Piede diabetico

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Ulcera diabetica di origine neuropatica sul versante plantare del calcagno destro

Un piede diabetico è un piede che presenta i sintomi del diabete mellito o di una sua qualsiasi complicazione a lungo termine (o "cronica"). Le patologie che più spesso compromettono la funzione o la struttura del piede sono la neuropatia diabetica (in tal caso si parla di piede neuropatico) e l'arteriopatia (si parla di piede ischemico).[1]

Il Piede Diabetico[modifica | modifica wikitesto]

Il piede diabetico deve essere considerate una sindrome in cui si riconoscono due quadri patologici ben distinti: il piede neuropatico ed il piede neuroischemico. Tali quadri riconoscono eventi fisiopatologici ben distinti, nonché differenti percorsi diagnostico-terapeutici e, conseguentemente, differenti risultati clinici. È opportune quindi chiarire l’importanza della definizione di alcuni passaggi fisiopatologici, essenziali nella strategia diagnostica e terapeutica orientata a fornire un idoneo trattamento di salvataggio d’arto. Solo attraverso il riconoscimento e la correzione di quei fattori in grado di influenzare negativamente la prognosi (la vasculopatia arteriosa e la sua evoluzione in ischemia critica, l’infezione con perdita di vitalità dei tessuti molli e la sua evoluzione con coinvolgimento delle strutture osse- l’osteomielite), è possible pensare di poter ridurre il numero di amputazioni maggiori, intendendo in tal senso le amputazioni eseguite sopra o sotto il ginocchio, nella popolazione diabetica.[2]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il diabete è una malattia cronica molto seria causata da fattori ereditari ed ambientali. La prevalenza globale per l’anno 1996, secondo cui sarebbero affetti da diabete 120 milioni di individui, sarà più che raddoppiata entro l’anno 2025, fino a raggiungere i 250 milioni di malati e ciò a causa dell’aumento dell’età media, dell’obesità, dello stile di vita sedentario, nonché del cambiamento del regime alimentare. Le persone affette da diabete si sottopongono a visite mediche più frequenti, subiscono un numero maggiore di ricoveri ed è meno probabile che trovino occupazione rispetto a coetanei non affetti da diabete. Studi di numerose strutture sanitarie di grandi dimensioni hanno rivelato che il 3–4% dei pazienti affetti da diabete fa uso del 12–15% delle risorse di assistenza sanitaria.

Sebbene svariate complicanze come cardiopatie, insufficienza renale e cecità, colpiscano seriamente, anche dal punto di vista economico, gli individui affetti da diabete, le complicanze che interessano il piede fanno pagare il tributo maggiore. Circa il 15% dei soggetti affetti da diabete mellito sperimenta nell’arco della propria vita una lesione ulcerativa a livello del piede.

La lesione ulcerativa deve essere considerata il maggior fattore di rischio per amputazione nella popolazione diabetica. Più del 60% delle amputazioni non traumatiche nel mondo occidentale vengono eseguite nella popolazione diabetica. L’incidenza della amputazione maggiore varia in letteratura tra lo 0.5 ed il 5 per 1000 pazienti. La percentuale di amputazione può però variare a seconda del paese, del gruppo razziale e può essere anche superiore a 20 per 100.000. La mortalità nella popolazione diabetica sottoposta ad amputazione maggiore è significativamente superiore rispetto alla popolazione diabetica che non va incontro ad amputazione.

Il 40–70% di tutte le amputazioni delle estremità inferiori è correlata al diabete mellito. In alcune zone è stata registrata una percentuale pari addirittura al 70–90%. Negli USA vengono eseguite ogni anno più di 50.000 amputazioni associate al diabete. L’85% di tutte le amputazioni delle estremità inferiori legate al diabete è conseguenza di ulcere del piede. I fattori più importanti correlati allo sviluppo di ulcere del piede sono la neuropatia periferica, deformità del piede e microtraumi.

Una combinazione di più fattori rallenta il normale processo di guarigione di un’ulcera e può favorire l’insorgere di un’infezione o di una gangrena, con conseguente lunga degenza ospedaliera ed amputazione. Fattori determinanti predittivi per l’esito delle ulcere del piede diabetico sono le infezioni, l’ischemia, il trattamento delle lesioni, la riduzione del carico, la neuropatia e la comorbilità.

Una strategia che comprenda la prevenzione, l’educazione sanitaria del paziente e della equipe sanitaria, nonché il trattamento multidisciplinare delle lesioni ulcerative, è in grdo di ridurre il tasso di amputazione maggiore del 49–85%. Il piede diabetico è un problema economico di rilevanti proporzioni, specie nel caso in cui un’amputazione comporti prolungati periodi di ospedalizzazione e di riabilitazione, nonché maggiore necessità di assistenza a domicilio e di servizi sociali.[3]

Gradi di rischio[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse ad avere una classificazione clinica delle fasi del piede diabetico risponde alla necessità di avere dei protocolli di trattamento comuni per stabilire un valore predittivo in termini di guarigione dell'ulcera. La classificazione di Wagner (Meggitt/Wagner) è basata su tre parametri: la profondità dell'ulcera, il grado di infezione e l'estensione della necrosi.[4]

  • Grado 0: Nessuna lesione, piede senza rischio
  • Grado 1: Ulcera superficiale
  • Grado 2: Ulcera complicata
  • Grado 3: Ulcera profondamente complicata
  • Grado 4: Gangrena localizzata
  • Grado 5: Gangrena dell'intero piede

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi non si basa solo sull'evidenza sintomatologica, e può essere effettuata con strumenti non invasivi. La sensibilità tattile può essere valutata premendo sul piede con un filo di nylon di un diametro predeterminato (monofilamento di Semmes-Weinstein). La sensibilità vibratoria viene testata facendo riconoscere al paziente le vibrazioni di un diapason.[1][5]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso dell'ulcera neuropatica plantare, il paziente deve indossare degli appositi scarponi o particolari tipi di gesso (come il total contact cast). La maggior parte di tali pazienti riesce a guarire, in questo modo, il circa 6-8 settimane.[1]

Il trattamento per il piede ischemico è invece più complicato, poiché il paziente necessita di interventi di rivascolarizzazione, mediante by-pass o angioplastiche, a seconda della gravità dell'arteriopatia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Filmato audio I sintomi e i segni del piede diabetico, Corriere della Sera, 25 febbraio 2013. URL consultato il 27 maggio 2013.
  2. ^ (EN) Luca Dalla Paola, Anna Carone e Lucian Vasilache, Overview on diabetic foot: a dangerous, but still orphan, disease, in European Heart Journal Supplements, vol. 17, suppl A, 1° marzo 2015, pp. A64–A68, DOI:10.1093/eurheartj/suv023. URL consultato il 17 marzo 2016.
  3. ^ Luca Dalla Paola, Prof. Luca Dalla Paola - Medico Chirurgo Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio. Specialista nel trattamento medico Chirurgico del piede diabetico., su www.lucadallapaola.it. URL consultato il 17 marzo 2016.
  4. ^ Roura
  5. ^ Il piede neuropatico, diabete.net. URL consultato il 27 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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