweitzer, I popoli devono sapere, Einaudi, Torino, 1958 (dal tedesco);
  • Hugo Friedrich, La lirica moderna, Garzanti, Milano, 1958 (dal tedesco);
  • Robert Jungk, Gli apprendisti stregoni. Storia degli scienziati atomici, Einaudi, Torino, 1958 (dal tedesco);
  • Helmut Schelsky, Il sesso e la società, Garzanti, Milano, 1960 (dal tedesco);
  • Jean Berard, La Magna Grecia, Einaudi, Torino, 1963 (dal francese);
  • Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Einaudi, Torino, 1963 (dall'inglese);
  • Jan Myrdal, Rapporto da un villaggio cinese, Einaudi, Torino, 1965 (dallo svedese);
  • Hans Küng, Strutture della Chiesa, Boria, Torino, 1965 (dal tedesco);
  • Richard Hofstadter, Società e intellettuali in America, Einaudi, Torino, 1967 (dall'inglese);
  • Johan Huizinga, La mia via alla storia e altri saggi, Laterza, Bari, 1967 (dall'olandese);
  • Hermann Bengtson, Storia Universale Feltrinelli, n. 5. Il mondo mediterraneo nell'antichità. 1-I Greci e i Persiani, Feltrinelli, Milano, 1967 (dal tedesco);
  • Alexander Mitscherlich e Fred Mielke (a cura di), Medicina disumana. Documenti del “Processo dei medici di Norimberga”, Feltrinelli, Milano, 1967 (dal tedesco);
  • Robert Louis Stevenson, L'Isola del Tesoro/La strana vicenda del dottor Jekyll e di Mister Hide, UTET, Torino, 1967 (dall'inglese);
  • Richard Konetzke, Storia Universale Feltrinelli, n. 22. America centrale e meridionale. 1-La colonizzazione ispano-portoghese, Feltrinelli, Milano, 1968 (dal tedesco);
  • Edward H. Carr, Il socialismo in un solo paese. 1-La Politica interna (1924-1926), Einaudi, Torino, 1968 (dall'inglese);
  • Walther Hofer, Lo scatenamento della seconda guerra mondiale. Uno studio sui rapporti internazionali del 1939, Feltrinelli, Milano, 1969 (dal tedesco);
  • Friedrich Pollock, Automazione. Conseguenze economiche e sociali, Einaudi, Torino, 1970 (dal tedesco);
  • Johan Huizinga, La scienza storica, Laterza, Bari, 1974 (dall'olandese);
  • Johannes Brondsted, I vichinghi, Einaudi, 1976 (dall'inglese);
  • Johan Huizinga, La civiltà olandese del Seicento, Einaudi, Torino, 1979 (dall'olandese);
  • Publius Ovidio Naso, Metamorfosi, Einaudi, Torino, 1979 (dal latino)
  • Hugo Friedrich, La struttura della lirica moderna. Dalla metà del 19° alla metà del 20° secolo, Garzanti, Milano, 2006 (dal tedesco);

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b P. Bernardini Marzolla, L’Etrusco, una lingua ritrovata, Mondadori, Milano, 1984, pag. 191-204
  2. ^ a b P. Bernardini Marzolla, L’Etrusco, cit., pag. 79 e succ.ve
  3. ^ Piero Bernardini Marzolla, La parola agli etruschi, ETS, Pisa, 2005, pag. 5
  4. ^ P. Bernardini Marzolla, L'Etrusco, cit., pag. 15
  5. ^ P. Bernardini Marzolla, Parola, cit.
  6. ^ P. Bernardini Marzolla, L'Etrusco, cit., pag. 22
  7. ^ P. Bernardini Marzolla, L'Etrusco, cit., pag. 37-38 e 245
  8. ^ P. Bernardini Marzolla, L'Etrusco, cit., pag. 41
  9. ^ P. Bernardini Marzolla, L'Etrusco, cit., pag. 246-259
  10. ^ Romolo Staccioli, Il mistero della lingua etrusca. Avventure ed origini d'una decifrazione, Newton Compton, Roma, 1977, pag. 94-103
  11. ^ “Dizionarietto”, riportato in: R. Staccioli, cit., pag. 119-123
  12. ^ Massimo Pallottino, Testimonia Linguae Etruscae, Firenze, 1968
  13. ^ P. Bernardini Marzolla, Parola, cit., pag. 43-155
  14. ^ P. Bernardini Marzolla, Parola, cit., pag. 174-178
  15. ^ a b P. Bernardini Marzolla, Parola, cit., pag. 39
  16. ^ P. Bernardini Marzolla, L'Etrusco, cit., pag. 239-242
  17. ^ a b P. Bernardini Marzolla, Parola, cit., pag. 30-33
  18. ^ P. Bernardini Marzolla, Parola, cit., pag. 6

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario Sanscrito-Italiano, con una introduzione alla lingua e alla grammatica sanscrita, a cura di Saverio Sani, Pisa: Edizioni ETS, 2009, ISBN 978-88-467-2173-0 ([1])
  • La parola all' Etrusco, in: Il Mattino, 2 gennaio 1985
  • Ashok Aklujkar, Corso di sanscrito, Milano: Hoepli, 2012, ISBN 978-88-203-4818-2
  • Mario Alinei, Etrusco: una forma arcaica di ungherese, Il Mulino, 2003.
  • Enrico Benelli, Iscrizioni etrusche, leggerle e capirle
  • Giuliano e Larissa Bonfante, Lingua e cultura degli Etruschi, Editori Riuniti, 1985
  • Enrico Caltagirone, La lingua degli etruschi. Alla ricerca di una lingua perduta, Marna, Balzago, 2009
  • Enrico Caltagirone, Un grido dal passato, Marna, Balzago, 2001
  • Mauro Cristofani, Gli Etruschi: una nuova immagine, Giunti, Firenze, 1984.
  • Mauro Cristofani, Introduzione allo studio dell'etrusco, Leo S. Olschki editore, 1991.
  • Mauro Cristofani, Rivista di epigrafia etrusca, nella rivista Studi Etruschi, pubblicata dall'Istituto di Studi Etruschi e Italici, Firenze)
  • Carlo Della Casa, Corso di Sanscrito, Edizioni Unicopli, Milano, 1980 (1998, seconda edizione)
  • Giulio M. Facchetti, L'enigma svelato della lingua etrusca, Newton & Compton editori, Roma, 2000
  • Maurice Guignard, Comment j'ai déchiffré la langue étrusque , Burg Puttlingen , Impr. Avisseau , 1962
  • Leonardo Magini, L'etrusco, lingua dall'Oriente indoeuropeo, L'Erma di Bretschneider, Roma, 2007
  • Massimo Pallottino, Etruscologia, Milano, 1977
  • Massimo Pallottino, Testimonia Linguae Etruscae, Firenze, 1968
  • Massimo Pallottino, La langue étrusque Problèemes et perspectives , 1978
  • Damien Erwan Perrotin, Paroles étrusques, liens entre l'étrusque et l'indo-européen ancien , Paris [u.a.] , L'Harmattan, 1999 , ISBN 2-7384-7746-1
  • Ambros Josef Pfiffig, Die etruskische Sprache , Verl.-Anst. , 1969
  • Massimo Pittau, La lingua dei Sardi-nuragici e degli Etruschi, Dessì, Sassari, 1981
  • Tiziana Pontillo, Sanscrito-italiano, italiano-sanscrito, Milano: A. Vallardi, 1993, ISBN 88-11-94152-0
  • Helmut Rix, Etruskische Texte, 1991, ISBN 3-8233-4240-1 (2 Bde.)
  • Helmut Rix, Rätisch und Etruskisch , Innsbruck, Inst. für Sprachwiss. , 1998, ISBN 3-85124-670-5
  • Saverio Sani, Grammatica sanscrita, Giardini, Pisa, 1991
  • Romolo Staccioli, Il mistero della lingua etrusca. Avventure ed origini d'una decifrazione, Newton Compton, Roma, 1977.
  • Clara Valenziano, Quegli Etruschi erano Indiani?, in: La Repubblica, 2 gennaio 1985

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