Piccolo Sceriffo

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Piccolo Sceriffo
Nome orig. Kit Hodgkin (Hodgkins)
Lingua orig. Italiano
Autore Tristano Torelli
Disegni Camillo Zuffi
1ª app. 1948
Sesso Maschio
Piccolo Sceriffo
fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Tristano Torelli
Disegni Camillo Zuffi
1ª edizione 1948
Genere western

Il Piccolo Sceriffo è un personaggio dei fumetti creato da Tristano Torelli e disegnato da Camillo Zuffi protagonista di una serie western pubblicata dal 1948 al 1964 dall'Editrice Torelli[1]. Il primo albo a strisce esordì in edicola il 30 giugno1948 ed è pertanto la prima striscia a fumetti pubblicata in Italia[2]. Ha avuto diverse edizioni straniere[3].

Il Piccolo Sceriffo appartiene a una schiera di eroi adolescenti molto diffusi negli anni cinquanta e sessanta come Capitan Miki, il Piccolo Ranger e altri così voluti per favorire la loro identificazione con i potenziali acquirenti, i ragazzi, che grazie alla vicinanza di età potevano rispecchiarsi nei protagonisti delle avventure a fumetti[senza fonte].

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Kit Hodghins (il cognome appare anche nella forma Hodgkins), rimasto orfano del padre sceriffo, cattura l'assassino del padre e viene acclamato nuovo sceriffo[3]. I comprimari sono Piggy, la sorella Lizzie, la fidanzata Flossie e suo padre Garrett, e il cane lupo Roki[3] che da quel periodo diede il suo nome a migliaia di cani in Italia[senza fonte].

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La serie esordisce il 30 giugno1948 scritta da Tristano Torelli e Giana Anguissola e disegnata da Camillo Zuffi e viene pubblicata dalle edizioni Torelli dal 30 giugno 1948 fino 30 dicembre 1965[3] in 847 albi divisi in serie. Dopo le prime due serie a strisce dedicate prevalentemente alle avventure del personaggio la collana assume il classico formato a libretto diventando un periodico contenitore che cambierà varie volte testata. Le ultime due serie della collana (la IX e la X) non ospitano più le avventure del personaggio che sono invece edite sulla testata Sceriffo Gigante[2]. Divise in dieci serie le avventure del personaggio appaiono prima in due serie in formato striscia, poi in una terza in formato quadrotto, quindi in cinque in formato libretto poi in una nona in formato albo sui numeri pari della collana Albo Grandi Avventure (Fasani, 1964) per poi concludersi definitivamente coi numeri 3-6 della collana Il Piccolo Sceriffo della S.E.P.I.M. nel 1966[3].

Le serie originarie sono così descritte[2]:

  • Serie I a strisce (1948-1951): 173 fascicoli a periodicità decadale. Vi compariva la denominazione Casa Editrice Star, solo in seguito apparirà esplicitamente come editore il nome di Torelli.
  • Serie II a striscia (1951-1954): 126 fascicoli a periodicità settimanale.
  • Serie III - Serie Oro (1954-1955): 54 fascicoli formato quadretto a periodicità settimanale. Delle 32 pagine, soltanto la metà è dedicata alle avventure di Kit, le rimanenti ad altri personaggi.
  • Serie IV (1955-1956): 60 fascicoli formato libretto a periodicità settimanale che oltre alle avventure del personaggio contengono quelle di altri due famosi personaggi torelliani come Sciuscià e Nat del Santa Cruz.
  • Serie V (1956-1957): 48 fascicoli formato libretto a periodicità settimanale. Delle 48 pagine soltanto 13 sono dedicate alle avventure di Kit mentre le rimanenti sono per altri personaggi quali per esempio Mike Mount.
  • Serie VI - Il nuovo Sceriffo (1957-1960): 152 fascicoli formato libretto a periodicità settimanale. Nella maggior parte dei casi le copertine vengono dedicate a fatti di cronaca. In un certo momento le pagine arrivano fino a ben 64 ma soltanto 11 o 12 sono dedicate alle avventure di Kit lo Sceriffo (che ha perso così l’appellativo di Piccolo) . Negli albi sono presenti anche due fotoromanzi. La struttura della copertina muta nel corso degli anni.
  • Serie VII - Il nuovo Sceriffo Nuova Serie (1960-1961): 54 fascicoli formato libretto a periodicità settimanale sul quale continuano le avventure di Kit lo Sceriffo a altri personaggi stavolta tutti stranieri.
  • Serie VIII - Il Nuovo Sceriffo presenta Radar (1961-1963): 104 fascicoli formato libretto a periodicità settimanale. Delle complessive 48 pagine soltanto 12 sono dedicate al Piccolo Sceriffo. Il libretto cambia editore che è ora lo stampatore Angelo Fasani. Oltre alle nuove avventure di KIT sono presenti altri personaggi.
  • tra il 1963 e il 1964 vennero pubblicate due serie di Sceriffo Gigante di 8 e 10 albi rispettivamente in grande formato a periodicità mensile che pubblicavano le nuove avventure del personaggio insieme a delle ristampe della prima serie oltre a storie con altri personaggi.

Ristampe[modifica | modifica wikitesto]

La serie è stata più volte ristampata in nuove collane o in edizioni anastatiche[3]. Le prime ristampe si erano già avute in varie edizioni sin dal settembre 1949[4] e proseguirono più o meno ininterrottamente fino al 1961. Fino al 1959 le ristampe sono ospitate in fascicoli di grande formato, 17 X 24 cm circa come quello degli Albi d'Oro Mondadori (al punto che si parla impropriamente degli Albi d'Oro del Piccolo Sceriffo), ma già sin dalla fine del 1957 ad esse si affiancarono delle ristampe in formato libretto (12x17 cm) il quale prese poi il sopravvento definitivo. In tale contesto venne edita la collana "Albo dello sceriffo" di 55 numeri stampati tra il 1957 e il 1958 che ristampavano la prima serie[5]. Detta collana proseguì con altri 22 numeri, pubblicati tra il 1959 e il 1960, i quali però, nonostante il titolo, non contenevano più avventure del Piccolo Sceriffo ma ristampe e storie inedite di altri personaggi. Tra il 1961 e il 1963 l'editore Fasani pubblicò un'altra ristampa di 30 volumi, seguita da altri 12 all'anno nel 1964 e altri 12 all'anno nel periodo 1965-1966 ma come Casa Editrice SEPIM. Ci fu anche una ulteriore ristampa di 10 fascicoli mensili intitolati Sceriffo Kit editi da Meroni nel biennio 1969/1970.

Le storie del Piccolo Sceriffo continuarono ad essere proposte (XI serie) sulla collana ALBO GRANDI AVVENTURE (Ed. SEPIM, Milano, Direttore Responsabile Franco Fasani): 30 fascicoli formato libretto, periodicità quindicinale, editi tra il 1964 e il 1966. In detti albi vennero però pubblicate avventure di KIT LO SCERIFFO soltanto nei numeri pari.

Nel nº30 dell'Albo Grandi Avventure uscito il 5 gennaio 1966 appaiono per l'ultima volta episodi inediti del Piccolo Sceriffo e quindi questa data può essere scelta come conclusione della serie iniziata nel 1948.

Sono state realizzate ristampe anastatiche amatoriali della I, II, III e IV serie.

Dal 1º luglio 1990, l'Editoriale Dardo (Milano), inizia a pubblicare una collana intitolata "Il Piccolo Sceriffo", contenente ristampe della avventure di Kit Hodgkin (o Hodgkins) a partire dalla IV serie (le prime 3 serie verranno invece riproposte qualche mese dopo dal medesimo editore in 15 albi di grande formato dal titolo "Il Piccolo Sceriffo Old America"). L'iniziativa andrà avanti fino al N. 112 (ma gli ultimi 12 albi, pur continuando a mantenere la detta denominazione, furono dedicati alla riproposta delle "Avventure di Mike Mount nel 2000"), dapprima attraverso un'ordinaria distribuzione nelle edicole, indi (dal N. 36), come pubblicazione a tiratura limitata, in vendita solo per corrispondenza.

Edizioni estere

Il personaggio è stato pubblicato anche all'estero: ha avuto un'edizione inglese intitolata Little Sheriff, una francese intitolata Le Petit Shériff della Sagé, una tedesca intitolata Der Kleine Sheriff e una brasiliana delle edizioni Vecchi)[3].

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Giana Anguissola e Tristano Torelli sono gli autori di due romanzi: “Il Piccolo Sceriffo” e “Artiglio nero”[2].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Dal fumetto fu tratto nel 1950 un mediometraggio omonimo diretto da Vittorio Sala ed interpretato dai nipoti di Tristano Torelli[6]. Dopo esser stato presentato nella sezione ragazzi della XI Mostra del cinema di Venezia ebbe una sola proiezione in orario mattutino il giorno 3 dicembre 1950 presso il cinema Impero di Milano[3]. L'unica copia sarebbe stata venduta insieme a materiale editoriale inerente al film, a parenti di Torelli emigrati in Sud America[senza fonte]. Il film si considera purtroppo perduto[3].

Fotoromanzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972 ne fu tratto un fotoromanzo sexy edito sul quattordicinale per uomini Caballero della Sepim il cui editore era il figlio di Tristano Torelli, Guglielmo[7][3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Piccolo Sceriffo - Supplemento Mensile, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  2. ^ a b c d Il Piccolo Sceriffo, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  3. ^ a b c d e f g h i j IL PICCOLO SCERIFFO, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  4. ^ Il Piccolo Sceriffo Supplemento, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  5. ^ Albo dello Sceriffo, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  6. ^ IL PICCOLO SCERIFFO - Vittorio SALA - 1950 - Archivio del Cinema, su www.fotoafe.it. URL consultato il 31 gennaio 2017.
  7. ^ Caballero, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 31 gennaio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altre serie pubblicate dalla Editrice Torelli