In silenzio/Piccola Katy

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In silenzio/Piccola Katy
ArtistaPooh
Tipo albumSingolo
Pubblicazione2 febbraio 1968
Durata3:04 3:01
GenereBeat
Pop rock
EtichettaVedette
ProduttoreArmando Sciascia
ArrangiamentiPooh
RegistrazioneMilano
Pooh - cronologia

In silenzio/Piccola Katy è un 45 giri dei Pooh, pubblicato nel 1968. Fu il primo singolo del gruppo a entrare nelle prime 15 posizioni della Hit parade.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo fu concepito nel 1967 ma uscì il 2 febbraio del 1968. Sebbene Piccola Katy fosse il pezzo del Lato B del disco, questa canzone ebbe più successo della facciata A (In silenzio).

I brani furono presto inseriti nell'LP Contrasto, ritirato dal commercio dopo appena una settimana. La prima esibizione live del disco fu al programma Rai "Settevoci", condotto da Pippo Baudo al quale però vennero invitati solo Riccardo e Roby a cantare Piccola Katy in playback.

Il brano, che non aveva creato particolare entusiasmo presso la casa discografica, risultò essere tra i più richiesti sia in radio sia nei primi concerti del gruppo. La facciata A, In silenzio, fu dalla sua parte piuttosto apprezzata, anche grazie alla passionale interpretazione di Riccardo Fogli.

I due brani sono stati riproposti a partire dal tour di Buona fortuna, quando in scaletta, dopo una lunga pausa, i Pooh hanno ricominciato a suonare i loro brani degli anni sessanta.

Questa scelta è da interpretare come una sorta di riabilitazione dei pezzi: nel corso degli anni novanta ne è stata registrata una versione più moderna e riarrangiata, inserita nelle raccolte, a partire da 25: la nostra storia.

È da notare che nella nuova registrazione è stato eliminato l'intermezzo parlato di Piccola Katy, sostituito da un assolo di chitarra elettrica.

All'inizio del nuovo millennio, i brani erano ancora presenti stabilmente nelle scalette dei concerti dei Pooh. Spesso, vengono riproposti anche dall'interprete originale del 1968, ovvero Riccardo Fogli.

Piccola Katy venne ripubblicata in un'inedita versione a 5 voci in occasione del cinquantennale dei Pooh, nel mese di settembre 2016.

Formazione (1968)[modifica | modifica wikitesto]

Formazione (Reincisione 1991)[modifica | modifica wikitesto]

Formazione Piccola Katy (radio edit 2016)[modifica | modifica wikitesto]

Le canzoni[modifica | modifica wikitesto]

In silenzio[modifica | modifica wikitesto]

Il brano è stato composto dal "duo di fabbrica" della band, Roby Facchinetti e Valerio Negrini, ma nel 45 giri sia questa canzone sia il retro del disco Piccola Katy sono accreditate come testo a Pantros e come musica a Lee Selmoco, in quanto Negrini e Facchinetti non erano ancora iscritti alla Siae.

Canzone melodica di grande impatto, che dipinge atmosfere alla Gianni Morandi, viene inclusa dalla Vedette nell'album Contrasto, ritirato dal commercio dopo poche settimane dall'uscita, dopo la protesta dei componenti del complesso.

L'interpretazione del brano, nella versione originale è affidata a Riccardo Fogli, che ne esegue una sua versione riveduta, con arrangiamento orchestrale curato da Danilo Vaona, nel suo disco omonimo del 1976, dopo aver lasciato il complesso dei Pooh tre anni prima.

I Pooh l'hanno riproposta, in versione studio dal 1990. La medesima ha trovato spazio in alcune antologie degli anni novanta. Il brano è stato riproposto nei concerti dal vivo dal 1981, nel tour di Buona fortuna, insieme al medley di brani anni sessanta. In silenzio ha trovato nuova linfa vitale nella poderosa interpretazione, piano e voce, di Roby Facchinetti ma ha ottenuto il suo apice attraverso la vocalità del suo interprete originale Riccardo Fogli nel tour "Reunion" del 2016 prima della cessazione dell'attività della band.

Piccola Katy[modifica | modifica wikitesto]

La registrazione originale del brano vede Roby Facchinetti, all'organo elettronico, Riccardo Fogli (cantante) al basso, Valerio Negrini alla batteria e Mario Goretti alla chitarra. Quest'ultimo è l'ideatore del riff iniziale di chitarra elettrica creato ispirandosi a Got To Get You Into My Life dei Beatles, presente sull'album Revolver. Questa risulterà l'ultima incisione del quartetto prima dell'ingresso nella formazione di Dodi Battaglia, che subentra a Mario Goretti nella tarda estate del 1968.

Il brano è una fotografia enblematica degli anni sessanta, colorata dalla voce inconfondibile dell'allora frontman vocale della band, Riccardo Fogli. Lei, Katy, una giovane sedicenne che tenta la fuga (notturna) da casa dopo le prime esperienze d'amore, torna sui suoi passi, e rientra a casa ( ... Piccola Katy, la porta è socchiusa, non devi nemmeno inventare una scusa ... ) senza che alcuno della sua famiglia se ne sia accorto. Tra la seconda e la terza strofa è inclusa una parte parlata, eseguita dallo stesso Fogli, con un accento che tende a quello di un inglese che cerca di parlare in italiano. In chiave ironica, lo stesso Riccardo Fogli si troverà a fare una simpatica autocitazione in Uomini col borsello di Elio e le Storie Tese, datata 1991. La versione dal vivo dei Pooh, e anche quella registrata nuovamente nel 1990 ha soppresso la parte parlata sostituendola con un intermezzo strumentale.

Particolare e curiosa la genesi della canzone. Gli stessi Pooh hanno spesso narrato il curioso aneddoto che ha portato alla nascita di questa loro famosissima hit: pare infatti che nel 1967, il paroliere Valerio Negrini scrisse questo testo e lo lasciò a Roby Facchinetti che però non riuscì a ricamarci sopra una melodia adatta. Il tempo passa e dopo una serata nella quale sia Facchinetti sia Negrini si prendono una potentissima sbronza, i due più alcuni amici si trovano a cantare a squarciagola in un furgoncino una melodia che diventerà poi l'inciso della canzone, aggiungendo gli "oh oh" dovuti più alla sbornia che alla fantasia creativa. L'indomani, ripresosi dalla sbronza, Facchinetti si mette al pianoforte e memore delle "note ubriache" scrive quella che sarebbe diventata con gli anni una delle sue più famose e controverse composizioni. Da una parte infatti il brano è un classico orecchiabile quanto sempliciotto, dall'altra è il simbolo delle canzoni più da "Easy Listening" prodotte dalla band, ma ciò non ha sminuito il valore della canzone in sé, che dopo l'oscuramento voluto dai Pooh negli anni settanta, è tornata prepotentemente alla ribalta con la tournée di Buona fortuna, nella quale i Pooh hanno ripescato i loro grandi successi degli anni sessanta. Viene spesso riproposta nei bis finali del concerto, accompagnata in medley più volte dalla meno fortunata, quanto più intensa, In silenzio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce Pooh, pag. 102-104
  • I Pooh, Quello che non sai, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997
  • Tiziano Tarli, Beat italiano - Dai capelloni a Bandiera Gialla, editore Castelvecchi, 2005
  • Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce Pooh, pagg. 112-113
  • Sandro Neri, Pooh: la grande storia 1966 - 2006, edizioni Giunti, Firenze, 2006
  • Autori vari (a cura di Gianluca Testani, Enciclopedia del Rock Italiano, editore Arcana, 2007; alla voce Pooh, pagg. 324-326
  • I Pooh (a cura di Massimo Poggini), I nostri anni senza fiato, Rizzoli, Milano, 2009)
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