Piazza della Minerva

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Coordinate: 41°53′53.25″N 12°28′38.38″E / 41.898125°N 12.477328°E41.898125; 12.477328

Piazza della Minerva verso il Pantheon, oggi

Piazza della Minerva è una piazza del centro storico di Roma, nel rione Pigna, situata in prossimità del Pantheon.

Il nome della piazza deriva dall'originaria esistenza in questo luogo di un tempio fatto erigere da Gneo Pompeo Magno e dedicato appunto a Minerva Calcidica, la cui statua cultuale si trova ora in Vaticano.

La basilica di Santa Maria sopra Minerva, baricentro dell'intera piazza, era già citata nell'VIII secolo dall'Anonimo di Einsiedeln col nome di (ecclesia) "S. Mariae in Minervio". A destra della facciata sono murate varie lapidi che commemorano l'altezza raggiunta dalle alluvioni del Tevere tra il 1422 e il 1598: la zona è infatti tra le più basse di Roma, e una volta che il fiume aveva straripato ci voleva un bel po' di tempo perché si asciugasse.

Un vasto convento, la casa "professa" sorta accanto alla chiesa quando questa divenne sede dei Domenicani fra il 1266 e il 1275, si estese nel tempo fino a via del Seminario e a San Macuto, nello spazio anticamente occupato da tre templi romani: oltre al citato Minervium, l’Iseum dedicato a Iside, e il Serapeum dedicato a Serapide. Del convento, divenuto nel XVII secolo sede dell'Inquisizione romana o Sant'Uffizio (vi fu celebrato nel 1633 il processo a Galileo Galilei e pronunciata la sua abiura), rimane oggi ai Domenicani poco più del chiostro (peraltro largamente rifatto): espropriato dallo Stato unitario, divenne nel 1870 sede del Ministero della Pubblica Istruzione e poi del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Vi si trova, oggi, la Biblioteca del Senato, dedicata a Giovanni Spadolini.

Targa in ricordo della presenza di José de San Martín nell'albergo Minerva

Al centro della piazza, e voltando le spalle al convento dell'Inquisizione, sta dal 1667 l'elefantino del Bernini, sormontato da un piccolo obelisco, scavato nel chiostro e proveniente dall'Iseum. L'elefante è noto come «il pulcin della Minerva», ma il nome è una derivazione di «porcino» nel senso di «maiale», giacché la fantasia del popolo romano, poco ispirata dagli elefanti, ne aveva fatto già dall'inizio un maiale.

A destra della chiesa sta il settecentesco Palazzo Fonseca, sede dal 1832 di uno degli alberghi storici di Roma, il Minerva, oggi Grand Hotel de la Minerve, che ebbe ospiti famosi come, tra gli altri, Stendhal e José de San Martín, ricordati da apposite lapidi sulla facciata.

Di fronte alla chiesa sta il Palazzo dell'Accademia ecclesiastica (già Accademia dei nobili ecclesiastici), di origine cinquecentesca ma completamente rifatto nel 1878. È sede accademica del Vaticano: vi si preparano i quadri diplomatici.

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