Pierluigi Di Piazza

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Pierluigi Di Piazza (Tualis, 20 novembre 1947Zugliano, 15 maggio 2022) è stato un presbitero e attivista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Tualis (frazione di Comeglians, in Provincia di Udine) nel 1947, è noto soprattutto per il suo impegno per la pace e la nonviolenza. Insegnante dal 1973 al 2004, è stato ordinato presbitero nel 1975.[1][2] Ha fondato a Zugliano il Centro di Accoglienza e di Promozione Culturale "Ernesto Balducci", associazione che offre un tetto a immigrati, profughi e rifugiati politici. Con il Centro ha svolto iniziative e progetti culturali, tra i quali un convegno annuale «con ospiti illustri da ogni parte del mondo come il Dalai Lama e il Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel e dove erano di casa il filosofo Massimo Cacciari, il teologo Vito Mancuso e don Luigi Ciotti cui lo legava un'amicizia fraterna».[3][1]

Di Piazza è stato promotore dell'apertura della Chiesa al matrimonio per i sacerdoti e al sacerdozio femminile.[4]

Ha promosso ogni anno insieme a Libera un presidio davanti alla base aerea di Aviano a contestazione dell'incremento delle spese militari e del pericolo delle armi nucleari. È stato a fianco della famiglia di Giulio Regeni nell'impegno per la verità e la giustizia sulla vicenda di Giulio.[1]

La sua azione pastorale si è ispirata a don Lorenzo Milani, al vescovo ora santo Óscar Romero e a padre Ernesto Balducci.[5][1]

È stato giornalista, collaborando in particolare con Articolo 21,[6] e autore di vari libri, tra i quali, nel 2012, Io credo. Dialogo tra un'atea e un prete, scritto assieme a Margherita Hack.[1]

Dopo una breve malattia, è deceduto a Zugliano, frazione di Pozzuolo del Friuli, il 15 maggio 2022.[1]

Pochi mesi dopo è stato pubblicato un suo volume autobiografico.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 ha ricevuto a Tarcento il premio Epifania «per l'impegno di solidarietà e di dialogo fra culture e religioni diverse».[2] Dal 2004 è stato membro onorario della Commissione Interecclesiale Justicia y Paz di Bogotà. Nel 2006 ha ricevuto dall'Università degli Studi di Udine la laurea honoris causa in "Economia della solidarietà".[2][3]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Luisa Pozzar, Udine. Morto don Pierluigi Di Piazza, prete di frontiera e di accoglienza, in Avvenire, 16 maggio 2022. URL consultato il 27 settembre 2022.
  2. ^ a b c Don Pierluigi Di Piazza. Curriculum Vitae (PDF), su Associazione Culturale Venti d'arte.
  3. ^ a b c Nel cuore dell'umanità. Storia di un percorso di vita, su politicamentecorretto.com, 26 settembre 2022. URL consultato il 27 settembre 2022.
  4. ^ Lettera di Natale dei "preti di frontiera": «La Chiesa apra al sacerdozio femminile». In dieci chiedono anche l'accettazione dei parroci sposati «La nostra è una missiva ispirata al Concilio Vaticano II», in Il Gazzettino, 21 dicembre 2011. URL consultato il 28 luglio 2021 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2013).
  5. ^ Don Lorenzo Milani nella mia vita di uomo e prete, di don Pierluigi Di Piazza, su La storia le storie. Friuli occidentale, 5 novembre 2017. URL consultato il 5 maggio 2020 (archiviato il 5 maggio 2020).
  6. ^ Articoli di Pierluigi Di Piazza, in Articolo 21 liberi di... Il diritto di informare il diritto ad essere informati. URL consultato il 27 settembre 2022.
  7. ^ Silvana Mazzocchi, 'Io credo', un dialogo tra scienza e fede, in la Repubblica, 15 marzo 2013. Recensione.
  8. ^ a b Aldo Maria Valli, Che bella la Chiesa senza titoli nobiliari. Un libro scomodo chiede di tornare allo spirito del Vangelo, in Europa, 12 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2015). Recensione.
  9. ^ Compagni di strada. Pierluigi di Piazza, su Pane quotidiano (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2021). Recensione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN172047409 · ISNI (EN0000 0001 2092 6941 · SBN VIAV099106 · LCCN (ENno2011087455 · GND (DE1020269332 · BNF (FRcb16618386j (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2011087455