Piazza del Plebiscito (Ancona)

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Piazza del Plebiscito
AnconaIII.JPG
Piazza del Plebiscito
Altri nomi Piazza del Papa
Nomi precedenti Piazza Nuova, piazza del Comune, piazza Grande, piazza Napoleone, piazza San Domenico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Ancona-Stemma.png Ancona
Circoscrizione Prima Circoscrizione
Distretto Rione San Pietro
Caratteristiche
Tipo Piazza
Costruzione XV secolo
Mappa

Coordinate: 43°37′10.7″N 13°30′42″E / 43.619639°N 13.511667°E43.619639; 13.511667

Chiesa di San Domenico
Statua di Clemente XII, 1738

Piazza del Plebiscito, conosciuta più comunemente come piazza del Papa, è una delle quattro piazze principali di Ancona (le altre sono piazza della Repubblica, o del Teatro, piazza Roma e piazza Cavour. Di esse è la più antica: fu aperta nel XV secolo; sino all'espansione cittadina seguita all'unità italiana fu la piazza centrale della città, la "piazza grande" in cui si incontravano i confini dei tre terzieri: Porto, Capodimonte e San Pietro. Oggi è il centro di quest'ultimo rione.

La sua forma è singolare: rettangolare molto allungata; inoltre particolare è anche il fatto che comprenda vari livelli, collegati da due rampe e da scalinate. Su di essa si affacciano alcuni tra i più importanti monumenti cittadini: il Palazzo del Governo, con la sua torre, la chiesa di San Domenico e, svettante sul ripiano al centro della piazza, la statua di Clemente XII, il papa che, novello Traiano, fu responsabile della rinascita del porto nel Settecento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sino al 1822 la piazza era considerata l'unico centro della città; in quell'anno la realizzazione del Teatro delle Muse con l'antistante piazza omonima cambiò la situazione e nel periodo post-unitario l'apertura di piazza Roma e di piazza Cavour trasformarono definitivamente Ancona in una città policentrica. Ogni centro ha però la sua funzione, e piazza del Plebiscito svolge quella di punto nevralgico dei rioni più antichi ed è oggi uno dei principali centri della vita sociale e notturna nella città.

La realizzazione della piazza risale alla fine del XV secolo. Inizialmente chiamata piazza Nuova poi piazza Grande fino alla conquista dei francesi alla fine del Settecento quando prese il nome di piazza Napoleone. Alla restaurazione dello Stato Pontificio assunse il nome di piazza San Domenico, come la chiesa che vi si affaccia. Nel 1870 prese il nome attuale in onore del plebiscito, tenutosi il 4 e 5 novembre 1860, che confermava l'annessione delle Marche nel Regno d'Italia. Tuttavia, sin dalla fine del 1700, è chiamata dagli anconetani "piazza del Papa", a causa dell'imponente statua di papa Clemente XII presente nella parte alta della piazza.

Eventi storici avvenuti nella piazza[modifica | modifica wikitesto]

  • Qui, il 25 febbraio 1443, venne giustiziato il Podestà Pietro Grifoli per tentato tradimento.
  • Nel 1532 vennero gettati nel selciato della piazza i corpi decapitati di cinque giovani che avevano cercato di reagire contro il colpo di mano che portò alla fine della Repubblica di Ancona e al suo passaggio nei domini diretti dello Stato della Chiesa; secondo la tradizione le teste scolpite nel fontanone di piazza rappresenterebbero proprio i giovani eroi uccisi per ordine del legato pontificio; il fontanone è infatti detto anche fonte dei decapitati.
  • Nel 1831 venne fondata, a palazzo Schelini, la sede della Giovine Italia.
  • Nel 1863 viene tolto alla piazza l'uso del mercato delle erbe.
  • Alla chiusura del Teatro della Fenice, uno dei progetti prevedeva la costruzione del nuovo Teatro delle Muse in questa piazza, con ubicazione prevista tra la chiesa di San Domenico e l'ex Ospedale di San Tommaso di Canterbury, allora adibito a pescheria.
  • Alla fine degli anni settanta, dopo secoli, l'amministrazione decise di trasferire altrove la Fiera di San Ciriaco.

Chiesa di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Domenico (Ancona).

La Chiesa di San Domenico domina la piazza dalla sommità di una scalinata. Fu progettata da Carlo Marchionni nel 1763, la prima pietra fu posta nel 1771. Per la sua costruzione viene demolita la preesistente chiesa omonima, del XIII secolo, che sorgeva più a sinistra rispetto all'attuale facciata. Con l'occupazione francese e l'avvento della Repubblica Anconitana, la chiesa, di cui non era stata ancora completata la facciata, venne nel 1778 adibita a caserma; la parte superiore del prospetto principale rimase perciò incompiuta. Fu riaperta al culto nel 1816, con la Restaurazione.

Nel suo vasto interno sono conservate importanti opere d'arte, come la Crocifissione di Tiziano, l'Annunciazione del Guercino e numerose statue di Gioacchino Varlè.

Palazzo del Governo e torre civica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo del Governo (Ancona).
Palazzo del Governo e torre di piazza

Alla realizzazione del Palazzo del Governo partecipò Francesco di Giorgio Martini nel 1484. Fu dal Trecento sino al 1532 sede del governo della Repubblica di Ancona, al posto del precedente Palazzo degli Anziani. Con l'incorporazione di Ancona nello Stato pontificio, il palazzo fu sede del legato pontificio. Dal 1861, quando la città entrò nel Regno d'Italia, il palazzo divenne sede della Prefettura.

Il meccanismo dell'orologio della Torre civica, in esposizione al Palazzo degli Anziani (a sinistra).

Il Palazzo del Governo sin dall'inizio e dunque dal XIV secolo, aveva a fianco una torre: la torre civica, o torre di piazza. Nel 1581 venne riconfigurata da Nicola Longhi e Tommaso Jacometti, che aggiunsero il balcone con il suo portale manierista e, nel 1611, il grande orologio, ancora funzionante. Le note delle quattro campane sono:

  • prima campana: La 2
  • seconda campana: Re♭ 3
  • terza campana: Fa 3
  • quarta campana: Si♭ 3.

Nel 1806 la suoneria venne dotata di un carillon (detto popolarmente gariglió) dal maestro orologiaio Antonio Podrini da Sant'Angelo in Vado, che ne ha anche composto la melodia, suonata, alcuni secondi dopo il dodicesimo rintocco, a mezzogiorno e, originariamente, anche a mezzanotte. Dopo la Seconda guerra mondiale il carillon rimase inattivo sino a che non se ne interessò il sindaco Guido Monina, anche se il meccanismo fu predisposto solo per suonare solo a mezzogiorno[1]. Il quadrante dell'orologio, di dodici ore con una sola lancetta, è in pietra di paragone.

Statua di Clemente XII[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento per eccellenza della piazza, in quanto da esso prende il suo nome usuale di "piazza del Papa", è naturalmente la statua di Clemente XII, simbolo della gratitudine degli anconetani nei confronti del pontefice settecentesco responsabile della rinascita economica e culturale di Ancona: infatti egli aveva concesso alla città il porto franco ed aveva inviato il famoso architetto Luigi Vanvitelli per ampliare e attrezzare modernamente il porto.

Luigi Vanvitelli - Disegno del progetto della Porta del nuovo molo di Ancona, ovvero Arco Clementino, con la statua del papa Clemente XII benedicente sull'attico dell'Arco

Proprio su proposta del Vanvitelli, il Senato anconetano decise l'erezione di un arco di trionfo dedicato al papa, collocato sul nuovo molo del porto e che in qualche modo oscurasse la vista del pagano Arco di Traiano: l'Arco Clementino, sull'attico del quale avrebbe dovuto essere collocata la statua benedicente di Clemente XII (come testimoniano i disegni originali del Vamvitelli e il conio di una medaglia onorifica fatta realizzare dagli anconetani e donata al pontefice), rappresentando così, assieme al Duomo in alto sul colle Guasco, la prima immagine che si sarebbe proposta ai naviganti al momento dell'ingresso nel porto dorico.

Venne quindi acquistata a Roma una statua del papa benedicente, realizzata nel 1738 dallo scultore barocco Agostino Cornacchini e che inizialmente avrebbe dovuto essere collocata sul portico della basilica romana di San Giovanni in Laterano. Trasportata la statua ad Ancona, ci si accorse che la struttura dell'arco, edificato in mattoni e con la sola facciata rivolta verso il mare in pietra d’Istria, non avrebbe potuto reggere il notevole peso della scultura di marmo. Pertanto, in attesa di poter trovare le risorse finanziarie per i lavori di consolidamento e rinforzo della struttura dell'Arco, il Senato anconetano deliberò di collocare la statua, "provvisoriamente", al centro della Piazza Grande o del Comune, che venne subito ribattezzata dagli anconetani "Piazza del Papa". Inutile che dire che la statua di Clemente XII rimase là dove tuttora si trova, vuoi per la cronica mancanza di fondi per la ristrutturazione dell'Arco Clementino, vuoi per l'affezione che gli anconetani manifestarono per la nuova sistemazione della piazza che acquistò una dimensione monumentale e scenografica che in passato le mancava.

La statua fu danneggiata dai giacobini durante il periodo dell'occupazione francese, fu rimossa nel 1797 durante il periodo della Repubblica Anconitana e ricoverata nel chiostro del vicino convento domenicano, protetta entro un riparo di tavole. Il 18 dicembre 1818, dopo la restaurazione del dominio pontificio, la statua fu ricollocata nella piazza, nella quale nel frattempo era stata realizzata l'attuale scalinata (dall'architetto comunale Pietro Zara). Al restauro della statua provvide un tal Ciriaco Tabacchi, paradossalmente uno dei vandali giacobini responsabili del precedente danneggiamento.

Fu nuovamente danneggiata nel corso della Seconda Guerra Mondiale e restaurata dallo scultore anconetano Vittorio Morelli, in collaborazione con lo scultore, anch'egli anconetano, Mentore Maltoni[2].

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

Fonte dei decapitati, o fontanone.

Due sono le fontane che sorgono sulla piazza.

  • Fonte dei Decapitati, che secondo una tradizione non confermata dalle fonti, ricorda con i suoi bassorilievi i giovani martiri che avevano lottato per ripristinare la libertà comunale perduta dopo il colpo di Stato di Clemente VII e del cardinale Accolti. Con quell'atto finiva la Repubblica di Ancona. È detta anche Fontanone e risale al XV secolo.
  • Fontana di Piazza, del XIX secolo, alla base della scalinata. È detta anche Fontana Emiciclica.

Altri palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Su piazza del Papa si affacciano altri edifici importanti per le caratteristiche storiche o artistiche.

  • Palazzo Mengoni-Ferretti. Ospita la biblioteca comunale Luciano Benincasa, con interessanti affreschi di Giuseppe Pallavicini risalenti al restauro del 1700, tra cui si ricordano quelli della sala del Carnevale.
  • Palazzo Nembrini-Gonzaga
  • Palazzo Schelini (ove ebbe sede la sezione della Giovine Italia, come ricorda una targa, sia pure incompleta nell'elenco dei nomi dei fondatori)
  • Palazzo Bernabei.

Museo della città[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo della città di Ancona.

Museo della città di Ancona. Il suo ingresso si trova nei pressi della statua di Clemente XII. Si estende, in parte, nei locali dell'ex Ospedale San Tommaso di Canterbury, aperto nel 1394. Nel 1470 in quest'ospedale avvenne il miracolo del quadro della Vergine Incoronata (distrutto con il bombardamento di San Domenico nella seconda guerra mondiale). Per ordine di Sisto V in questo luogo era stata poi costruita la chiesa omonima, distrutta poi per far posto all'attuale chiesa di San Domenico.

Viabilità[modifica | modifica wikitesto]

Le vie di accesso sono molteplici: via Gramsci, via Pizzecolli, via Pescheria, via Matteotti, via degli Aranci, via Bonda e via Orefici. La piazza non è transitabile alle auto, escluso che per il carico e lo scarico a determinati orari, e la sosta è consentita solo alle auto di servizio della attigua Prefettura. Per impedire l'accesso e la sosta delle auto private, si è provveduto alla installazione di due dissuasori mobili, uno presso l'accesso di via Matteotti e l'altro presso l'accesso di via Pizzecolli.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per le informazioni sulla torre e sull'orologio la fonte utilizzata è: Giorgio Occhiodoro, Ancona ieri... un Occhiodoro sulla vecchia Ancona, volume terzo, pagina 32. Sagraf 1988.
  2. ^ Vittorio Morelli, voce dell'enciclopedia Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Mariano. Piazza del Papa in Ancona. Ancona, L'incontro, 1993.
  • Fabio Mariano. Il Palazzo del Governo di Ancona (con cartella di rilievi), (presentazione di Pietro Zampetti), Provincia di Ancona, Ed. Aniballi, Ancona 1990. Menzione d'Onore al Premio Internazionale Salimbeni per la Storia e la Critica d'Arte 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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