Piercing del capezzolo

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Piercing al capezzolo: 1) femminile, con anello; 2) maschile, con barretta

Il piercing del capezzolo (nipple piercing, in inglese, anche detto nipple ring - "anello al capezzolo"; anticamente conosciuto anche come bosom ring - "anello da seno" - in inglese, o anneaux de sein - idem - in francese) è un tipo di piercing comunemente praticato forando il capezzolo da parte a parte trasversalmente alla sua base e inserendovi un anello o una barretta. Può essere praticato da ogni angolazione, ma più comunemente viene forato orizzontalmente, più raramente verticalmente o diagonalmente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il piercing al capezzolo era raramente utilizzato in pratiche tribali antiche, probabilmente anche a causa della difficoltà nella guarigione di questo particolare tipo di piercing. In tempi recenti ha acquisito ampia popolarità anche grazie alle celebrità che ne hanno fatto uso.

Sul piercing del capezzolo sono state costruite leggende metropolitane, diffusesi soprattutto per responsabilità di Richard Simonton (noto anche come Doug Malloy), autore di una suggestiva e non scientifica "storia del piercing" (Body & Genital Piercing in Brief[1]) che, dopo la sua pubblicazione su ReSearch 12: Modern Primitives[2] nel 1989, è divenuta col tempo fonte per varie altre pubblicazioni. Molte delle presunte notizie storiche presenti nel testo sono frutto di fantasia e si sono dimostrate infondate.[3][4][5]

Tra queste, una delle fantasie di Simonton riguarda la pratica dei piercing al capezzolo presso i centurioni romani: secondo Simonton nell'Antica Roma di epoca imperiale, sarebbe stato uso forarsi i capezzoli applicando un anello al fine di assicurarvi la tunica, come segno di virilità e coraggio. Nonostante nell'antica Roma fossero in uso dei piercing genitali (come ad esempio quello del prepuzio),[6] l'affermazione di Simonton riguardo il piercing al capezzolo non è vera e Simonton la trasse vedendo alcune corazze romane sulle quali erano applicati degli anelli su cui veniva effettivamente fissata la tunica[3][4].

Capezzolo femminile[modifica | modifica wikitesto]

Hans Peter Duerr, nel suo libro Dreamtime, racconta come nel XIV secolo, presso la corte della regina Isabella di Baviera, fosse divenuta in uso la moda femminile della "grande scollatura": le scollature degli abiti si erano abbassate tanto da scoprire l'ombelico. I seni così esposti, venivano talvolta decorati, i capezzoli venivano colorati con del rossetto, ornati con anelli tempestati di diamanti o piccoli cappucci, e talvolta forati passandovi attraverso delle catenelle d'oro.[3][7].

Ivan Bloch, nel suo libro Sexual Life in England. Past and Present (1938), rifacendosi a una fonte antecedente, E. Neumann John Bull beim Erziehen (1901), afferma che la pratica della foratura dei capezzoli fosse in uso anche presso gli antichi egizi e venga menzionata in "vecchi romanzi italiani".[8] Bloch ne segnala inoltre l'uso come strumento di tortura nella Spagna medievale per opera dell'inquisizione che l'avrebbe praticata su ragazze e donne eretiche, forando loro i capezzoli, se non l'intera mammella, con spilloni o chiodi arroventati, inserendo poi nel foro degli anelli di ferro.[8] Gli anelli nei capezzoli sarebbero serviti per immobilizzare le prigioniere nude a dei pali dove sarebbero poi state fustigate con delle canne o dei bastoni.[8] Tale uso quale strumento di tortura sarebbe inoltre attestato anche presso i turchi, che l'avrebbero messo in pratica su giovani ragazze armene.[8] Bloch stesso suggerisce tuttavia l'idea che queste testimonianze sembrino essere più delle fantasie erotiche, non fornendo fonte documentale a comprovarne la reale pratica.[8]

Secondo talune fonti sembra che anche tra le signore inglesi di tarda epoca vittoriana (attorno aglianni novanta del XIX secolo) fossero divenuti di moda i cosiddetti bosom rings ("anelli da seno"). La pratica di perforazione dei capezzoli con applicazione di anelli o catenelle, avrebbe avuto lo scopo di aumentare la forma degli stessi, come rimedio contro il capezzolo introflesso, ma anche per scopo erotico. La pratica sarebbe stata effettuata da alcuni gioiellieri. Alcune fonti riportano che un gioielliere di Bond Street affermava di aver forato i capezzoli di 40 signore londinesi. Nel medesimo periodo pare la pratica fosse diffusa anche a Parigi con il nome di anneaux de sein ("anelli da seno") e da qui avrebbe poi attraversato la Manica per prendere piede nella capitale britannica[9][10]. Altre fonti si spingono ad affermare che tra le signore vittoriane ad avere i capezzoli forati, oltre a una non meglio identificata celebre attrice del Gaiety Theatre[8], ci fosse anche Lady Randolph Churchill, la madre del primo ministro britannico Winston Churchill[10][11].

Alcuni documenti di fine Ottocento attesterebbero le pratiche sopra descritte, tuttavia l'autenticità e la credibilità di tali fonti sono discusse. Tanto Hans Peter Duerr nel suo Dreamtime, quanto Stephen Kern in Anatomy and Destiny, si basano su informazioni provenienti da pubblicazioni di Eduard Fuchs, sulle quali sono stati mossi dubbi di autorevolezza e affidabilità[12][13][8]. Ulteriori indagini sembrano al contrario attestare l'autenticità della moda del piercing al capezzolo in età vittoriana, risalendo all'origine di questa storia in una lettera apparsa nell'aprile del 1888 sul periodico inglese English Mechanic and the World of Science a firma di Jules Orme, cui seguirono risposte e controrisposte per circa un anno, fino al maggio del 1889. Le lettere riportano testimonianze di esperienze di come tale pratica fosse invalsa nella società inglese e francese di fine secolo, tanto presso le donne quanto presso gli uomini.[14][15][16] Sembra inoltre che alcuni medici britannici si spingessero a raccomandare tale pratica alle proprie pazienti, al fine di aumentare le dimensioni dei capezzoli e facilitare così l'allattamento.[6] La pratica viene inoltre confermata anche da Irvin Bloch che nel suo libro citato riporta un estratto da un numero del periodico britannico Society del 1899, in cui appare una lettera di una modista di Oxford Street che testimonia di essersi sottoposta a tale pratica, elogiandone i vantaggi una volta guarita la ferita.[8] Nel testo di Neumann vi sono ulteriori riferimenti che riportano come la moda avesse preso piede, oltre che a Parigi e Londra, anche presso giovani donne della costa orientale degli Stati Uniti, che si sarebbero recate fino a Parigi per farsi forare i capezzoli dai gioiellieri specializzati.[17] Neumann riporta inoltre numerose lettere apparse nelle riviste Family Doctor, Society e The Illustrated Boston News, citando alla fine anche alcuni indirizzi di gioiellerie parigine e londinesi che praticavano la perforazione dei capezzoli e vendevano gioielli dai utilizzare in questi piercing.[17] Al pari di chi considera queste fonti inattendibili, altri considerano invece probabile la pratica, data l'esistenza di più testi e riviste dell'epoca che attestano la moda del piercing al capezzolo tra le giovani donne dell'alta società britannica, francese e statunitense.[18][19]

Altrettanto controverse sembrano essere le affermazioni apparse in un articolo tratto dal giornale medico World Medicine che attesterebbero l'uso della perforazione del capezzolo femminile anche nel XVII secolo presso le corti del re Luigi XIV di Francia e del re Carlo II d'Inghilterra.[12] Così come accaduto tre secoli prima alla corte della regina Isabella di Baviera, anche nella Francia del periodo barocco sarebbe infatti divenuta di moda una scollatura tanto ampia da esporre i capezzoli.[12] La Chiesa avrebbe condonato questa moda solamente perché le signore, inserendo degli anelli d'oro nei loro capezzoli, facevano in modo che il seno non fosse completamente nudo.[12] La moda, una volta attraversata la Manica, avrebbe trovato emuli tra le nobili inglesi che si sarebbero spinte a forarsi a loro volta i capezzoli inserendovi degli anelli d'oro come ornamento[12]. Ivan Bloch, rifacendosi a Isaac Disraeli[20], conferma infatti la moda della grande scollatura, che si sarebbe spinta a esporre i seni delle gran dame, presso la corte inglese di Carlo II, coeva a quella del Re Sole, ma non fa alcun cenno alla pratica della perforazione dei capezzoli.[21] La moda scandalizzò benpensanti e puritani e fu oggetto di una severa condanna morale da parte di costoro, tanto che vennero pubblicati dei libelli atti a bacchettare questa e altre abitudini considerate "sconvenienti".[8][20] La storia è comunque alla base del romanzo L'amuleto d'ambra (Dragonfly in Amber), della scrittrice statunitense Diana Gabaldon, che fa indossare a Madame Nesle de la Tourelle, amante di Luigi XV di Francia, dei gioielli a forma di cigno nei suoi capezzoli forati.[22][23] La scena è stata ripresa anche nella serie televisiva Outlander, tratta dalla serie di romanzi omonimi di cui fa parte anche L'amuleto d'ambra e in cui Madame Nesle de la Tourelle è interpretata dall'attrice Kimberly Smart.[22][23]

Il medesimo giornale medico afferma inoltre che il piercing al capezzolo sarebbe stato in uso anche nell'Africa sahariana, presso le donne delle tribù berbere cabile (abitanti la regione algerina della Cabilia). C'è chi sostiene che tale pratica non solo non abbia alcun riscontro documentale, ma risulti al quanto improbabile, visto il tipo di materiali di cui dispongono tali tribù che renderebbe assai difficoltosa la guarigione di un simile tipo di piercing[4][12]. Tuttavia il citato Irvin Bloch afferma anch'egli che la moda della foratura del capezzolo sarebbe stata comune tra le donne di Tunisi e dell'arcipelago greco.[8] Neumann, nel suo John Bull beim Erziehen (1901), riporta inoltre di un libro del 1857 in cui si fa riferimento alle donne e alle ragazze del Marocco che avrebbero indossato gioielli nei loro capezzoli forati.[17]

Completamente priva di alcuna fonte documentale è invece la voce che attribuirebbe la pratica di una forma di piercing al capezzolo alla regina Cleopatra. Alcune fonti affermano che la regina Cleopatra avrebbe avuto il capezzolo sinistro introflesso e che per guarire da questa malformazione sarebbe ricorsa a una forma di piercing, forando il capezzolo e inserendovi uno o più sassolini[5][24]. Ugualmente priva di alcun supporto documentale è la leggenda che afferma che la pratica sarebbe stata in uso presso le donne della Roma antica al fine di ingrandire e abbellire il seno.

Da diverse fotografie di donne tatuate provenienti dalla Kobel Collection[25], si evince come invece la pratica fosse in uso durante la prima metà del XX secolo, prima dell'avvento del moderno piercing. Ethel Granger, riconosciuta nel Guinness dei primati come la donna con la vita più stretta, dato l'utilizzo di corsetti al fine di ridurre il giro vita, durante gli anni venti e trenta, con l'aiuto del marito medico, aveva forato lobi, narici, setto e capezzoli, e successivamente aveva allargato i fori con l'inserimento di anelli di maggiore spessore[12][26]. Charlotte Hoyer, una mangiatrice di spade tedesca degli anni quaranta/cinquanta, aveva svariati piercing, oltre alla lingua, aveva forati entrambi i capezzoli, le piccole e grandi labbra della vulva[27][28]. Kathy, una celebre spogliarellista inglese degli anni sessanta, aveva entrambi i capezzoli forati ornati con vistosi pendent[29].

Capezzolo maschile[modifica | modifica wikitesto]

Marinai tatuati della nave statunitense New Jersey nel 1944

Al di là della leggenda screditata[3][4][5], che affermava essere in uso il piercing ai capezzoli tra i centurioni romani al seguito di Cesare, la letteratura relativa a tale pratica negli uomini è molto più povera rispetto a quella che riguarda la pratica di tale piercing tra le donne.

Dati certi a tal proposito si hanno sugli uomini Karankawa, una popolazione di nativi americani estinta che abitava il golfo del Messico, che usavano dipingersi il corpo, tatuarsi e perforare il labbro inferiore e i capezzoli con piccoli pezzi di canna[12][30].

La pratica è inoltre attestata tra i marinai del XX secolo come rito di passaggio al passare di una determinata linea (dell'equatore, dei tropici o la linea internazionale del cambio di data) e varie immagini di marinai tatuati lo confermerebbero[12]. Era inoltre praticata dagli artisti delle fiere, i cosiddetti sideshow, fachiri e uomini tatuati. Tra di essi probabilmente il più celebre artista è Rasmus Nielsen, il cui spettacolo consisteva nel sollevare una incudine appesa ai suoi piercing ai capezzoli[31][32].

Moderno revival[modifica | modifica wikitesto]

Donna "modern primitive" del 1993 con piercing multiplo ai capezzoli
Uomo tatuato con piercing ai capezzoli
Foto artistica che ritrae una modella con piercing ai capezzoli

Tra gli anni sessanta e settanta, la pratica del piercing al capezzolo comincia a diffondersi tra le sottoculture BDSM e gay leather, grazie soprattutto al lavoro svolto da Doug Malloy (Richard Simonton), Mr. Sebastian (Alan Oversby), Fakir Musafar (Roland Loomis) e Jim Ward. Si deve a loro l'impegno nella diffusione della pratica del piercing, alla realizzazione della gioielleria per piercing, alla definizione di metodi e tempi di guarigione per ogni singolo piercing. Tra gli anni ottanta e novanta del XX secolo, il piercing al capezzolo si diffonde anche nelle sottoculture punk, goth e industrial. Tra i musicisti che in quegli anni indossano questo tipo di piercing troviamo Genesis P-Orridge e l'allora moglie Paula P-Orridge (Alaura O'Dell).[2]

La popolarità in ambito underground di questa e di altre pratiche di modificazione corporea, si deve anche e soprattutto alla pubblicazione del libro ReSearch 12: Modern Primitives[2] nel 1989. Nel volume sono presenti numerose interviste, immagini e descrizioni delle pratiche e delle procedure, e tali pratiche vengono così per la prima volta portate all'attenzione di un pubblico più vasto.[2] Ma sarà soprattutto negli anni novanta, che la pratica prenderà a diffondersi anche in ambito mainstream, grazie a celebrità, soprattutto in ambito musicale, che lo indossano ed espongono pubblicamente o che confessano di portarlo.

Tra questi il piercing al capezzolo appare nel libro fotografico Erotica, legato all'album omonimo, di Madonna e viene esibito da personaggi quali Tommy Lee[33], Corey Taylor[34], Axl Rose, Lenny Kravitz[33][35] e la figlia Zoë[36], Joan Jett[37]. Trova ampia diffusione anche nella moda e popolari supermodel lo esibiscono in fotografie di nudo o sulla passerella, indossando abiti che lasciano intravedere il seno scoperto. Tra le primissime a indossarne ed esibirne pubblicamente in fotografie o sfilate, vi è Sibyl Buck che, oltre ai capezzoli, portava anche piercing alla narice, al labbro, all'ombelico e nella cartilagine dell'orecchio.[38] Altra pioniera in questo campo è Erica VanBriel, modella belga che a una celebre sfilata haute couture del 1998 di Thierry Mugler (del quale è una delle muse) sfila indossando un abito da sera appeso ai piercing dei suoi capezzoli che lo stilista aveva confezionato appositamente per lei, una volta scoperto che la modella aveva i capezzoli forati.[39][40][41]. Infine Tasha Tilberg, modella canadese che, negli anni novanta, esibisce svariati piercing, tra cui gli anelli a entrambi i capezzoli.[42]

Tra le altre celebri modelle che esibiscono piercing a uno o entrambi i capezzoli, vi sono: Alice Burdeu[43], Agyness Deyn[44], Freja Beha Erichsen[44], Marloes Horst[45], Abbey Lee Kershaw[44], Jaime King[46], Charlbi Dean Kriek[47], Catherine McNeil[44], Cecilia Mendez[43], Lara Stone[43], Candice Swanepoel[48], Erin Wasson[43], le sorelle Kendall[33][49] e Kylie Jenner[50][51]. Fra i celebri modelli troviamo invece Jivago Santinni[52].

In ambito pornografico il piercing al capezzolo e ai genitali, diviene un vero e proprio genere, e la pratica del piercing temporaneo (play piercing) parte dei giochi sadomasochisti. Il piercing al capezzolo, unitamente a quello del cappuccio della clitoride, diviene popolare anche tra svariate pornostar.

Anche in ambito cinematografico il piercing al capezzolo incomincia a comparire in numerosi lungometraggi mainstream durante gli anni novanta. Tra questi il film Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs) del 1991, in cui il serial killer indossa un piercing al capezzolo; Pulp Fiction (1994) di Quentin Tarantino, in cui Jody (Rosanna Arquette), disquisisce a lungo della pratica del piercing e dei suoi pregi, dichiarando di avere svariati body piercing in 18 parti del corpo compreso uno nel capezzolo sinistro; il film indipendente Go Fish del 1994, dove le attrici Migdalia Melendez e Anastasia Sharp esibiscono piercing ai capezzoli; il lungometraggio Butterfly kiss - Il bacio della farfalla del 1995, in cui la protagonista Eunice (Amanda Plummer) indossa piercing a entrambi i capezzoli uniti da varie catene.

Negli ultimi anni la pratica, assieme ad altre forme di piercing, al tatuaggio e alla depilazione, si è definitivamente affermata come diffusa pratica di modificazione corporea mainstream. Molte sono attualmente le celebrità che esibiscono spesso piercing ai capezzoli in tutti i campi, dalla musica allo sport. Il piercing al capezzolo è stato inoltre oggetto di attenzione da parte della stampa scandalistica, perché esposto in taluni contesti popolari da parte di personaggi celebri. Il piercing al capezzolo di Janet Jackson, ad esempio ha avuto una considerevole attenzione da parte dei media durante il Super Bowl XXXVIII, quando la cantante statunitense ha scoperto il seno rivelando un nipple shield applicato a un piercing. L'incidente è stato umoristicamente chiamato Nipplegate.[33] Anche la nipote, Paris Jackson, figliad Michael è stata più volte ritratta dalla stampa scandalistica esibendo vistosi piercing ai capezzoli sotto la maglietta.[53]

Nicole Richie, figlia del cantante Lionel, ha fatto scattare un allarme all'Aeroporto Internazionale di Reno-Tahoe passando un metal detector con il suo piercing al capezzolo.[54] La cantante Pink ha avuto i capezzoli forati nel backstage dopo un concerto tenuto in Germania, alla presenza della madre. L'intera scena è stata ripresa e più tardi pubblicata nel suo DVD Pink: Live in Europe. Christina Aguilera ha avuto numerosi piercing, compresi ai capezzoli, che ha esposto in diverse foto in cui appare in topless.[44] In seguito ha rimosso tutti i piercing a eccezione del capezzolo destro.[33][55]

La cantante R&B Cassie ha entrambi i capezzoli forati[56], autoscatti dove lei appare nuda, sono stati diffusi su Internet da qualcuno che li ha sottratti infiltrandosi nel suo cellulare, similmente a quanto accaduto alla cantante pop Rihanna[33][57], le cui foto che mostrano il suo piercing al capezzolo destro sono state diffuse nello stesso modo.[58] In seguito la cantante è apparsa in numerose foto in cui indossa abiti trasparenti che lasciano intravedere il piercing o, nell'aprile 2014, apparendo in topless sul periodico Lui, storico emulo francese di Playboy, pubblicato fin dagli anni sessanta, fotografata da Mario Sorrenti.[59] Tali esibizioni di Rihanna sono state puntualmente oggetto di scandalo e la pubblicazione delle foto di Sorrenti sul profilo ufficiale di Instagram della cantante ne ha causato la rimozione e l'ammonimento da parte del social network.

Nell'agosto del 2010 l'attrice Rooney Mara ottiene la parte di Lisbeth Salander nel riadattamento, a opera di David Fincher, di Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson.[60] Nel film il personaggio di Lisbeth Salander indossa svariati piercing. Per interpretare la parte l'attrice, oltre a essersi tagliata i capelli e tinta le sopracciglia, si è realmente sottoposta alla pratica dei vari piercing compresi quattro fori in ciascun lobo e in sopracciglio, narice, labbro e capezzoli.[61] L'attrice ha dichiarato di aver deciso di sottoporsi alla pratica per poter entrare maggiormente nel personaggio, pur non avendo mai avuto precedentemente alcun tipo piercing,[62] e che, mentre il piercing dell'orecchio è stato molto doloroso, quello al capezzolo non lo è stato per nulla.[63] La Mara ha in seguito rimosso tutti i piercing una volta terminata la lavorazione del film,[64] tenendo solamente il piercing al capezzolo destro, anche nella prospettiva di prendere parte a un sequel del film e non dover eseguire il piercing una seconda volta,[63][65] come infatti è possibile constatare anche nel film Una del 2016.

Tra le varie altre celebrità a indossare il piercing al capezzolo vi sono: la popolare presentatrice britannica di MTV Davina McCall[66]; la nuotatrice Federica Pellegrini[67]; la tuffatrice e personaggio televisivo appartenente alla famiglia reale monegasca Pauline Ducruet[68]; l'ereditiera nipote di Ferruccio Lamborghini, Elettra Miura[69]; la blogger Chiara Ferragni[70]. l'attrice e modella Amber Rose[71]; la figlia di Bob Geldof, Pixie[72]; gli attori Jaye Davidson[73], Neil Patrick Harris[33][74], Tim Roth[75]; il giornalista Evan Davis[76]; i musicisti Steve Vai[77], Dave Navarro[33][78], Mark Hoppus[79] e Bill Kaulitz[80].

Una statistica del 2017 rileva come nel 2017 l'83% degli statunitensi abbia un piercing al lobo, mentre il 14% degli statunitensi abbia un piercing diverso da quello al lobo, di questi il 72% è costituito da donne.[81] Tra queste, solo il 9% indossa un piercing al capezzolo, risultando al quinto posto rispetto ad altri piercing.[81] Lo stesso piercing risulta invece il più popolare tra gli uomini, di cui il 18% del campione dichiara di indossarne uno.[81]

Procedura e guarigione[modifica | modifica wikitesto]

Procedura[modifica | modifica wikitesto]

Procedura di un piercing al capezzolo: 1) il tessuto viene stretto dalle pinze; 2) l'ago ipodermico viene infilato; 3) il gioiello (barbell) viene inserito

Il piercing al capezzolo viene eseguito forando il capezzolo da parte a parte alla base, attraverso un ago, e inserendo in seguito un gioiello apposito, che può essere una barretta (barbell) o un anello (captive bead ring). Il foro può venire praticato orizzontalmente, verticalmente o diagonalmente.

Guarigione e cura[modifica | modifica wikitesto]

La guarigione di questo tipo di piercing varia in modo molto ampio da persona a persona e può impiegare da pochi mesi a fino anche un anno e mezzo di tempo per una completa e definitiva guarigione. In alcuni casi questa può anche non avvenire mai completamente, portando alla necessità di rimuovere il gioiello e abbandonare il piercing.

Durante questo periodo va mantenuta una costante cura del foro, provvedendo a una costante pulizia quotidiana, detergendo il foro e il gioiello due volte al giorno con appositi saponi disinfettanti reperibili in farmacia. Il metodo di pulizia e i prodotti impiegati variano da piercer a piercer, ma è comunque necessario seguire scrupolosamente le indicazioni del professionista contattato per l'operazione.

Stretching e piercing multiplo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stretching (piercing).
Piercing multiplo "a croce"

Sul capezzolo è talvolta praticato il percing multiplo (multiple piercing), nel qual caso il più comune è quello detto "a croce", combinando un piercing orizzontale con un piercing verticale o due piercing diagonali (a "X" o croce di sant'Andrea), nei quali vengono inserite due barrette (barbell). In altri casi viene eseguito un secondo piercing parallelamente al primo, dietro di questo, e viene inserito un secondo gioiello. Molto più raramente possono essere presenti fino anche a quattro fori uno dietro l'altro, combinando un doppio piercing a croce con uno a "X".

Talvolta viene anche praticato stretching del foro, allargandolo attraverso l'inserimento di gioielli di dimensione via via maggiore o attraverso una spirale di spessore variabile, che porta a un graduale allargamento nel foro. In seguito un foro così allargato permette l'inserimento di un plug, di anelli o barrette di grosso spessore o in taluni casi anche di molteplici anelli.

In entrambi i casi per l'esecuzioni di tali pratiche è indispensabile attendere la completa e definitiva guarigione del piercing.

Piercing al capezzolo e allattamento[modifica | modifica wikitesto]

Un dubbio comune tra le donne che prendono in considerazione l'idea di farsi fare un piercing al capezzolo, è se questo possa avere conseguenze sull'allattamento. Non risulta che un piercing al capezzolo praticato correttamente possa causare complicazioni con questa pratica[82]. Una lettera pubblicata sul Journal of the American Medical Association, indica che un piercing al capezzolo fatto in modo improprio e la conseguente cicatrizzazione possa bloccare i dotti lattiferi[83].

Affidarsi a un piercer professionista aiuta a prevenire infezioni e complicazioni. Frequenti riperforazioni possono anch'esse danneggiare il capezzolo e causare complicazioni. È altresì raccomandato che il piercing sia ben guarito prima di allattare. Per questo motivo molti piercer professionisti rifiutano di forare i capezzoli di donne gravide, anche perché il piercing al capezzolo può causare stress al fisico che potenzialmente può complicare la gravidanza.[senza fonte]

Parecchi problemi possono presentarsi allattando con il gioiello inserito, pertanto è raccomandabile rimuovere l'anello o la barretta prima di allattare. La presenza del gioiello può causare scarsità nel flusso del latte, ingerimento di aria, conati di vomito e fuoriuscite di latte dalla bocca del bambino. Può anche presentare il pericolo di soffocamento per il bambino. La pallina di un bead ring o di un barbell, può staccarsi e finire nella trachea del piccolo. Altresì le gengive, la lingua e il palato possono venire ferite dal gioiello.[84].

Mentre alcuni sostengono argomenti contrari al piercing al capezzolo e l'allattamento, altri esperti sentenziano che non c'è alcun problema nel forare i capezzoli[85][86]: il Dr. Kendall-Tackett afferma che non c'è evidenza che forare i capezzoli possa causare problemi con l'allattamento. Il seno continua a produrre una quantità adeguata di latte e poiché in ogni capezzolo sono presenti tra i quindici e i venti dotti lattiferi, anche se l'ago ne dovesse danneggiare qualcuno, ne rimarrebbero comunque a sufficienza per allattare senza problemi. La chirurgia plastica spesso danneggia i dotti lattiferi all'interno del seno, e questo può realmente causare problemi, ma la situazione con il piercing al capezzolo e ben differente.[87]

Cura del capezzolo introflesso[modifica | modifica wikitesto]

Il piercing al capezzolo può rappresentare una cura definitiva per il capezzolo introflesso.[88] La comunità medica riconosce tre gradi differenti di introflessione del capezzolo, non su tutti è possibile praticare il piercing.[88]

Possibili complicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il piercing al capezzolo è tra i più delicati e di lunga guarigione. In particolare, anche una volta guarito, a causa della numerosa presenza di ghiandole sebacee, in taluni soggetti, un'abbondante secrezione può diventare potenziale causa di problemi, poiché seccandosi può ferire la cute interna del piercing provocando infezioni. In tal caso va mantenuta una costante pulizia quotidiana del piercing e in casi estremi può portare alla necessità di rimuovere il gioiello.

Il capezzolo è sufficientemente carnoso da permettere di forare con sicurezza attraverso una quantità abbondante di pelle così da prevenire il rigetto del gioiello. Comunque, se lo spessore del gioiello è troppo sottile o il foro non è stato praticato sufficientemente in profondità, si crea un rischio di rigetto. Allergie al metallo, infezioni o tiramenti e strattoni, possono essere anch'essi cause di rigetto.

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le motivazioni che spingono a questa pratica sono principalmente di carattere erotico, più raramente estetico e di moda. Viene riportato che l'eccitazione sessuale creata dalla stimolazione dei capezzoli e dell'areola, viene aumentata dal piercing al capezzolo[89]. Molte donne hanno notato un aumento di sensibilità ed eccitazione sessuale in seguito alla perforazione dei loro capezzoli[90]. Come risultato dell'ondata di informazione sull'accrescimento dell'aspetto sessuale nel piercing al capezzolo, è stato riscontrato un aumento da parte di entrambi i sessi nella richiesta di questa procedura.[91]

Citazioni nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Doug Malloy, Body & Genital Piercing in Brief, su BME Body Modification Ezine (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2009).
  2. ^ a b c d Valerie Vale e Andrea Junio, 1989
  3. ^ a b c d (EN) Nipple Piercing, su BMEzine Encyclopedia.
  4. ^ a b c d (EN) The Point. The Official Newsletter of Professional Piercers (PDF), nº 25, giugno 2003, 1, 22 (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2012).
  5. ^ a b c (EN) Piercing - Upper Body, su Elwood's Body Modification (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
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  10. ^ a b (EN) Punk Rock Edwardians, su Edwardian Promenade.
  11. ^ (EN) Tattoo History: An Overview, su Tattoo Design (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2013).
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  13. ^ (EN) Lesley Hall, Victorian sex factoids, su Lesley Hall's Web Pages.
  14. ^ (EN) Charles LaFave, Victorian Nipple Ring - Part One, su bodiartforms.com. URL consultato il 9 luglio 2016.
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  16. ^ (EN) Charles LaFave, Victorian Nipple Ring - Part Three, su bodiartforms.com. URL consultato il 9 luglio 2016.
  17. ^ a b c (EN) Selma Kadi, Victorian breast-rings, su H-Net Discussion Network, 6 gennaio 2007. URL consultato l'11 marzo 2018.
  18. ^ (EN) Cristen Conger, Were nipple rings really a Victorian fashion fad?, su Stuff Mom Never Told You, 24 marzo 2015. URL consultato l'11 marzo 2018.
  19. ^ (EN) Amanda Arnold, The Titillating Rise of Nipple Piercings, su Broadly, Vice, 6 ottobre 2016. URL consultato l'11 marzo 2018.
  20. ^ a b (EN) Isaac Disraeli, Curiosities of Literature, Londra, 1895, p. 86.
  21. ^ Ivan Bloch, 1996, pp. 470-471.
  22. ^ a b (EN) Jennifer Vineyard, How Outlander’s ‘Nipple Dress’ Came Together, su Vulture, 18 aprile 2016. URL consultato il 13 marzo 2018.
  23. ^ a b (EN) Joanna Robinson, Outlander Exclusive: See the NSFW Dress That One-Ups Game of Thrones, su Vanity Fair, 15 aprile 2016. URL consultato il 13 marzo 2018.
  24. ^ (EN) Perky Nipple Ring Shield, su nipple-rings-shields.info (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2009).
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